Conosci l’hypnobirthing? La scelta per un parto positivo e più consapevole

Approda dal Regno Unito anche in Italia, il metodo dell’hipnobirthing, utilizzato da Kate Middleton e Meghan Markle per mettere alla luce i futuri eredi. Un metodo per cui c’è grande interesse ma di cui ancora sappiamo poco. Ne abbiamo parlato con Tania Trutalli, educatrice di Parto Positivo.
Gaia Cortese 7 luglio 2020

Si riduce la durata del travaglio e del parto, diminuiscono i cesarei e l’impiego dell’epidurale o di altri farmaci. Dal Regno Unito, dove è ormai largamente diffuso (ti basti pensare a come hanno partorito Kate Middleton e la cognata Meghan Markle), l’hypnobirthing sta arrivando anche in Italia. Ne abbiamo parlato con Tania Trutalli, Counselor, Doula ed educatrice del Parto Positivo.

Cos’è il parto positivo?

È un percorso per futuri genitori che ha la finalità di accompagnarli per vivere questa esperienza in maniera positiva. Non è necessariamente un parto in casa, ma vuole essere un parto accompagnato da ricordi positivi, dove genitori e bambini sono protagonisti. Gli incontri di un percorso per il Parto Positivo hanno l’obiettivo di informare i genitori e di portare consapevolezza sul tema e sulle scelte che si possono fare per sè e per il proprio bambino. Di fatto, puoi fare delle scelte libere solo se sei informato.

Spesso i genitori non hanno una piena conoscenza di cosa sia il parto e non di rado quest’ultimo viene associato ad aneddoti e racconti terribili. Il Parto Positivo vuole dare un "occhiale diverso" per vedere e affrontare il parto. La cosa bella del Parto Positivo è che informa, ma non vuole convincere; lascia centralità ai genitori offrendo solo una visione diversa.

Il Parto Positivo, che si avvale di tutto quello che dice e divulga l’OMS, è strettamente legato alla fisiologia, riporta a qualcosa che il bambino e la donna sanno fare. Sia chiaro, il Parto Positivo non si sostituisce alla consulenza ostetrica e ginecologica; pone semplicemente una maggiore attenzione a come funziona il corpo. Il focus è sulle fasi del travaglio e del parto, lo sguardo va a come lavora il corpo e a cosa possiamo fare noi per far lavorare il corpo nel modo corretto. Essendo il travaglio e il parto un processo fisiologico e involontario, come respirare, digerire, possiamo agevolarlo affinché il corpo possa compiere ciò che per natura sa fare. Il punto è disturbarlo il meno possibile.

Una futura mamma calma e rilassata, ha più possibilità di controllare il dolore e cavalcare le onde del travaglio. Si parla di “onde”, che non sono altro che le contrazioni dell'utero, proprio perché nel Parto Positivo si lavora anche sul linguaggio. Durante il travaglio è importante riuscire a rilassarsi e usare un linguaggio appropriato aiuta a far arrivare al cervello e al corpo il messaggio giusto".

Quali sono le paure più diffuse?

Sono quelle paure legate a credenze errate, originate da racconti terribili, ma anche dalle immagini proposte dalla televisione: donne costrette sul lettino a gambe all’aria, che urlano e si agitano. E poi nel quotidiano c’è pure chi si sente autorizzato a raccontare l’apocalisse che ha vissuto nel partorire i propri figli. Il cervello ha così tutti questi file legati al travaglio e al parto, in qualche modo “corrotti”.

Anche il fatto di non poter decidere al momento del parto, di doversi affidare completamente all’esterno, ha il suo ruolo. È come delegare la responsabilità a qualcun altro, senza magari esserne troppo convinti. Con il Parto Positivo invece parte un progetto di crescita e anche di responsabilità, e aumenta la possibilità di scegliere e di vivere un Parto Positivo.

E quali sono i temi principali affrontati nel Parto Positivo?

In circa 10 ore di corso, in genere distribuite in un weekend, uno dei temi principali è il collegamento utero e cervello e si basa sugli studi di neuroscienze. La scienza che incontra la magia del parto rende fruibile queste conoscenze a tutti i genitori. L’hypnobirthing insegnato durante i laboratori permette alle mamme di comprendere come siamo fatte, come funzioniamo e come possiamo agevolare questo processo. Altri argomenti sono le competenze prenatali del bambino che partecipa per nove mesi alla vita di mamma e papà. È incredibile sapere quante cose sa fare e quante cose apprende un bimbo in pancia. I genitori poi comprendono quanto è importante accogliere il proprio bambino con pratiche rispettose e dolci che potranno favorire il naturale processo di sviluppo psico emotivo, oltre che fisico del bambino. Anche il papà ha un ruolo fondamentale durante il travaglio e il parto. Il Parto Positivo vuole valorizzare il ruolo del padre, un padre che negli anni ha assunto un ruolo che è tutt'altro che marginale.

Un esempio di esercizio proposto?

Il classico rilassamento ad occhi chiusi. Ci si concentra sulle diverse parti del corpo, si visualizzano determinate immagini o coloro o si lavora su delle frasi che trasmettono fiducia alla mamma.

Quali scelte possono essere fatte in questo percorso?

Si può per esempio decidere se partorire in un ospedale, a casa propria o in una casa maternità gestita da alcune ostetriche; in questo caso non è presente un ginecologo ma, a poca distanza, c’è sempre un ospedale. La casa maternità è un contesto non medico e il parto può avvenire in una maniera più rispettosa, più sacra e più intima.

Un’altra scelta può essere quella di non tagliare il cordone subito (Lotus Birth) oppure essere informati su quali tecniche potrebbero esserti proposte al momento del parto. Ipotizzando per esempio di trovarsi a una data di gestazione di 41+1 viene spesso consigliata l’induzione; la data presunta non è come la scadenza di uno yogurt, è chiamata presunta proprio perché è tale e solo il 4% dei bambini nascono nella data presunta. Per cui in condizioni di benessere di mamma e bimbo possiamo aspettare. Spesso le future mamme in ospedale accettano dei protocolli ospedalieri perché hanno paura e si stanno affidando completamente al personale medico. Nel percorso del Parto Positivo si spiegano alcune cose a cui tu puoi dire sì o no.

Come spiegheresti la tecnica dell’hypnobirthing?

L’hypnobirthing è una tecnica di rilassamento profondo che ti permette di stare in relazione con il tuo bambino e di centrarti. È una sorta di mindfulness in gravidanza che permette alla mamma di rilassarsi profondamente, di lavorare con messaggi positivi e di fiducia. Questa tecnica permette al corpo di rilassarsi e al cervello di produrre ossitocina, è un analgesico naturale.

L’hypnobirthing è molto diffuso negli ospedali in Gran Bretagna. Come siamo messi in Italia?

Qualcosa si sta muovendo, c’è molto interesse su questa tematica, ma a livello dei vari contesti sanitari siamo ancora agli albori. Le educatrici del Parto Positivo sono sempre di più, ma è un lavoro ancora in fase di semina. L’Hypnobirthing funziona, e ci sono diversi studi scientifici che lo dimostrano, ma per avere dei risultati devi esercitarti, almeno 30 minuti al giorno per 8 settimane. Questa pratica nel tempo aiuta a modificare in maniera positiva il cervello, inizi ad essere più centrata, anche nella vita di tutti i giorni.

Fonte |"Birthing outcomes from an Australian hypnoBirthing programme" pubbicato su British Journal of Midwifery ad agosto 2012