Cos’è la ranitidina e come mai è stata ritirata dal commercio

La ranitidina è un farmaco antistaminico attivo sui recettori di tipo 2. Trova applicazione per il trattamento del bruciore di stomaco, patologia da reflusso gastroesofageo GERD, eradicazione H.Pylori, ulcere gastriche e duodenali. A settembre 2019 ne è stato richiesto il ritiro precauzionale a causa della presenza di bassi livelli di una sostanza cancerosa per l’uomo.
Dott.ssa Chiara Speroni Dottoressa in Farmacia
25 Novembre 2020 * ultima modifica il 30/11/2020

Sicuramente avrai sentito parlare della ranitidina ai telegiornali o sui quotidiani quando è stata ritirata dal commercio. Andiamo a capire che farmaco sia la ranitidine e che cosa le sia successo.

Che cos'è

La ranitidina appartiene alla classe dei farmaci antistaminici attivi sul recettore di tipo 2 (anti-H2). Trova applicazione per il trattamento di:

  • Ulcera duodenale
  • Ulcera gastrica
  • Reflusso gastro-esofageo GERD
  • Esofagiti
  • Emorragie del tratto gastro-intestinale superiore
  • Eradicazione H. Pylori
  • Sindrome di Zollinger-Ellison

I farmaci appartenenti a questa classe sono stati scoperti nei primi anni '70, mostrando una svolta nel trattamento terapeutico delle problematiche che abbiamo appena elencato. Questi sono stati i leader in terapia fino all'arrivo degli inibitori di pompa protonica PPI (ricordi che ne abbiamo parlato in passato?).

Come agisce

Abbiamo detto che la ranitidina agisce a livello gastrico. Facciamo un breve ripasso di questo sistema: gli organi che lo compongono sono in stretta comunicazione tra loro in modo da poter svolgere al meglio le principali funzioni fisiologiche, tra cui:

  • digestione degli alimenti
  • assorbimento dei nutrienti
  • assorbimento di sali minerali ed acqua.

Gli organi coinvolti nel sistema gastrico sono:

  • bocca
  • faringe
  • esofago
  • stomaco

La digestione e l'assorbimento proseguono, poi,  a livello enterico. Per il corretto funzionamento di questo sistema intervengono, inoltre, altri organi e ghiandole come fegato e pancreas.

Anatomia dello stomaco

Immagina lo stomaco come una grande sacca con una capacità di circa 1,2 litri. Possiamo suddividerlo in:

  • cardias: porzione in comunicazione con l'esofago
  • fondo
  • corpo
  • parte pilorica: ultima porzione che  prosegue poi col duodeno.

Lo stomaco è costituito da cellule in grado di secernere muco (azione protettiva sulla mucosa) e cellule in grado di secernere succo gastrico. Ricordiamo:

  • cellule parietali: cellule deputate alla sintesi di HCl e sono la fonte del fattore intrinseco. Te lo ricordi? È quel fattore fondamentale per l'assorbimento della vitamina B12.
  • cellule principali: cellule in grado di secernere pepsinogeno nel lume gastrico
  • cellule enterocromaffini: cellule in grado di prosurre gastrina, somatostatina o ammine biogene
  • cellule deputate alla secrezione di istamina.

Nello stomaco esiste un equilibrio fisiologico tra i fattori aggressivi utili alla digestione come acido, pepsina e bile ed i fattori che proteggono la mucosa dall'azione lesiva di questi elementi come la produzione di muco, la produzione di bicarbonato, la sintesi delle prostaglandine, ecc. Con l'aumento dell'acidità (o altri fattori aggressivi ) rispetto ai componenti protettivi nel lume gastrico si formano erosioni od ulcere.

La ranitidina è in grado di inibire la produzione acida dopo il rilascio di istamina e gastrina con conseguente riduzione del volume del succo gastrico. In seguito a questi processi si arriva anche ad una diminuzione di pepesina. Questo è il meccanismo d'azione caratteristico di tutti gli anti H2. La ranitidina, inoltre, sembra mostrare effetti regolatori sulla produzione dei linfociti T con aumento della della produzione di citochine ed immunoglobuline.

Come funziona la produzione di acido

Abbiamo detto che le cellule parietali sono in grado di produrre acido cloridrico HCl. Queste cellule hanno recettori per la gastrina, istamina (recettori di tipo H2) ed acetilcolina. Quando queste molecole si legano ai loro recettori portano ad un aumento della concentrazione di Ca2+ intracellulare. Questo a sua volta è in grado di stimolare la secrezione di H+ da parte della pompa ATPasi H+/K+ – dipendente. Le cellule enterocromaffini sono dotate anche loro di recettori per la gastrina e l'acetilcolina, oltre ad essere la principale fonte di istamina. L'istamina prodotta dalle cellule enterocromaffini è in grado di legarsi ai recettori H2 delle cellule parietali. In questo modo si attiva un altro meccanismo a catena con fine ultimo l'ulteriore attivazione della pompa ATPasi H+/K+- dipendente.

Le forme farmaceutiche

La ranitidina, una volta assunta, è soggetta a metabolismo di primo passaggio con riduzione della sua biodisponibilità orale di circa il 50%. Cosa vuol dire? Una volta che il farmaco arriva nel tuo organismo subisce l'azione di alcuni enzimi. Questi determineranno la quota di farmaco che arriverà al sito d'azione. Riducendo la concentrazione al 50%, capisci bene come sia importante assumere la dose correttamente. La ranitidina è presente per somministrazione orale in forma di compressa nei seguenti dosaggi: 75 mg (come farmaco OTC), 150 mg, 300 mg. È presente anche in forma di sciroppo, soluzione intramuscolo ed endovenosa.

Gli effetti indesiderati

Come per ogni farmaco gli effetti indesiderati che si possono manifestare sono di tipo individuale. La ranitidina come gli altri anti H2, sono farmaci con alto indice di sicurezza. Tra gli effetti indesiderati più comuni riscontriamo:

  • Diarrea o stipsi
  • Cefalea
  • Astenia
  • Vertigini
  • Dolori muscolari
  • Irritazioni cutanee transitorie
  • Confusione mentale negli anziani

In gravidanza e allattamento

Abbiamo sempre detto che questi sono periodi molto delicati sia per la mamma che per il bambino. La ranitidina è in grado di attraversare la placenta, ma non sono riportati effetti avversi dannosi. È quindi meglio evitare la somministrazione di questo farmaco a meno che non ci sia effettiva necessità. Saranno la tua ginecologa od il tuo medico di medicina generale a consigliarti per il meglio.

La ranitidina è escreta nel latte materno. Anche in questo caso si sconsiglia l'assunzione del farmaco salvo in caso di effettiva necessità durante l'allattamento.

Il caso ranitidina

Cos'è successo a settembre 2019 a questo farmaco? Se ne è parlato molto ai telegiornali, sui quotidiani, sui social. Il 20 settembre 2019 l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), ha predisposto il ritiro precauzionale di tutti i medicinali contenti ranitidina a causa della presenza di un'impurezza chiamata N-nitrosodimetilamina NDMA, una sostanza cancerogena per l'uomo. Questa sostanza è stata ritrovata in alcuni lotti di medicinali contenenti proprio la ranitidina prodotta presso l’officina farmaceutica SARACA LABORATORIES LTD – India.

Dal sito AIFA si riporta: In questi casi le autorità sanitarie operano secondo il principio di precauzione, che prevede di ridurre al minimo i rischi per il paziente, limitando l’esposizione alla sostanza potenzialmente dannosa. A scopo precauzionale, l’AIFA ha anche disposto il divieto di utilizzo di tutti i lotti commercializzati in Italia di medicinali contenenti ranitidina prodotta da altre officine farmaceutiche diverse da SARACA LABORATORIES LTD, in attesa che vengano analizzati. Provvedimenti analoghi sono stati assunti o sono in corso di adozione negli altri Paesi dell’Unione Europea e in diversi paesi extraeuropei. L’AIFA sta lavorando insieme all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e alle altre agenzie europee per valutare il grado di contaminazione nei prodotti coinvolti e adottare misure correttive. La NDMA è classificata come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla base di studi condotti su animali. È presente in alcuni alimenti e nelle forniture di acqua, ma non ci si attende che possa causare danni quando ingerita in quantità molto basse.

Informazioni ai cittadini

Se sei in trattamento con un medicinale a base di ranitidina che ti è stato prescritto dal tuo medico, non sospendere il trattamento, ma consulta il medico il prima possibile. Potrai concordare con lui un trattamento alternativo (un altro medicinale diverso da ranitidina, indicato nel trattamento delle condizioni in cui lo stomaco produce quantità eccessiva di acido).Se sei in trattamento con un medicinale di automedicazione a base di ranitidina, consulta il tuo medico o il tuo farmacista che ti potranno consigliare un farmaco alternativo.

Il 30 aprile 2020 il CHMP (Comitato per i medicinali per uso umano) dell'EMA (agenzia europea per i medicinali) ha raccomandato la sospensione dell'utilizzo di tutti i medicinali a base di ranitidina.

Il 18 settembre 2020 il CHMP dell'EMA ha confermato la sospensione dell'AIC di tutti i medicinali a base di ranitidina nell'UE a causa della presenza di seppur bassi livelli di impurezza di NDMA.

Fonti| Foye’s – Principi di chimica farmaceutica; Rang & Dale – Farmacologia; Katzung – Farmacologia generale e clinica; Aifa

Laureata in Farmacia presso la facoltà di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Milano. Tesi svolta presso il laboratorio di altro…
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