Gli animali domestici in ufficio fanno bene per tante ragioni: ce le spiega la psicologa Rubinacci

Nei giorni scorsi il Comune di Rozzano in provincia di Milano ha approvato un regolamento secondo cui i dipendenti possono portarsi sul posto di lavoro i propri animali. E negli uffici del Comune sono già arrivati due simpatici gattini. Un’iniziativa che ha portato benefici ai dipendenti. Infatti sono tantissimi gli studi scientifici che hanno dimostrato come la Pet Therapy possa migliorare lo stile di vita dei lavoratori. Ma non solo, anche negli ospedali, nelle case di cura per anziani, nelle famiglie, l’animale da compagnia è entrato a pieno titolo tra le terapie consigliate dagli specialisti. Abbiamo chiesto alla psicologa Daniela Rubinacci di parlarci dei vantaggi della Pet Therapy aziendale.
Francesco Li Volti 2 ottobre 2020
Intervista a Daniela Rubinacci Psicologa

Erano stati abbandonati, avevano bisogno di un rifugio e di qualcuno che si occupasse di loro, i due gattini “adottati” dal Comune di Rozzano, in provincia di Milano. La loro è una storia a lieto fine, quasi una favola, visto che il Comune ha poi deciso di stabilire, attraverso un regolamento, che tutti i dipendenti della piccola cittadina lombarda possono portare il proprio animale domestico in ufficio durante l’orario di lavoro.

Ma i benefici che può apportare la presenza di un animale a casa o in ufficio possono essere tantissimi. La sintonia che si stimola grazie al legame con un animale, favorisce l'attivazione emozionale e l'apertura a nuove esperienze, nuovi modi di comunicare e nuovi interessi.

Ti chiederai: è solo una moda passeggera quella di portare gli animali domestici in ufficio? Assolutamente no, visto che diversi studi scientifici hanno messo in luce come la presenza degli animali in ufficio faccia benissimo, non solo all'umore ma anche alla produttività. Condividere l'ambiente di lavoro con cani e gatti diminuisce i livelli di stress, favorisce la socializzazione e la collaborazione, migliora l'umore collettivo e incrementa il senso di attaccamento alla professione e all'azienda

Abbiamo chiesto alla psicologa Daniela Rubinacci di spiegarci quali benefici possa portare la presenza di animali domestici nel luogo di lavoro e più in generale la Pet Therapy, un trattamento nato nel 1964, grazie agli studi dello psichiatra infantile Boris M. Levinson.

Prima di tutto, come nasce la Pet Therapy?

Quella che oggi conosciamo come Pet Therapy nasce nel 1964 quando lo psichiatra infantile Boris M. Levinson coniò il termine per descrivere l'uso di animali da compagnia nella cura di malattie psichiatriche. I pazienti erano per lo più bambini e Levinson notò come alcuni di loro, stabilissero con molta più facilità legami affettivi e cognitivi con il proprio cane.

Cosa ne pensa della Pet Therapy in ufficio? Fa bene?

Sicuramente ci sono molti vantaggi nel portare un animale in ufficio. Il primo sta nel buonumore che può portarti. Avendo un umore migliore, potrai riuscire a svolgere un lavoro ottimale, riuscendo anche a migliorare i tuoi tempi di consegna. In questo modo, non solo le tue prestazioni ne gioveranno, ma anche quelle dell’intero ufficio. Inoltre, è risaputo che gli animali domestici riescono a ridurre il livello di stress. In questo modo, il nervosismo all’interno dell’ambiente lavorativo verrà ridotto e magari si potranno anche avere migliori rapporti interpersonali. Portare con te il tuo animale domestico dona benefici anche a lui. L'animale domestico non sarà costretto a passare intere giornate da solo in casa, ma potrà avere compagnia ed essere coccolato come è giusto che sia.

Quali sono i miglioramenti a livello aziendale che può portare la Pet Therapy?

La Pet Therapy aziendale diminuisce i livelli di stress e aumenta la collaborazione tra colleghi, la fiducia, lo spirito di squadra e soprattutto la produttività. Gli animali hanno il potere di rinforzare l'empatia, di aumentare l'autostima e creare un'atmosfera più rilassata. La presenza degli animali domestici sul luogo di lavoro può essere seriamente presa in considerazione come intervento da attuare per migliorare il rendimento dei lavoratori, ma anche la soddisfazione degli stessi.

Ci sono delle controindicazioni sulla presenza degli animali in ufficio?

Ovviamente non tutti le mansioni e gli ambienti lavorativi consentono di usufruire di questa opportunità. Per esempio sarebbe fondamentale stabilire delle regole precise e un codice di condotta adeguato per garantire che la convivenza con gli animali in azienda rappresenti solo un beneficio e mai un problema. Poi bisogna avvertire tutto il personale dell'ufficio in cui si lavora che si porterà un animale sul luogo di lavoro perché, se anche uno dei dipendenti non tollera la presenza degli animali, per via di allergie o altre motivazioni, è importante rispettare la libertà degli altri.

In ambito clinico, la Pet Therapy sostituisce la terapia con l’essere umano?

In effetti è bene specificare che gli interventi di Pet Therapy non sostituiscono, ma affiancano le cure tradizionali. Infatti l'animale è il co-terapeuta che aiuta il paziente, insieme agli psicologi e ad altre figure professionali del settore.

Ma come funziona la Pet Therapy? In che consiste?

La presenza di un animale migliora da un punto di vista psicologico la vita dell’individuo, diminuendo la solitudine e la depressione. Si può dire che agisce da supporto sociale, dando un impulso alla cura di sé stessi e diventando una fonte di attività quotidiane significative.

È stato visto come gli animali possano diminuire l'ansia e predisporre una stimolazione del sistema nervoso ma non solo. Per esempio gli animali accuditi regolarmente nelle classi scolastiche, aumentano lo spirito di coesione e di predisposizione all’apprendimento. Che non è poco.

Per chi è indicata solitamente?

Gli interventi di Pet Therapy devono essere mirati. Principalmente sono rivolti a persone con disturbi fisici, neuromotori, mentali e psichici, ma possono essere indirizzati anche a individui sani.

Infatti anche durante le situazioni percepite come stressanti (per esempio, fare un discorso a voce alta davanti ad altre persone) la presenza dell’animale riduce i livelli di ansia, la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Studi scientifici hanno dimostrato come il contatto fisico con un animale diminuisca i livelli degli ormoni nel sangue. I risultati migliori si sono ottenuti comunque con le persone anziane, i malati cronici, gli schizofrenici e i disabili.

Nei bambini autistici che presentano difficoltà a comunicare e interagire con gli altri, l’introduzione di cani nelle sedute terapeutiche ha avuto effetti incoraggianti: il loro livello di attenzione tende a migliorare, ma anche le interazioni e quei movimenti che solitamente ripetono spesso, risultano meno frequenti.

Quali sono gli animali consigliabili?

Solitamente le gli animali più indicati e maggiormente impiegati sono il cane, il cavallo, il gatto, il coniglio, il delfino e a volte anche l’asino. Ma ogni animale deve essere scelto a seconda delle caratteristiche del caso e degli obiettivi che si vogliono raggiungere. I felini, per esempio, hanno virtù ansiolitiche da cui possono trarre benefici cardiopatici ed ipertesi. I pazienti affetti da patologie neurologiche e muscolari, attraverso l’ippoterapia hanno stabilito un senso di indipendenza. Gli uccellini o gli asini, per la loro mansuetudine, sono consigliati per i soggetti più aggressivi. I cani sono perfetti per chi soffre di patologie psicopatiche gravi, ma anche per ritrovare un senso di armonia grazie alla loro indiscutibile dedizione.

Quali sono gli animali che non possono essere utilizzati per la Pet Therapy?

È importante che, qualunque animale si scelga, abbia un temperamento equilibrato e mansueto e che non sia stato ospitato in canili o nei rifugi (a meno che non abbia seguito un percorso di rieducazione e socializzazione). Ma comunque è fondamentale che gli animali coinvolti siano adulti e che le femmine non vengano impiegate durante la fase estrale, la lattazione o lo stato di gravidanza avanzata.