I Figli del Mare: un viaggio ipnotico alla scoperta del rapporto uomo-natura

Una storia di mare, natura e dell’umanità. Un film d’animazione misterioso con un messaggio chiaro da comunicare sulla relazione forte che c’è tra uomo e natura. Splendide scene subacquee e una trama dal forte impatto emotivo. Un film d’animazione che arricchirà gli adulti e conquisterà i più giovani.
Rubrica a cura di Francesca Camerino
30 giugno 2020

I Figli del Mare è un film da consigliare. Si tratta di un viaggio ipnotico sulla ricerca delle origini dell’universo, e ha lo scopo di recuperare quel rapporto ormai dimenticato tra uomo e natura. Protagonista indiscussa è la natura-madre rappresentata dall’immensa distesa dell’oceano. Un film dalla forte carica filosofica da vedere a tutte le età. I più giovani, dal canto loro, possono apprezzarne le scene subacquee fortemente realistiche e emozionanti.

Della stella

delle stelle

il mare è il

progenitore

le persone

sono il seno

il cielo è il

luogo di

gioco

(da ‘I Figli del Mare', manga di Daisuke Igarashi)

Il film d’animazione del 2019, diretto da Ayumu Watanabe, trae ispirazione dal manga omonimo di Daisuke Igarashi composto di 5 volumi edito da Planet Manga a partire dal 2017. L’opera animata prodotta dallo Studio 4° C riprende fedelmente i disegni dell’opera a fumetti. Il characher design è molto particolareggiato, soprattutto nelle scene dei fondali sottomarini ricchi di pesci, creature e vegetali di ogni sorta, quasi fossero degli scatti fotografici, mentre i colori sono vivaci e dal forte impatto sullo spettatore tanto da coinvolgerlo facilmente.

L’avventura di Ruka, una ragazza adolescente dall’anima ribelle, alla scoperta di un mistero legato al mare e ai suoi abitanti. La sua curiosità la porterà molto lontano.

Tutto inizia con la scomparsa di alcuni pesci dagli acquari della baia di Tokyo (e di molte città del mondo) presso cui lavora il padre della protagonista.

Presso l’acquario, Ruka incontra Umi (in giapponese, Mare) un ragazzo che nuota e si immerge in modo affascinante quasi fosse una sorta di pesce. Umi ha una storia insolita che lo lega ad un altro personaggio, il fratello Sora (in giapponese, Cielo). Ruka si sente attratta dai ragazzi e dalla loro simbiosi con il mare, in modo trascinante.

Si ricorda quando da piccola ha scorto nell’acquario un fantasma che aveva la pelle che brillava. Viene presto a sapere che i due ragazzi sono stati allevati da una famiglia di dugonghi, i mitici e imponenti mammiferi marini, fino ai tre anni di età, che li ha portati ad acquisire un’affinità particolare con il mare. Anche i due ragazzi hanno la pelle che emana una luce insolita, e non possono stare a lungo all’esposizione diretta del sole: hanno bisogno dell'acqua come le creature marine. Per questo vengo raccolti e rimangono per anni sotto osservazione dagli scienziati.

Sora e Umi hanno un compito fondamentale per il futuro del mondo, con la loro presenza hanno qualcosa da comunicare a Ruka, e attraverso di lei al genere umano, riguardo l’intero cosmo che è rappresentazione dell’umanità. La sceneggiatura, nel corso del film viene quasi messa da parte, per dare spazio alle emozioni e allo stupore. Terra, mare, cielo e uomini sono legati indissolubilmente. Il mare è colui che genera ogni cosa, e l'uomo é il suo seme.

Ma tocca allo spettatore dare delle interpretazioni, in quante le soluzioni suggerite dall'anime possono essere più di una: basta godere e ammirare il  meraviglioso miracolo della natura e della vita sulle note della potente colonna sonora di Joe Hisaishi. Le risposte verranno da sole.

Credits photos: disegno in copertina di Viola Colombi

Questo articolo fa parte della rubrica
Laureata in Lettere Moderne e giornalista pubblicista dal 2003, scrivo su tutto ciò che ruota intorno al fai da te, ai altro…