Febbre reumatica: sintomi e durata della patologia infiammatoria che inizia spesso con un mal di gola

La febbre reumatica è una complicanza infiammatoria causata principalmente dall’infezione del batterio streptococco del gruppo A, che non è stata adeguatamente trattata e curata: esaminiamo insieme come si manifesta la patologia, quanto possono durare i sintomi e quali sono le possibili conseguenze.
19 Agosto 2021 * ultima modifica il 12/08/2022

L’incidenza della febbre reumatica su scala mondiale è di circa di 20 su 100.000, abbassandosi nei paesi più sviluppati e rimanendo alta in altre aree del mondo, arrivando anche a 50/250 casi su 100.000 individui.

Cos’è

La febbre reumatica, nota anche come malattia articolare acuta o reumatismo articolare acuto, è una malattia infiammatoria acuta causata in misura maggiore dall’infezione da batterio streptococco di gruppo A, che causa faringite (mal di gola); è caratterizzata principalmente dalla presenza di febbre e artrite, da cui il nome della condizione, e nei casi più gravi da scompensi cardiaci e sintomi neurologici.

È una patologia prevalentemente pediatrica, di solito compare tra un’età compresa tra i 5 e i 15 anni, ossia quando è più frequente il manifestarsi della faringite streptococcica, ma può verificarsi raramente anche negli adulti.

L’infiammazione della malattia è provocata dalla reazione del corpo alla stessa, nel tentativo di contrastarla il corpo attacca i propri tessuti, causando l’infiammazione diffusa. Si tratta nella maggior parte dei casi di una complicanza dell’infezione non trattata causata dai batteri.

L’infiammazione può interessare le articolazioni e quindi causare artrite, può riguardare il cuore, il sistema nervoso e anche la cute con noduli sottocutanei o eritemi.

Sintomi

Il sintomo da cui ha principio la patologia, nella maggior parte dei casi, è il mal di gola, causato per l’appunto dall’infezione da streptococco.

Successivamente si possono presentare i seguenti sintomi, a 2-4 settimane dall’infezione da batterio:

  • comparsa di noduli sotto la pelle;
  • eritema marginato;
  • poliartrite migrante;
  • cardite e insufficienza cardiaca;
  • dolore e palpitazioni toraciche;
  • soffi cardiaci;
  • corea di Sydenham, una manifestazione neurologica che provoca riso e pianto incontrollati, movimenti a scatti e irregolari;
  • febbre.

Cause

Abbiamo già visto come la febbre reumatica sia causata prevalentemente dall’infezione dovuta dal batterio dello streptococco di gruppo A, un batterio che comunemente è presente all’interno della gola e sulla pelle, che scatena infezioni di lieve o più grave entità. Tuttavia, le infezioni da streptococco di gruppo A che non causano faringite non porterebbero a febbre reumatica.

Oltre all'infezione da streptococco di gruppo A, anche una familiarità con la patologia e i fattori ambientali possono favorire la febbre reumatica

Altri fattori che potrebbero aumentare le possibilità di sviluppo della patologia possono includere una storia familiare di reumatismo articolare acuto e fattori ambientali legati ai luoghi in cui si vive, come malnutrizione e sovraffollamento, che aumentano le probabilità di contagio; anche la presenza e utilizzo degli antibiotici ne riduce drasticamente l’incidenza, che invece aumenta nei paesi in cui questi farmaci sono meno diffusi.

Per questo motivo può essere d’aiuto utilizzare semplici accorgimenti igienici al fine di evitare l’insorgenza di mal di gola, come lavarsi le mani frequentemente, coprirsi la bocca ed evitare contatti con persone già malate.

Quanto dura

La durata dei sintomi della febbre reumatica dipende dalla singola persona, possono durare mesi e in alcuni casi anche anni.

Solitamente il dolore articolare e la febbre scompaiono entro 2 settimane, raramente possono arrivare a superare il mese. I noduli sottocutanei sono transitori e solitamente scompaiono all’assunzione della terapia, così anche per l’eritema che a volte dura anche meno di un giorno.

Le manifestazioni della corea di Sydenham possono durare diversi mesi e circa un terzo dei pazienti potrà mostrarne recidive nel tempo.

Le conseguenze della malattia reumatica cardiaca possono persistere per decenni, rimanendo anche a tempo indefinito.

Diagnosi

La diagnosi avverrà in principio basandosi sui criteri di Jones modificati: un raggruppamento di sintomi, segni clinici ed esami di laboratorio che si suddividono in maggiori e minori, utili per formulare la diagnosi. Per la diagnosi di febbre reumatica si richiede la presenza di 2 manifestazioni maggiori o di una manifestazione maggiore e 2 minori, associati alla presenza di infezione da streptococco di gruppo A. Per valutare la presenza di infezione occorrerà valutare innanzitutto se vi è stata una precedente infezione da scarlattina, effettuare un tampone faringeo per streptococco di gruppo A, e un aumento del dosaggio del TAS (Titolo antistreptolisinico).

In seguito si potranno eseguire:

Conseguenze

Le conseguenze a lungo termine più diffuse sono le complicazioni cardiache, tra tutte la cardiopatia reumatica: si presenta con lesioni cardiache note come corpi di Aschoff, dei noduli di collagene che insieme all’infiammazione interessano l’intero tessuto cardiaco, che causano difficoltà nel deflusso del sangue e perdita di elasticità e incontinenza aortica; la cardiopatia reumatica può portare anche al decesso.

Altre complicazioni possono includere:

  • fibrillazione atriale;
  • insufficienza mitralica;
  • pericardite;
  • ictus.

Anche l’infiammazione delle articolazioni, che solitamente può arrivare a durare un mese, se non trattata può determinare un danno permanente alle stesse.

Come si cura

Il trattamento della febbre reumatoide sarà indirizzato all’eliminazione dell’infezione da streptococco di gruppo A e il controllo e miglioramento dei sintomi. I pazienti non trattati, in caso di un successivo episodio di faringite streptococcica, hanno la probabilità del 50% di recidiva, quindi di sviluppare nuovamente la febbre reumatica.

La cura può prevedere:

  • antibiotici: sono indicati somministrazioni a lungo termine per evitare si ripresenti la febbre reumatoide. In alcuni rari casi può diventare una somministrazione per la vita;
  • farmaci antinfiammatori e corticosteroidi: tra questi figura l’aspirina, nonostante la somministrazione ai bambini non sia indicata in quanto associata alla sindrome di Reye.

In associazione alle terapie farmacologiche è raccomandato l’assoluto riposo e la limitazione delle attività in caso di artrite, corea o insufficienze cardiache, almeno sino alla scomparsa dei sintomi, per alcune settimane o mesi in base alla gravità della patologia e del suo recupero.

Laureata in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Pavia, ha svolto periodi di formazione in ospedali universitari della Comunidad altro…
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