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30 Luglio 2020
10:00

Fika: la tradizionale pausa caffè svedese per lavorare più sereni (e meglio)

Il nome ti fa sorridere, ma in Svezia la Fika è una vera e propria irrinunciabile tradizione finalizzata al benessere dei lavoratori e alla riduzione dello stress. Una pausa durante l’orario d’ufficio in cui per qualche momento ci si dimentica delle cose da fare e si socializza davanti a una tazza di caffè. E i risultati, una volta tornati alla scrivania, si vedono.

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Fika: la tradizionale pausa caffè svedese per lavorare più sereni (e meglio)
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Lavorare stanca. E stressa. Non è una novità. E se le ore trascorse in ufficio si accumulano, diventano troppe, le deadline incalzano e magari ti trovi già in una giornata in cui il tuo umore è compromesso per motivi vari ed eventuali, ogni cosa non può che andare peggio, inclusa la tua produttività. Per questo motivo gli svedesi si tengono molto stretta una tradizione che consente a tutti i lavoratori di affrontare la giornata in modo più rilassato e produttivo. Si chiama Fika, e consiste in una specie di pausa caffè, ma non come la intendiamo noi. Si tratta infatti dell’abitudine a fermare il lavoro più volte, per staccare completamente la spina e passare un momento di relax e convivialità con i colleghi. Il termine ti farà sorridere, ma non ha niente di volgare: è una parola svedese e deriva da kaffe: può essere usata sia come verbo sia come sostantivo, e indica uno stile di vita, un concetto, un po’ come l’hygge.

Ma quindi cos’è esattamente questa Fika e perché per gli svedesi è così importante? Innanzitutto è bene precisare che non si tratta del solito caffè preso ai distributori automatici vicino all’ascensore dell’ufficio o bevuto di corsa in piedi davanti ai bagni scambiando due parole al volo. La Fika è un vero e proprio momento di stacco, di separazione della mente dal lavoro, in cui si spegne l’interruttore, ci si siede, si sorseggia con calma una bevanda calda (non alcolica!) e si comunica, per poi ripartire più freschi e carichi di prima. Questo momento favorisce molto la comunicazione e quindi la socializzazione, permettendo ai colleghi di conoscersi, fare amicizia, stringere legami e quindi recarsi al lavoro più volentieri. Inoltre, stimola la creatività e l’elaborazione di nuove idee, permettendo alla mente di metabolizzare i compiti, organizzare meglio le cose da fare, affrontare le questioni una ad una con un atteggiamento più positivo. L’efficacia di questa tradizione è stata provata scientificamente, tant’è che alcune aziende svedesi l’hanno addirittura resa obbligatoria.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.