Dalla violenza al riscatto, il coraggio di Danya Sherman

Occhi a mandorla scuri, sorriso smagliante e la capacità di trasformare la violenza subita in un vero esempio di empowerment femminile.
Beatrice Barra 28 Novembre 2022

Ci sono dei momenti nella vita che segnano una linea tra un prima e un dopo, tra chi eri e chi puoi diventare. Per Danya quel momento arriva una sera del 2015, quando un conoscente inserisce la droga dello stupro dentro il suo cocktail.

Una sera che cambia una vita

Occhi a mandorla scuri e un sorriso smagliante. Il suo nome completo è Danya Sherman, magari avrai sentito parlare di lei perché fa parte della classifica di Forbes under 30 Social Entrepreneurs 2020, ma nel 2015 era solo una studentessa della George Washington University che aveva deciso di volare in Spagna per fare un’esperienza di studi all’estero.

È una ragazza molto ambiziosa, studia relazioni internazionali, è circondata da amici e ha davanti agli occhi un nuovo Paese tutto da scoprire. Una sera, però, la sua vita cambia. È seduta in un bar quando un conoscente inserisce la droga dello stupro nel cocktail di Diana e poi la violenta.

Il coraggio del confronto

Quella violenza ha portato via tantissime cose a Diana: l’entusiasmo, la fiducia e la spensieratezza, come solo un’esperienza di questo tipo può fare. Tornata negli Stati Uniti Danya trova il coraggio di confidarsi con le sue amiche, scoprendo di non essere l’unica ad aver vissuto un’esperienza simile. È in quel momento che decide che quella violenza che le ha tolto tanto, le deve qualcosa. Così inizia a cercare borse di studio, finanziamenti e poco tempo dopo nasce KnoNap, la sua start-up nella quale ha ideato Knope, un dispositivo in grado di rilevare la presenza di stupefacenti all’interno dei cocktail.

Knope, basta qualche goccia per salvare una vita

Il dispositivo inventato da Danya è stato pensato per essere discreto e rapido. È molto simile alla card reattiva usata per i tamponi rapidi da Covid 19 e all'interno contiene un tessuto che, entrando a contatto con appena qualche goccia del cocktail, ne rileva in pochissimi minuti l'eventuale presenza di sostanze stupefacenti.

Se il tessuto all'interno della card si colora di tre righe, allora vuol dire che il risultato del test è negativo alla presenza di droghe, se invece presenta una o due righe, vuol dire che nel tuo cocktail sono state inserite sostanze stupefacenti. Questo permetterà di evitare violenze come quella che ha subito Danya.

Un problema persistente

Lo stupro nei campus universitari (e non solo) è un problema frequente e difficile da sradicare. Uno studio condotto nel 2021 da due ricercatori dell'Università del Kent (Understanding Sexual Aggression in UK Male University Students: An Empirical Assessment of Prevalence and Psychological Risk Factors) ha mostrato che una studentessa su cinque nella maggior parte dei Paesi sviluppati sarà vittima di almeno un atto sessualmente aggressivo durante il percorso di studi. Nel Regno Unito, per esempio, sembra che il tasso di aggressioni sessuali nel mondo universitario sia notevolmente superiore a quello riscontrabile nella comunità del Paese.

In Italia, invece – stando ai dati Istat –, il 31,5% delle donne dai 16 ai 70 anni (quindi oltre 6 milioni e mezzo di donne) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. E devi pensare che in questi dati sono comprese solo le donne che hanno denunciato l'accaduto.

All'indomani della violenza

Una violenza o una molestia cambiano  il tuo modo di vedere le cose, la fiducia nei confronti del mondo e delle persone che ti circondano. A detta di molte vittime, rimane sulla pelle la sensazione di essere sempre in pericolo, anche quando non dovrebbe essere così.

Anche Danya ha attraversato queste sensazioni, ma ha deciso di restituire qualcosa a se stessa e a tutte le ragazze che le hanno vissute come lei: la bellezza della consapevolezza di se stesse, della propria forza e della capacità di proteggersi.