Il glaucoma, la malattia che attacca silenziosamente la tua vista

Il glaucoma non è un unico disturbo, ma un insieme di malattie accumunate da un aumento della pressione intraoculare e di un conseguente danno al nervo ottico. Se non viene diagnosticato in tempo e non segui la terapia in modo quotidiano, rischi di rimanere cieco. Per questo dovresti sottoporti a controlli periodici da un Oculista.
Giulia Dallagiovanna 10 ottobre 2019
* ultima modifica il 14/10/2019
Con la collaborazione del Dott. Paolo Bettin Oculista responsabile del servizio glaucoma all’IRCCS Ospedale San Raffaele

Il glaucoma è un insieme di patologie che colpiscono le fibre che compongono il nervo ottico e le danneggiano, provocando una progressiva diminuzione della vista che, senza trattamenti appropriati, può anche regredire fino allo zero. È questa infatti una delle cause più comuni della cecità nel mondo, seconda per frequenza solo alla cataratta. Potrebbero essere quasi 9 i milioni di persone che non vedono più per colpa di questa malattia. Insomma, non si tratta di un tumore, ma non è certo un disturbo da sottovalutare.

Il suo principale problema però è che è asintomatico nella maggior parte dei casi. In poche parole, quando ti accorgi di non vedere più come prima, il danno è ormai fatto. L'unica possibilità è quella di sottoporsi a controlli periodici da un oculista, dove venga misurata anche la pressione intraoculare, la principale causa del glaucoma. Nella Giornata mondiale della vista, vogliamo ricordarti quanto sia importante proteggere gli occhi e prestare attenzione ogni più piccolo segnale che questi inviano.

Cos'è il glaucoma

Innanzitutto, il glaucoma non è un'unica patologia, ma un insieme di disturbi oftalmologici cronici e degenerativi che interessano l'occhio. O meglio, il nervo ottico. Guarda un punto fisso davanti a te: le tue pupille registreranno tutto quello che appare all'interno del campo visivo, ma affinché tu possa vedere davvero l'immagine, questa dovrà essere trasmessa fino al cervello. L'addetto alle comunicazioni è proprio il nervo ottico.

Per svolgere il proprio compito, si serve delle fibre che contiene. E sono proprio loro il bersaglio di tutti i tipi di glaucoma che esistono. Attaccando loro, però, provoca anche una progressiva riduzione della vista, in quanto l'immagine non viene più processata correttamente dall'organo cerebrale. La naturale conseguenza di questa patologia, se non viene trattata, è la cecità.

Le due principali categorie in cui questi disturbi vengono suddivisi sono: ad angolo aperto, cioè con un progressivo aumento della pressione nell'occhio e quindi del danno al nervo, e ad angolo chiuso, ovvero quando il problema insorge in modo improvviso e molto rapido.

Il problema però è che difficilmente ti accorgerai subito che la tua vista ha più problemi del solito, perché i primi danni potrebbero anche risultare asintomatici. Perciò, anche se il glaucoma è un problema davvero comune, capita di frequente che la diagnosi arrivi a malattia già progredita, quando è più difficile riparare alle prime usure alle fibre.

I tipi di glaucoma

Il glaucoma non è appunto un'unica patologia, ma un insieme di diverse malattie accomunate tutte dallo stesso esito: l'usura del nervo ottico fino a quando subentra la cecità. Vediamo allora insieme i diversi tipi che possono insorgere:

  • Glaucoma primario ad angolo aperto: è la forma più comune, in le pressione all'interno dell'occhio aumenta, perché l'organo non riesce più a drenare i liquidi come dovrebbe e l'ipertensione danneggia il nervo ottico.
  • Glaucoma primario ad angolo chiuso: corrisponde a circa il 20% di tutti i casi che vengono diagnosticati. Il problema insorge quando l'angolo tra la cornea e l'iride si chiude e i liquidi non riescono più a venir scaricati dall'occhio. Il più delle volte assume la forma acuta e questo fenomeno si verifica in moro rapido e inaspettato.
  • Glaucoma secondario: insorge per una causa specifica, come un trauma, un intervento chirurgico all'occhio o una terapia a base di cortisone.
  • Glaucoma a pressione intraoculare normale: avviene quando il nervo ottico è scarsamente irrorato e quindi insorgono danni anche se la pressione dell'occhio rimane stabile.
  • Glaucoma congenito: è presente fin dalla nascita a causa di una malformazione dell'angolo tra la cornea e l'iride. Si tratta di una tipologia rara, ma purtroppo anche resistente ai trattamenti.
  • Glaucoma giovanile: anche in questo caso il problema è una malformazione, anche se risulta meno grave.
  • Glaucoma complicato: quando è la conseguenza di un'altra patologia che ha colpito l'occhio.

Le cause

Come avrai capito le cause del glaucoma hanno a che fare con la pressione intraoculare. Ma da cosa viene generata? Devi sapere che il tuo occhio è irrorato, oltre che dal sangue, anche da un liquido salino che prende il nome di umor acqueo. Di solito questo fluido scorre tranquillamente tra l'interno e l'esterno dell'occhio. Più nello specifico, tra la cornea e l'iride. Ma se, per una serie di ragioni, questo canale risulta occluso o si riduce sensibilmente, la strada per l'umor acqueo sarà sbarrata e questo ristagnerà nell'occhio, aumentando la pressione. È in questo modo che si generano i danni al nervo ottico.

I sintomi

Nella maggior parte dei casi, il glaucoma insorge in modo lento e progressivo. E soprattutto senza sintomi premonitori. A un certo punto potresti accorgerti di non vedere più bene di lato, oppure in alto o in basso, ma quando la visione periferica è compromessa significa che la patologia è ormai in stadio avanzato. Una fatto curioso, e che potrebbe portarti a sottovalutare il problema, è che potresti continuare ad avere i classici 10 decimi, pur dopo aver sviluppato un glaucoma.

La visione centrale, che è quella che utilizzi quando leggi il classico cartello con le lettere dall'oculista, viene infatti colpita per ultima. Dovrai quindi prestare più attenzione a un aumento della fatica, ad esempio, nel salire una scala o mentre guidi. Potrebbero essere segnali di un danno al nervo ottico.

Se invece la forma che ti ha colpito è acuta, i sintomi si presenteranno in modo rapido e tu non avrai dubbi che c'è un problema in corso. Prima di tutto, avvertirai un dolore forte sia alla zona oculare, che alla testa. Naturalmente la tua vista risulterà notevolmente ridotta e offuscata, mentre l'occhio sarà arrossato. Il male e la vista alterata potrebbero poi provocarti nausea e vomito. L'unica cosa da fare, in questo caso, è correre al Pronto soccorso oppure chiamare un'ambulanza se nessuno ti ci può accompagnare.

I fattori di rischio

Ma come mai a un certo punto si ostruisce l'angolo tra la cornea e l'iride e l'umor acqueo smette di defluire correttamente? Ci sono alcuni fattori di rischio che possono determinare questa situazione e ai quali dovresti stare particolarmente attento.

Prima di tutto l'età, per il semplice fatto che invecchiando cellule e tessuti si ossidano più rapidamente ed è più frequente che subentrino difetti di funzionamento. Anche il fatto che nella tua famiglia siano presenti casi di glaucoma, potrebbe aumentare le possibilità che ne soffra pure tu. Se poi soffri già di miopia, ipermetropia oppure diabete dovrai prestare ancora più attenzione, ma soprattutto controllare più di frequente la pressione intraoculare. Esiste poi un'incidenza legata alla provenienza etnica, in quanto chi ha origini africane oppure asiatiche sembra più propenso a soffrire di alcune tipologie di glaucoma.

Ci sono poi alcune patologie o problematiche che colpiscono l'occhio e possono anche gettare le basi per l'insorgenza della malattia di cui stiamo parlando. Una di queste è l'uveite, cioè un'infiammazione che colpisce lo strato dell'occhio contenente l'umor acqueo. Oppure i tuoi vasi sanguigni potrebbero risultare di dimensioni eccessive e quindi ostruire il passaggio del liquido, così come potresti soffrire di malformazioni che hanno pregiudicato la corretta crescita del tuo organo deputato alla vista. Infine, una terapia prolungata a base di colliri contenenti cortisone aumenta il rischio di glaucoma.

La diagnosi

Per un disturbo che nella maggior parte dei casi non dà sintomi, è necessario effettuare una serie di esami approfonditi. Così avviene anche per una diagnosi di glaucoma. Prima di tutto, dovrai sottoporti a una visita specialistica e completa da un medico Oculista, che analizzerà il segmento anteriore dell'occhio, ovvero la parte che contiene l'umor acqueo, e il fundus oculi per visionare la testa del nervo ottico. Dopodiché procederà a una tonometria, cioè misurerà la tua pressione intraoculare. A questo punto, potrebbe nascere il sospetto di un glaucoma, ma l'ipotesi diagnostica è ancora da verificare.

Sono necessari diversi accertamenti che misurino la pressione intraoculare e valutino lo stato del nervo ottico

Gli accertamenti successivi sono: un esame del campo visivo, soprattutto per valutare la tua visione periferica, una gonioscopia, che serve per misurare quanto spazio a disposizione c'è tra l'iride e la cornea, e la pachimetria corneale, per capire quanto sia spessa la tua cornea. Ci si concentra poi di nuovo sulla pressione intraoculare con un'analisi della curva tonometrica diurna, cioè nell'arco della giornata, una tomografia ottica computerizzata per vedere sia la cornea che la retina e uno studio delle fibre nervose per capire se sia evidente un danneggiamento. Alla fine di tutto questo iter, il medico Oculista potrà emettere un'eventuale diagnosi di glaucoma.

Si tratta di molti accertamenti, è vero, ma tieni presente che la maggior parte di questi non sono invasivi né dolorosi. Sono però fondamentali per intervenire in tempo ed evitare che si arrivi alla cecità.

Le cure per il glaucoma

Purtroppo, non esiste una vera e propria cura per il glaucoma. I trattamenti per ora sono tutti volti ad arrestare o rallentare fortemente la progressione della malattia, ma non è possibile riparare ai danni già avvenuti: quello che è andato perso è ormai irrecuperabile. Inoltre, si tratta di una malattia cronica, perciò dovrai attenerti alla terapia per tutta la tua vita. C'è però una buona notizia: gli interventi possibili al momento consentono di evitare la cecità da entrambi gli occhi in almeno il 90% dei casi.

Di solito, lo scopo dei trattamenti è quello di ridurre la pressione intraoculare, cioè la causa del glaucoma. Per fare questo ti verranno prescritti dei colliri appositi, che dovrai assumere con regolarità e spesso più volte al giorno. Oltre alla terapia farmacologica, o semplicemente quando questa non risulta sufficiente, ci sono altri interventi possibili, a cominciare da quelli cosiddetti parachirurgici. Mi riferisco in particolare a quello effettuato con l'argon laser, che ha lo scopo di provare a creare un altro passaggio per il drenaggio dell'umor acqueo, praticando un foro nell'iride.

Infine, come ultima possibilità, esiste l'operazione chirurgica vera e propria, che ha lo stesso scopo del trattamento con il laser, ma risulta naturalmente più invasiva e vi si ricorre quando nessun altro approccio è risultato efficace.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto al dottor Paolo Bettin, oculista responsabile del servizio glaucoma all’IRCCS Ospedale San Raffaele, di spiegarci meglio come viene trattato il glaucoma e se sia possibile prevenirlo:

Il glaucoma è una malattia del nervo ottico per cui tale struttura, costituita da un fascio di fibre nervose, perde fibre ad una velocità maggiore rispetto a quella fisiologica. Per questa ragione, il soggetto glaucomatoso può trovarsi ad averne un numero criticamente basso nell'arco della vita, fino a divenire cieco. Il glaucoma è infatti la prima causa di cecità non emendabile nel mondo.

Al momento, l’unica cura disponibile consiste nella riduzione della pressione dell’occhio, che è il fattore di rischio principale per l’insorgenza del glaucoma. Alcuni pazienti, ad esempio, non presentano una tensione elevata, ma è stato dimostrato che abbassare ulteriormente la pressione favorisce il rallentamento di questa patologia. Per raggiungere questo obiettivo, si procede per gradi, iniziando con farmaci appositi, eventualmente seguiti da un intervento con il laser e infine si ricorre all’operazione chirurgica vera e propria. Deve però essere chiaro che tutti questi trattamenti hanno il solo potere di rallentare la progressione del glaucoma: non è possibile recuperare la parte di nervo ottico già danneggiata e se è sopraggiunta la cecità nemmeno un intervento chirurgico permette di tornare a vedere.

Il principale problema del glaucoma è che si tratta di una malattia asintomatica nella maggior parte dei casi. Quando una persona si rende conto che la sua vista è offuscata, la malattia è già entrata nella sua fase terminale e quello che è andato perso ormai risulta irrecuperabile. Persino quando il paziente si rende conto di non vedere in modo corretto da un solo occhio, è probabile che anche l’occhio in apparenza sano sia già compromesso. In Europa, quindi in Paesi con un sistema sanitario che presenta standard elevati, l’incidenza del glaucoma è del 2,5% nella popolazione con più di 40 anni. Circa la metà di questi, però, non sanno di avere questo problema.

Una diagnosi precoce, effettuata quando la malattia è ancora in fase prodromica, o iniziale, permette di intervenire in tempo per rallentare o addirittura arrestare la progressione. In questo modo, una persona ha una buona aspettativa di vita da vedente. L’unica forma di prevenzione possibile consiste in una visita oculistica periodica. Dopo i 40 anni, sarebbe bene effettuarne una ogni cinque anni, mentre quando si superano i 60 anni, è bene passare a una ogni due anni”.

Fonte| Humanitas

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