Diabete di tipo 1: qual è la differenza e come si può curare

Non è possibile prevenirlo, ma si può aiutare il corpo a contrastarlo. Può essere causato da virus specifici, dallo stile di vita che segui ma anche da fattori ereditari. Ecco il diabete 1, una patologia in cui la quantità di glucosio nel sangue è troppo elevata. Ma come lo si affronta? E come ci si accorge di averlo?
Valentina Danesi 5 Ottobre 2020
* ultima modifica il 05/10/2020

Il diabete mellito di tipo 1 è provocato da un'eccesso di glucosio nel sangue. A differenza del tipo 2, che è la malattia che tutti abbiamo in mente, si manifesta durante l'infanzia e l'adolescenza e all'origine c'è un deficit nella produzione di insulina. Non è possibile prevenirlo, ma si può aiutare il corpo a contrastarlo. Ecco che con uno stile di vita e una dieta sani anche il diabete di tipo 1 preoccupa meno. Ma di cosa stiamo parlando? Ci sono differenze e quali tra le varie tipologie?

Cos’è

Il diabete è una patologia in cui la quantità di glucosio nel sangue è troppo elevata. L'eccesso di glucosio, chiamato anche iperglicemia, può essere provocato da un'insufficiente produzione di insulina o da una sua inadeguata azione. Per essere più chiari, si deve specificare che l’insulina è l’ormone che si occupa di regolare il livello di glucosio nel sangue. Ma quanti tipi di diabete conosciamo? Due.

Il diabete di tipo 1, in cui non c’è secrezione insulinica, e il diabete di tipo 2, conseguente a ridotta sensibilità all’insulina da partedi fegato, muscolo e tessuto adiposo e a una bassa secrezione di insulina da parte del pancreas. Nel diabete tipo 1 il pancreas non è in grado di produrre insulina a causa della distruzione delle beta-cellule che sono atte alla produzione di questo ormone. Normalmente inizia a mostrare sintomi già il bambino o l’adolescente, ma è una forma che può manifestarsi anche una volta adulti.

I sintomi 

La tipologia di sintomi che puoi manifestare se sei affetto da diabete 1 varia a seconda dei valori cioè di quanto è elevata la carenza di insulina. Una differenza tra i tipi di diabete è che, per esempio, nel diabete di tipo 1 i sintomi tendono a insorgere in modo più rapido e più grave rispetto al diabete di tipo 2. Ecco quali sono i più comuni:

  • stanchezza
  • aumento della sete
  • aumento della diuresi
  • perdita di peso
  • malessere
  • dolori addominali

Se poi la tua forma è quella più grave potrai aver sofferto di confusione mentale e perdita di coscienza.

Le cause

Non è possibile scegliere una causa precisa del diabete tipo 1 perché è sconosciuta, ma ciò che si sa è che alla base della malattia c’è un malfunzionamento, una sorta di attacco da parte del sistema immunitario nei confronti delle cellule che producono insulina. Infatti, il diabete di tipo 1 viene classificato tra le malattie cosiddette “autoimmuni”, caratterizzate cioè da una reazione del sistema immunitario contro l’organismo stesso. Questa “rivolta” del sistema immunitario nei confronti delle cellule che producono l'insulina potrebbe essere legata a fattori ereditari e a ambientali come l'alimentazione, lo stile di vita e il contatto con specifici virus.

La diagnosi

Per una diagnosi di diabete di tipo 1, ti basterà effettuare un semplice esame del sangue. È sufficiente infatti che il valore di glicemia a digiuno sia superiore a 126 milligrammi per decilitro di sangue e che questa cifra venga confermata in almeno due giornate differenti.

Le cure

Ad oggi, se vuoi curare il diabete di tipo 1 devi assumere insulina tramite iniezioni sottocutanee. Queste piccole punture insieme a un corretto stile di vita fanno sì che il paziente riesca a condurre una vita normale e a prevenire l'insorgenza delle complicanze a lungo termine. Un consiglio molto utile è quello di affidarsi per il trattamento a centri specialistici dove grazie al lavoro di squadra di vari specialisti (diabetologi, oculisti, nefrologi, cardiologi), l'utilizzo di tecnologie moderne (microinfusori e monitoraggio glicemico tipo holter) e di nuovi farmaci (insuline innovative) lo si può tenere sotto controllo sin dagli inizi.

Fonti| HumanitasFondazione VeronesiISS

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