Come misurare bene la glicemia e quale strumento dovresti utilizzare

Se soffri di diabete o se stai cercando di prevenirlo, misurare la glicemia diventa parte integrante delle tue giornate. Dovrai quindi imparare a farlo in modo corretto e nei momenti che ti prescrive il medico, in modo da poter sempre avere sott’occhio una prima forma di monitoraggio della concentrazione di zuccheri nel tuo sangue. Naturalmente, l’automisurazione integra e non sostituisce le analisi di laboratorio.
Giulia Dallagiovanna 18 Giugno 2019
* ultima modifica il 22/09/2020

Per tutti i pazienti che soffrono di diabete, ma anche per chi è semplicemente a rischio di riportare un'eccessiva concentrazione di zucchero nel sangue, imparare a misurare la glicemia in autonomia è fondamentale. E in realtà è anche molto semplice. Vorrei però metterti subito in guardia: non è possibile effettuare una misurazione precisa senza pungersi il dito. Perciò rassegnati ad avere il polpastrello leggermente bucherellato e a versare la consueta goccia di sangue sulla striscia reattiva, in modo che il glucometro sappia darti un responso riguardo i tuoi valori.

Naturalmente, l'automisurazione non può sostituirsi alle analisi di laboratorio, ma è un valido metodo per tenere sotto controllo la tua media glicemica e capire se sia regolare o subisca delle alterazioni sulle quali intervenire. Per questa ragione, dovrai annotare tutte le cifre riportate dal glucometro su un apposito diario della glicemia, da mostrare al medico durante le visite di routine.

A cosa serve misurare la glicemia

La glicemia non è altro che la concentrazione di glucosio, ovvero di zucchero, nel sangue. I valori normali sono compresi fra i 70 e i 100 milligrammi per decilitro di siero, mentre subiscono un leggero rialzo subito dopo i pasti anche se non dovrebbero comunque superare la soglia dei 180 milligrammi. La misurazione serve ad accertarsi che le cifre rimangano sempre all'interno di questi parametri. Per chi soffre di diabete di tipo 1 o di tipo 2,  si tratta di un controllo che viene effettuato quotidianamente per valutare che eventuali variazioni rimangano comunque entro i limiti di sicurezza per la salute.

Numeri troppo bassi comunicano che vi è un eccesso di insulina nell'organismo. Al contrario, se la glicemia è alta significa che l'ormone per assimilare il glucosio è carente. In altre parole, è un metodo rapido e abbastanza comodo per verificare se la terapia somministrata o il regime alimentare che si segue stanno producendo gli effetti desiderati ed eventualmente intervenire per correggerli.

Naturalmente, l'esame più preciso è quello che viene fatto attraverso un prelievo di sangue e l'analisi in laboratorio, ma anche l'automisurazione è molto importante per tenere monitorati i valori con scadenza quotidiana, anzi oraria. Si effettua attraverso uno strumento chiamato glucometro, ma che potresti trovare anche come riflessometro, e rappresenta una prima forma di controllo, che non si sostituisce ma integra quello medico vero e proprio. Quando infatti si vuole misurare la media glicemica, è necessario prendere in considerazione altri due valori: l'emoglobina glicata (HbA1c) e la fruttosamina.

La prima si forma dalla reazione fra l'emoglobina e il glucosio e rimane stabile nel sangue per circa 3 mesi, mentre la seconda è una particella che si forma quando il glucosio si lega a una proteina presente nel sangue, come l'albumina. Per questa ragione prende il nome di proteina glicata e serve per valutare la media della concentrazione di glicemia negli ultimi 15 giorni.

Come misurare la glicemia

In questo articolo ti parlerò di come misurare la glicemia in autonomia, grazie al glucometro. Si tratta di un esame davvero poco invasivo e per nulla doloroso: una sorta di mini-prelievo di una goccia di sangue da un capillare che passa nel tuo dito. Il dispositivo fa tutto da solo e ti fornisce un responso quotidiano attendibile, anche se non preciso quanto un esame di laboratorio. I passaggi da seguire sono semplici e tutta la strumentazione necessaria è già presente nel kit al momento dell'acquisto:

  1. Per prima cosa, dovrai lavare per bene le mani, soprattutto se hai appena mangiato perché eventuali residui di cibo potrebbero alterare i risultati
  2. Poi dovrai estrarre una striscia reattiva e inserirla nel glucometro acceso, lasciandone fuori una piccola porzione
  3. Ora massaggiati il polpastrello in modo da richiamare un maggior afflusso di sangue
  4. Con il pungidito dovrai effettuare una piccola puntura nella zona laterale, dove scorre più sangue
  5. Cerca di ottenere una goccia di sangue abbastanza grossa e versala sulla parte di striscia reattiva che è rimasta fuori dal glucometro
  6. Ora attendi per qualche secondo e poi dovresti veder comparire delle cifre sullo schermo
  7. Estrai la striscia reattiva che hai utilizzato e gettala (si tratta di accessori monouso)

Una volta ottenuto i risultati, dovresti annotarli su un apposito diario della glicemia, dove tieni nota di tutte le misurazioni effettuate, con il giorno e l'orario in cui hai fatto il controllo. Al tuo medico sarà utile per avere un primo riscontro sull'andamento della concentrazione di glucosio nel tuo sangue e sull'efficacia di terapia e dieta prescritte.

Quale glucometro scegliere

Per scegliere il glucometro più adatto, è bene che tu chieda consiglio al farmacista o al medico diabetologo che ti segue. Se sei in possesso di un piano terapeutico per il diabete, tieni presente che sarà lo stesso Sistema sanitario a fornirtelo gratuitamente, sebbene possano esserci delle piccole differenze fra regione e regione. Ti arriverà con il kit completo di strisce reattive e pungidito. Una volta esauriti, potrai poi acquistarli separatamente.

Chiedi un consiglio al medico diabetologo che ti segue

Potrebbe comunque esserti utile sapere che alcuni strumenti memorizzano le misurazioni precedenti e possono aiutarti a tenere il tuo diario della glicemia. Inoltre, è possibile trovarne alcuni che eseguano in automatico il backup sul tuo computer o, addirittura, comunicano i dati registrati a un server remoto in modo che diventino consultabili sia da te che dal tuo medico.

Quando misurare la glicemia

Sarà il tuo diabetologo a stabilire in quali momenti della giornata misurare la glicemia. Di norma, si stabilisce un controllo prima dei pasti principali, cioè colazione, pranzo e cena, e due ore dopo l'inizio di ciascuno di questi. Ma è utile anche se vuoi praticare attività fisica, per capire se sia il caso di rimandare, e una volta finito l'allenamento, per verificare che tu non abbia bisogno di ingerire un po' di zuccheri.

È poi importante che tu lo faccia prima di metterti alla guida, soprattutto se sei soggetto a sbalzi improvvisi, in modo da essere sicuro di mettere in pericolo la tua sicurezza e quella degli altri utenti della strada.

Ci sono poi alcuni sintomi che segnalano un calo glicemico o, al contrario, un eccessivo innalzamento del valore. Se quindi avverti una tachicardia anomala, un'improvvisa debolezza, un senso di vuoto allo stomaco, tremi, sudi, hai la vista offuscata o ti senti particolarmente nervoso e agitato dovresti procedere a un controllo.

Sicuramente poi il tuo medico lo consiglierà ogni volta che cambierà il dosaggio dei farmaci che stai assumendo o se verrà introdotta una medicina nuova o un cambio nella dieta. Anche se hai appena affrontato una malattia o un problema di salute potresti avere alterazioni nella glicemia e dovrai dunque ricordarti di monitorarla in modo più frequente.

Come misurare la glicemia senza pungersi

In commercio, in particolare in quello online, sono disponibili strumenti che promettono di misurare la glicemia senza che tu ti debba pungere il polpastrello. Sono diversi da un glucometro e prendono in considerazione altri fattori. Si tratta di un lettore che fa riferimento a un sensore che viene applicato, attraverso un cerotto apposito, sulla pelle nella zona posteriore del braccio. Il cerotto e il sensore devono essere cambiati ogni 14 giorni. Non misura il sangue, ma il liquido interstiziale, ovvero una sostanza che circonda le cellule e trasporta il glucosio.

Il problema è che questo tipo di monitoraggio è sempre in ritardo. Lo zucchero infatti passa nel sangue prima di arrivare alle cellule, perciò gli sbalzi vengono segnalati prima di tutto nel siero. Questi dispositivi possono quindi essere utilizzati per stilare una media più o meno precisa, ma non per rilevare abbassamenti o innalzamenti drastici, che possono rivelarsi anche piuttosto seri se non si interviene subito. Il consiglio quindi è quello di proseguire con l'utilizzo del glucometro classico e arrendersi alla piccola puntura sul polpastrello.

Fonte| Società italiana di diabetologia

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