Cliff diving, quando lanciarsi da un trampolino non basta più

Alla ricerca delle scogliere (ma non solo) più belle per provare l’ebbrezza di lanciarsi in acqua da altezze improbabili. Il Cliff Diving è uno sport estremo che appassiona diverse community nel mondo, sempre alla ricerca del tuffo perfetto.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
11 Novembre 2020

Il cliff diving, o cliff jumping, è uno sport “estremo” che consiste nel lanciarsi in acqua da una scogliera o da una qualsiasi struttura posta ad una certa altezza. Potrebbe non sembrare troppo complicato, ma in verità, questa disciplina sportiva richiede molto allenamento, basti pensare che un tuffo da un’altezza di circa 25 metri dura tre secondi e si raggiunge una velocità pari a 100 km/h.

Mentre ci sono persone che fanno cliff diving solo occasionalmente, esiste una vera e propria community che viaggia intorno al mondo alla ricerca dei punti più diversi per tuffarsi. Quello che è certo è che è un’attività abbastanza pericolosa perché non sia improvvisata da chi è poco esperto e poco allenato. Lividi, abrasioni, fratture da compressione, commozioni cerebrali e persino danni alla colonna vertebrale possono essere le lesioni più comuni.

Conosci l'elemento acqua

Partiamo per esempio dall’elemento in cui ci si tuffa, l’acqua, con cui l’impatto non è sicuramente morbido e forse te ne sarai già reso conto tuffandoti semplicemente da un trampolino di una piscina e prendendo la tua prima spanciata. Bene. Per entrare in acqua, senza problemi, devi assicurarti che ci sia una profondità di almeno 8 o 10 metri, vale a dire quella che è necessaria per potersi fermare una volta entrati in acqua. Ecco quindi la prima cosa da fare: controllare sempre l’acqua nella cosiddetta "area di atterraggio". Questo si fa armandosi di maschera e boccaglio e controllando, non solo la profondità, ma anche la presenza di scoglie e rocce.

Mai da soli

Altra raccomandazione, comune a molti sport estremi, è di avere qualche altro "spericolato" compagno di avventura insieme. Se qualcosa dovesse andare storto, avere un compagno nelle vicinanze è sempre una sicurezza in più. È una sorta di regola rispettata anche in altre discipline sportive, come per esempio nelle immersioni subacquee, dove non ci si immerge mai da soli, ma sempre in coppia o in gruppo.

Tuffati da un'altezza modesta

Se decidessi di iniziare a tuffarti, parti da un’altezza di 3 o 5 metri e non cercare di superarti con tuffi coreografici, ma limitati al classico salto a candela. Salta prima con i piedi e all’atterraggio, tieni le braccia strette contro il tuo corpo, premi i piedi insieme e punta verso il basso. Ciò minimizzerà l’area del corpo che colpisce l’acqua e minimizzerà la pressione sul tuo corpo.

La regola è che solo se padroneggi l’atterraggio, puoi pensare di conquistare altezze maggiori. Il resto è solo tanto allenamento utile per avere una maggior consapevolezza del tuo corpo in aria, per acquisire più sicurezza e per aumentare l’altezza del tuo punto di lancio.

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