Fattoria della Piana, l’azienda agricola che ha abbattuto i costi grazie all’economia circolare

Non solo questa impresa calabrese dell’agroalimentare non spende più un euro di bolletta, ma ottiene dei ricavi producendo energia elettrica grazie anche a un impianto di biogas che riutilizza il letame degli animali. Decisivo è stato il cambio di prospettiva: lo scarto può trasformarsi in una risorsa. E c’è chi viene perfino dal Giappone per studiare questo modello.
Rubrica a cura di Federico Turrisi
23 novembre 2019

Lo sterco può valere oro? Una domanda imbarazzante, forse. E se provassimo invece a togliere quel punto interrogativo e cominciare a pensare che ciò che è ritenuto nell'immaginario collettivo uno scarto da avviare a smaltimento (e che quindi comporta dei costi) possa trasformarsi in una risorsa e in una fonte di guadagno? Scopriremmo allora che è possibile innescare un circolo virtuoso che non solo ci permette di risparmiare in termini economici ma anche di contribuire alla salvaguardia dell'ambiente.

Una filosofia a cui si è ispirato Carmelo Basile, 58 anni, amministratore della cooperativa agricola Fattoria della Piana, nata nel 1996 (prima erano diverse aziende a conduzione familiare) che si occupa di trasformazione di latte vaccino e di pecora in formaggi di alta qualità. Siamo a Candidoni, piccolo paese tra Rosarno e Nicotera, in provincia di Reggio Calabria. Una zona difficile, che troppo spesso finisce sui giornali nazionali per episodi legati alla criminalità organizzata o al malaffare. É diffusa l'idea per cui i giovani da qui non possono che fuggire, perché in queste terre non c'è lavoro, non c'è futuro.

Sbagliato. lo dimostra la storia della Fattoria della Piana, una sorta di oasi felice. Ormai è una realtà affermata, dal momento che raccoglie il latte degli animali di oltre 100 pastori in tutta la Calabria, lavorando circa il 60% di tutto il latte di pecora prodotto nella regione. E i prodotti caseari della cooperativa vengono anche esportati in tutto il mondo, in particolare nell'America settentrionale. Infatti questa è una delle numerose aziende italiane che vengono maggiormente danneggiate dai dazi introdotti di recente dall'amministrazione Trump.

La peculiarità della realtà guidata da Carmelo non è solo nei formaggi che produce. Ma soprattutto nell'adozione di un modello che non butta via niente e riutilizza tutto, creando ricchezza in un'ottica di economia circolare. "Siamo passati dal pagare una bolletta da 200 mila euro ad avere un incasso di 2 milioni di euro per la produzione di energia". Risultato notevole. Come è stato possibile? Semplice, con un radicale cambio di prospettiva.

"Abbiamo trasformato i problemi in una risorsa. Avevamo un problema di serio che producevamo nel caseificio e non sapevamo come smaltirlo, avevamo un problema con gli scarti degli agrumi delle industrie locali, avevamo un problema con i liquami prodotti dagli animali. Abbiamo allora realizzato un primo impianto di biogas già nel 2008 che trasforma tutti questi scarti in gas che serve a produrre energia elettrica. In questo siamo stati un po' dei pionieri e abbiamo portato avanti una parte consistente della ricerca in Germania a nostre spese. L'energia prodotta non copre soltanto il fabbisogno energetico dell'azienda, ma viene poi anche immessa in rete. Una parte dell'energia elettrica proviene inoltre dai pannelli fotovoltaici che abbiamo installato sopra i tetti delle nostre stalle".

Carmelo Basile

Non è finita qui. La Fattoria della Piana ha sviluppato anche uno dei più grandi impianti di fitodepurazione del Sud Italia. Le acque reflue, rigenerate naturalmente attraverso la vegetazione, vengono riutilizzate per l’irrigazione mentre le piante depuranti, una volta esaurito il loro compito, diventano biomassa per la produzione di energia. La sfida di Carmelo Basile si è rivelata vincente, insomma. La Fattoria della Piana si è imposta come un esempio di sostenibilità e di valorizzazione dei prodotti del territorio, dando un contributo positivo all'intera filiera. Tant'è che la cooperativa paga il latte ai suoi soci conferitori il 10% in più rispetto al prezzo di mercato.

"Se una persona si fa governare dalla paura non combina niente, se invece si ha il coraggio di innovare e andare avanti per la propria strada, i risultati poi arrivano, anche in una realtà difficile come la Calabria. La burocrazia crea sempre problemi, ma noi siamo sempre stati determinati nel portare avanti quello che noi ritenevamo fosse giusto. Le innovazioni che inizialmente potevano sembrare quasi troppo audaci, sono quelle che alla fine ci hanno permesso di far quadrare i conti".

E non a caso qualcuno ha pensato bene che il modello della Fattoria della Piana potesse essere replicato anche altrove. "Qui in Calabria sono arrivati per studiare la nostra realtà alcuni rappresentanti delle cooperative di allevatori giapponesi dell’area di Kobe, famosa in tutto il mondo per la sua carne". Ancora dubbi sul fatto che il Mezzogiorno sia in grado di dare vita a delle autentiche eccellenze?

Credits photo| Fattoria della Piana

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Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un altro…