Cos’è lo scovolino per i denti e come si usa

Ogni presidio per l’igiene orale ha il suo compito. La salute orale dipende molto anche dall’igiene quotidiana casalinga. Anzi, soprattutto da quello. Se spazzolino e filo sono oggetti conosciuti dai più, lo scovolino resta meno utilizzato. Eppure è molto importante. Vediamo perché e come si usa lo scovolino.
Dott. Fabio Cozzolino Specialista in Implantologia e Parodontologia
25 giugno 2020 * ultima modifica il 25/06/2020

Uno degli strumenti comuni per curare l’igiene orale è lo scovolino per i denti, uno strumento con setole e un corpo filiforme rigido che consente di pulire gli spazi tra i denti. Attenzione, Non bisogna confondere l’operato dello scovolino dentale con quello del filo interdentale

Anche se sembrano destinati alla stessa operazione soddisfano esigenze differenti. Ma quale scegliere? E soprattutto come si usa lo scovolino per i denti? Ecco una guida per approfondire i punti essenziali di questo presidio dell’igiene orale domiciliare.

Cos’è lo scovolino e a cosa serve

Si tratta di un strumento molto utile per eliminare residui di cibo che rimangono tra un dente e l’altro, nello spazio che si trova tra i denti. Alla vista si presenta in forme leggermente diverse anche se la base è simile: possiede un’estremità sottile con spazzole e setole. Assomiglia per intenderci alla spazzola per pulire l’interno delle bottiglie, solo molto più piccolo.

Viene passato tra i denti per eliminare il cibo rimasto nell’area interdentale. Poi c’è una sezione tenuta dalle dita per imprimere il movimento necessario per la pulizia. In questo modo puoi portare a termine l’obiettivo dello scovolino: eliminare i residui di cibo a livello interdentale.

Com’è fatto lo scovolino

I punti salienti sono chiari: una spazzola con un manico. Bisogna sapere, però, che le setole si montano su una base flessibile e morbida al punto giusto: in questo modo non provoca danni a denti e gengive ma mantiene la rigidità necessaria per pulire e attraversare gli spazi più difficili.

Le setole sono sintetiche mentre il manico può variare. In alcuni casi abbiamo scovolini con impugnature lunghe e incurvate, oppure angolate per semplificare le operazioni nelle fessure tra denti più difficili da raggiungere. Altri modelli, invece, sono piccoli e pratici da usare. La scelta dipende spesso dalle abitudini e dalle esigenze rispetto alle arcate dentali.

Ci sono poi diverse misure e si deve scegliere la misura più appropriata alla larghezza dei propri spazi interdentali. Spesso per una corretta igiene sono necessarie più di una misura per pulire correttamente spazi di grandezza diversa.

Esistono dei kit di scovolini misti che permettono di provarli e scegliere le misure più appropriate.

È fondamentale, dopo l’uso dello scovolino, sciacquare energicamente la bocca o meglio ancora usare un idropulsore per eliminare i detriti alimentari.

Come e quando si usa

Lo scovolino si usa sempre insieme agli altri presidi dell’igiene orale casalinga, vale a dire spazzolino da denti, dentifricio e collutorio. Da solo non offre una prevenzione completa contro la carie e le altre patologie che possono intaccare la salute dei nostri denti.

Per quanto riguarda lo spazzolino si inseriscono le setole nello spazio tra i denti e si esegue un movimento orizzontale in grado di detergere l'area: sarà dall’alto verso il basso per l’arcata superiore e dal basso verso l’alto per quella inferiore. Ma quando passare lo scovolino? E quante volte al giorno?

Stesso dilemma che accompagna il filo interdentale: le superfici tra i denti dovrebbero essere pulite allo stesso modo delle altre zone, quindi almeno tre volte al giorno dopo i pasti.

In ogni caso è consigliato non far passare mai più di 8 ore tra uno spazzolamento e l’altro in quanto la placca comincia a calcificare e trasformarsi in tartaro non più rimovibile con lo spazzolino.

Ma è anche vero che difficilmente si riescono a mantenere dei ritmi così efficaci. Di conseguenza può essere sufficiente una volta al giorno, ma prima dello spazzolamento.

In questo modo, infatti, si eliminano placca e residui per facilitare l’azione detergente di spazzolino e dentifricio. Anche se potrebbe essere più logico fare l’inverso, quindi lavare prima i denti e poi passare lo scovolino, la tecnica migliore è quella suggerita dal bisogno di far agire al meglio l’attività del principale strumento per l’igiene dei nostri denti.

Dopo quanto tempo si cambiano le setole?

Esistono diversi tipi di scovolino, alcuni sono usa e getta mentre altri possono essere usati dalle 5 alle 10 volte. E hanno magari la testa intercambiabile quindi non devi comprare ogni volta anche il manico. In ogni caso devi rispettare le indicazioni del costruttore.

Meglio filo interdentale o scovolino?

Altro dilemma storico che, in realtà, ha una definizione ben chiara: si usa lo scovolino soprattutto quando ci troviamo di fronte a uno spazio abbondante tra i denti, tale da impedire al filo interdentale di trovare il giusto attrito. Capita a chi ha denti larghi di natura o spazi fra i denti creatisi ad esempio per la parodontite o perdita di denti dovuta all’età. In questi casi lo scovolino risolve un problema evidente, d’altro canto è sconsigliato a chi ha poco spazio tra gli elementi dentari.

Lo scovolino funge anche da stimolatore della circolazione gengivale, massaggia i tessuti molli oltre che realizzare una pulizia approfondita dell’area. In linea di massima possiamo dire che il classico filo interdentale, usato bene, è la soluzione preferita da chi non ha particolari esigenze.

Lo scovolino dentale risulta anche particolarmente delicato sulle gengive, a dispetto del filo interdentale che se usato male può provocare tagli e non può essere usato in presenza di ponti.

Ancora un punto: con gli apparecchi ortodontici non si può usare il filo interdentale. Bisogna scegliere per forza lo scovolino o l’idropulsore, che è anche un ottimo metodo per pulire in profondità le fessure e gli spazi tra i denti per impedire che si formino placca e tartaro.

Come scegliere lo scovolino ideale

Puoi scegliere un modello con un manico particolare in base alle tue esigenze. Inoltre puoi scegliere una spazzola differente che varia rispetto alla lunghezza – da 1,9 mm a 2,7 mm – e alla circonferenza. In quest’ultimo caso ci sono diverse alternative che spaziano da 0,45 a 3,4 mm e possono avere forma cilindrica o conica. La forma conica si adatta meglio a spazi interdentali di dimensioni differenti.

Come capire qual è la dimensione adeguata? Chiedere sempre parere al dentista.

Odontoiatra parodontologo e implantologo, iscritto all’ordine il 23/06/1997 con N° TO 1968. Fondatore di Zerodonto, blog di odontoiatria con cui ha altro…
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