Fitoterapia per la depressione: le piante che ti aiutano contro tristezza e insonnia

Le pratiche qui descritte non sono accettate dalla scienza medica, non sono state sottoposte a verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Queste informazioni hanno solo un fine illustrativo.
La depressione è una malattia e se ne soffri devi chiedere consiglio a uno specialista. Le piante possono supportarti contro alcuni sintomi come la tristezza, gli stati di ansia o l’insonnia. Riequilibrano il ciclo del tuo organismo, rilassandoti e facendoti anche ritrovare l’appetito.
Giulia Dallagiovanna 23 ottobre 2018
Con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Speroni Farmacista

Puoi iniziare a soffrirne dopo un evento traumatico della tua vita, come un lutto, oppure può essere cronica, come quella che colpisce ogni anno il 5% della popolazione. In ogni caso, la depressione è una malattia. Se ne soffri, la prima cosa da fare è parlarne al tuo medico di famiglia e poi decidere insieme il percorso da intraprendere, seguito da uno specialista. Alcuni tipi di piante o erbe, però, possono aiutarti a contrastare gli effetti negativi di questa patologia, come i disturbi del sonno, la tristezza o gli stati di ansia. Prima di ricorrere alla fitoterapia, di nuovo, consultati con uno specialista: il farmacista o lo psichiatra da cui sei seguito. Alcuni di questi infatti, sebbene molto utili, possono risultare inefficaci o dannosi se assunti assieme a farmaci antidepressivi, ma anche nel caso tu soffra già di altre patologie per le quali segui una cura specifica, in particolare di problemi ai reni. Si tratta di rimedi che ci arrivano dai nostri antenati e alcuni risalgono addirittura al Medioevo.

L’Iperico

Forse la conosci con il nome di Erba di San Giovanni, perché fiorisce nel mese di giugno. Nel Medioevo si credeva che fosse in grado anche di scacciare fantasmi e presenze diaboliche. Il farmacista Luca Guizzon sottolinea come l’effetto antidepressivo dell’iperico si ottenga solo assumendo l’estratto di foglie e fiori assieme. Consiglia una dose di circa 300 mg per tre volte al giorno e, siccome l’effetto non è immediato, di proseguire il trattamento per 6 settimane. Aggiunge poi che gli effetti collaterali in genere sono lievi e per lo più trascurabili, si tratta di nausea o rush cutanei per i quali è comunque bene sentire il parere del medico, mentre i benefici possono essere paragonati a quelli dei farmaci antidepressivi tradizionali. Ma fai attenzione, questo non significa assolutamente che tu possa diventare lo psichiatra di te stesso e curare da solo la depressione.

Contro questa patologia, agisce soprattutto l’ipericina, in collaborazione con iperforina e flavonoidi. Sono sostanze che bloccano il cosiddetto re-uptake della serotonina, chiamata anche “molecola della felicità”, perché è fra i responsabili della regolazione del tono dell’umore. Significa nella pratica che il processo biologico di eliminazione di questa molecola dallo spazio fra le due sinapsi viene bloccato e la quantità di serotonina in circolazione aumenta. Contrasta quindi gli stati d’ansia, di tristezza e di inquietudine nervosa.

La Griffonia

Il nome completo è Griffonia simplicifolia ed è una pianta originaria dell’Africa occidentale e meridionale. Viene utilizzata contro la depressione perché ha un alto contenuto di 5-idrossitriptofano. Questo elemento dal nome quasi impronunciabile è un precursore della serotonina e aiuta a regolarne il livello, ma anche a combattere stati di ansia e disturbi del sonno. La Griffonia viene infatti considerata un rilassante naturale.

Devi sapere che la felicità e il risposo sono collegati fra loro. Come spiega il sito dell’Istituto medico chirurgico di Termoli, in provincia di Campobasso, la serotonina funge da precursore nella sintesi della melatonina, che è quell’ormone che regola i cicli sonno veglia. Come ha sottolineato Francesco Benedetti, direttore dell’Unità psichiatrica dell’ospedale San Raffaele di Milano e ospite alla trasmissione Il mio medico di Tv2000: “Tanto più l’uomo si è discostato dai ritmi della natura e del suo organismo, tanto più la depressione è aumentata. L’alterazione dei cicli biologici provoca anche stati d’insonnia: non si è attivi di giorno e non si dorme di notte”.

Se migliora il riposo notturno, può beneficiarne anche l’appetito. Non so se ti è mai capitato, ma quando si è tristi viene meno anche la voglia di mangiare. Il rischio naturalmente è di sviluppare disturbi del comportamento alimentare e, in ogni caso, di privare il tuo corpo dei principi nutritivi di cui ha bisogno.

La Rhodiola

Si chiama per la precisione Rhodiola rosea e arriva dal Nord Europa. E’ molto usata in Russia e quanto pare In Siberia viene regalata alle spose come augurio di fertilità. Come puoi leggere sul sito del dottor Francesco Perugini Billi, esperto in fitoterapia, l’azione antidepressiva delle radici di  questa pianta deriva da più componenti. Innanzitutto la rosidrina, che inibisce l’enzima MAO (Monoammino ossidasi) che in sostanza ossida la serotonina. Inoltre l’estratto di Rhodiola ha effetti positivi sui mediatori di risposta allo stress, fra cui la proteina NPY (neuropetpide Y), che solitamente è carente se soffri di depressione.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto alla dottoressa Chiara Speroni, farmacista presso la farmacia De Carlo di Vimodrone (Milano), di spiegarci meglio come funzionino i fitoterapici per la depressione:

"La depressione, è una patologia che spesso non viene riconosciuta alle prime avvisaglie. Abbiamo la diagnosi di questa patologia solo dopo un’attenta valutazione da parte del medico psichiatra. Spesso, prima di intraprendere un percorso medico, proviamo a cercare qualche rimedio naturale che possa aiutarci nel migliorare il tono dell’umore, a rallentare l’entità degli attacchi d’ansia ed i problemi ad essi correlati es. problemi del sonno o dell’appetito (spesso, sono correlati). Sul mercato sono presenti molti integratori fitoterapici che possono aiutare in questo senso, abbiamo preparati in compresse, in gocce orali, in tintura madre, in macerato glicerico, ecc. Purtroppo, queste erbe medicinali presentano molte interazioni con i farmaci convenzionali, motivo per cui, nonostante siano integratori bisogna stare sempre attenti a non sottovalutarne l’efficacia e la contemporanea somministrazione a terapie croniche. Ricordati di comunicare sempre al tuo farmacista le eventuali terapie in atto, spesso anche farmaci che non immagineresti mai possono interferire con questi prodotti. 

Le erbe medicinali maggiormente coinvolte sono l’Iperico, la Rodiola e la Griffonia

L’Hypericum perforatum o che conoscerai come Erba di S.Giovanni (nome derivante dal periodo dell’anno in cui fiorisce, giugno) ha tre importanti funzioni: antidepressivo, antinfiammatorio ad uso topico ed anti herpetico. Sai da quanto è importante l'effetto antidepressivo che non solo è presente come integratore, ma esiste anche medicinale. La funzione dell’iperico è quella di aumentare i livelli ematici della serotonina od ormone della felicità. Proprio per questo su meccanismo mostra le principali ed importanti interazioni farmacologiche da non sottovalutare: altri depressivi (SSRI), benzodiazepine, farmaci attivi sul sistema cardiocircolatorio come verapamil e digossina, anticoagulanti come il warfarin. Interagisce anche con statine, contraccettivi (si sono anche verificati casi di gravidanze non programmate), chemioterapici ed immunosoppressori. Per questo motivo è davvero importante comunicare al tuo psichiatra di riferimento od al tuo farmacista gli eventuali farmaci che normalmente assumi, e diffidare anche dalle vendite on-line; gli effetti di tale medicamento possono essere importanti.

La Rodiola ci arriva dalla medicina tradizionale russa. Sappiamo avere molte funzioni tra cui l’effetto ansiolitico, antidepressivo, neurostimolante, adattogeno, ecc. Manifesta la sua funzione andando ad aumentare i livelli della serotonina in circolo, con un meccanismo ancora non del tutto conosciuto. A differenza dell'iperico non mostra tutte le interazioni farmacologiche di quest’ultimo. È comunque sconsigliata l’assunzione contemporanea di alcol o di farmaci che possano agire sul sistema nervoso centrale.

Infine abbiamo la Griffonia, il cui principale componente è il triptofano. Il triptofano è un amminoacido essenziale, precursore della serotonina. Anche questa erba medicinale possiede dunque attività antidepressiva. Viene anche utilizzata per i disturbi del sonno e per migliorare il tono dell’umore. In uno studio effettuato si mostra come somministrando la griffonia in età pediatrica si riduca il terrore notturno in bambini affetti da questo disturbo. La griffonia mostra alcuni effetti indesiderati tra cui: alterazioni di parametri ematici (eosinofilia) e dolore muscolare anche diffuso. La sintomatologia va migliorando alla sospensione del prodotto. Sembra che questo effetto sia prodotto da un metabolita tossico del triptofano durante la sua metabolizzazione. La griffonia inoltre può interferire con altri medicinali: es. Antidepressivi SSRI, IMAO con aumento del rischio di una sindrome serotoninergica (eccesso di serotonina con effetti anche letali), tramadolo, destrometorfano e carbidopa. 

Non bisognerebbe mai sottovalutare l’efficacia di queste erbe medicinali e delle loro interazioni farmacologiche, ricordati che per qualsiasi dubbio il tuo psichiatra od il tuo farmacista possono aiutarti".

(modificato da Simona Cardillo il 4 febbraio 2019)

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