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28 Marzo 2021
9:00

Hai mai provato a fare rafting? Serve un fiume, un gommone e una pagaia (e buon equipaggio)

Spesso e volentieri si sente dire che nel rafting l'unico rischio che si corre è quello di non voler scendere più dal gommone. Si tratta, infatti, di un'attività sportiva super adrenalinica, praticata in compagnia e a contatto con la natura. Impossibile non innamorarsi del rafting.

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Hai mai provato a fare rafting? Serve un fiume, un gommone e una pagaia (e buon equipaggio)
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Un po’ di canottaggio, una certa dose di torrentismo, trekking e non di rado anche nuoto e immersioni. Insomma, non mancano di certo gli ingredienti per considerare il rafting uno sport estremamente divertente e un po’ estremo. Nato negli Stati Uniti intorno alla seconda metà del XIX secolo principalmente per scopi commerciali come il trasporto di mercanzie e per scopi bellici per il trasporto di truppe e armi, il rafting si è evoluto come pratica sportiva e di interesse turistico verso la metà del XX secolo, cioè intorno agli anni Cinquanta, quando sempre negli Stati Uniti i turisti potevano assaporare l’emozione di una discesa lungo fiumi e cascatelle. In Europa e quindi anche in Italia, il rafting arriva solo nei primi anni Ottanta: è infatti il 1984 l’anno in cui il primo gruppo di canoisti incarica un conduttore californiano di nome Brian Larky per istruirli sulle tecniche di conduzione nelle acque del fiume Valsesia.

Cos’è

Il nome rafting deriva dal verbo inglese to raft che letteralmente significa “navigare su una zattera”, o meglio, su un gommone che viene chiamato raft, e che si distingue per la particolare forma ideata per consentire una navigazione anche nei luoghi più disagevoli. Il rafting, infatti, è uno sport prettamente acquatico, che utilizza come principale mezzo un gommone nelle acque di torrenti o fiumi. I membri dell’equipaggio utilizzano una pagaia non solo per dare la direzione al gommone, ma anche per arginare eventuali ostacoli naturali che si incontrano lungo il percorso, soprattutto rocce e sassi.

Sono poi diverse le varianti nella pratica del rafting: il soft rafting, per esempio, è una versione leggera del rafting tradizionale, e per questo adatta anche ai più piccoli, che prevede discese più semplici e calme, alternate a tratti che regalano pura emozione; il body rafting, invece è una tipologia di rafting praticata a corpo libero, e che prende in prestito diverse tecniche e attrezzature dal torrentismo. Poi c'è il canoa rafting, dove il gommone viene sostituito con una canoa o un kayak. Infine il white water rafting, una versione particolarmente adrenalinica del rafting, in quanto viene praticata nelle cosiddette "acque bianche”, ossia in quei fiumi e torrenti dove l’acqua scorre a grande velocità.

Tecnica e attrezzatura

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Come si pratica il rafting? Se questo sport ti affascina, puoi frequentare rivolgerti a un centro specializzato per frequentare un corso o  semplicemente per dedicare mezza giornata a questa emozionante attività outdoor e affrontare le rapide di un fiume. Oltre a mantenere una certa stabilità a bordo del gommone, quello che è più importante apprendere è l'utilizzo della pagaia. Ovviamente è anche importante sapersi coordinare con il resto dell'equipaggio per dare la direzione desiderata al raft, e così affrontare ogni discesa con una certa  padronanza e soprattutto con una buona dose di sicurezza.

Di norma, qualsiasi centro attrezzato che organizza corsi o esperienze di rafting fornisce tutta l’attrezzatura necessaria per la pratica dell'attività, dalle scarpe all’abbigliamento più tecnico. Tuttavia, per non presentarti sprovvisto dell’indispensabile, ricordati di portare con te sempre: un costume da bagno, una maglia termica a maniche lunghe, una giacca in pile o un maglione di lana, un paio di calze sintetiche o in lana e un paio di scarpe da ginnastica o da trekking. Il fatto è che spesso e volentieri i migliori spot per la pratica del rafting si trovano in montagna, quindi non solo l'acqua dei torrenti e fiumi è già fredda di suo, ma anche una volta giunto a destinazione la brezza di quota si farà sentire, soprattutto se durante la discesa ti sei bagnato (cosa che pressoché si verifica sempre).

È importante che qualsiasi capo di abbigliamento sia in tessuto tecnico e che pertanto si asciughi velocemente e mantenga la temperatura corporea, anche a contatto con l'acqua.

Sport estremo o sport olimpico?

Non è la prima volta che uno sport estremo si guadagna una posizione tra le discipline olimpiche, ed è questo anche il caso del rafting. Nel 2018, infatti, la World Rafting Federation (WRF) è entrata a far parte a pieno titolo nella Federazione Mondiale della canoa. Il rafting, in pratica, è uno sport considerato nell'ambito Comitato Olimpico Internazionale e ciò gli potrebbe aprire una possibilità di avere un posto alle prossime Olimpiadi.

Rischi

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Il rafting è uno sport che davvero tutti possono praticare, anche le famiglie con bambini al seguito. L'importante è rivolgersi a un centro che sia riconosciuto dalla Federazione Italiana rafting e che l'attrezzatura data in dotazione sia in buone condizioni: caschi e salvagenti devono essere a norma (CE), devono essere tutti regolabili e calzare perfettamente in base alla tua taglia, allo stesso modo mute e calzari devono essere ben tenuti e non troppo usati.

Dove fare rafting

Il primo spot che ha visto il rafting approdare in Italia è stato il fiume Valsesia, in Piemonte, ma anche la Dora Baltea in Valle D’Aosta, assicura delle discese emozionanti: si tratta, infatti, di un fiume che riceve le sue acque da un ghiacciaio e nel mese di agosto raggiunge la sua massima capacità di acqua in seguito allo scioglimento del ghiacciaio.

In Toscana, il torrente Lima è invece un corso d’acqua di origine appenninica, pertanto non ha una portata d’acqua sempre abbondante e costante; si adatta ai mini-raft, piuttosto che ai gommoni di media grandezza.

Infine, alle Marmore, si può praticare rafting durante tutto l’anno: qui le cascate sono a flusso controllato e la natura circostante rende questa esperienza avvero unica.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.