Il mio vicino Totoro: la natura accogliente e il potere dell’immaginazione

Il mio vicino Totoro è un inno alla natura e al periodo innocente e puro dell’infanzia. Come non desiderare di tornare almeno per un’ora e mezza di film a quella fase della vita dove tutto é possibile?
Rubrica a cura di Francesca Camerino
26 marzo 2020

Quando la natura, la magia e la gentilezza ci vengono in soccorso. Il film Il mio vicino Totoro (Tonari no Totorofirmato da Hayao Miyazaki e prodotto del 1988, è uno sprone alla difesa dell'equilibrio naturale e dell’ambiente, una celebrazione della natura che accoglie (nonostante gli esseri umani facciano di tutto per annientarla),  che coinvolge accomunando adulti e piccini.

Ma è fantastico! Vivere in una casa dei fantasmi è stato il sogno di papà sin da quando era bambino!   Tatsuo – Il mio vicino Totoro

Uno dei più noti film prodotti da Studio Ghibli, realizzato dal genio di Miyazaki fotogramma per fotogramma completamente a mano, Il mio vicino Totoro è la storia delle sorelline Mei e Satsuki Kusakabe che nel periodo del Dopoguerra assieme al padre, si trasferiscono  in campagna, in quanto la mamma malata è in cura presso un ospedale vicino.

Per le piccole inizia un’avventura magica. Prima deluse dall’atmosfera cupa e abbandonata della casa, in poco tempo, spesso sole o in compagnia della nonnina vicina di casa, scoprono le meraviglie di un ambiente che non conoscono, la magia nascosta nel bosco, tra gli alberi.

Incontrano gli spiritelli della fuliggine, esserini misteriosi che dimorano nelle case abbandonate, gli spiriti della foresta, i Totori, creature morbide, sagge, e il Gattobus, un mezzo di trasporto bizzarro dalle sembianze di felino provvisto di ben dodici zampe. Tutte creature visibili solo se si crede in loro.

L’incontro ravvicinato con un gigantesco Totoro spetta alla piccola di casa, curiosa e piena di energie. La conoscenza dell’immensa creatura morbida cambierà la vita di Mei per sempre. E non solo la sua. Anche quella delle persone che le vivono accanto.

Mei scorge un piccola creatura bianca ed inizia ad inseguirla. Si imbatte in un enorme albero di canfora e cade in un buco, ritrovandosi in un’oasi di verde e tranquillità, la tana dove sonnecchia il grande e gentile Totoro (un po’ orso, un po’ procione, un po’ talpa, un po’ gatto, un po’ bradipo). Presto confiderà il suo segreto alla sorella Satsuki e al padre Tasuo che accoglieranno con entusiasmo la sua storia.

Tutto è bosco e natura accoglienti, in un equilibrio perfetto: la natura sa essere cattiva, ma qui è rappresentata non come un nemico di cui non ci si può fidare, ma come qualcosa da esplorare e apprezzare. I “nerini” vengono dal buio, ma qui sono visti come qualcosa di grazioso e innocente. Totoro è gigantesco, ma non spaventoso. E’ caldo, accogliente e gentile, sempre pronto ad aiutare le piccole in difficoltà.

Il film è una celebrazione dell’infanzia, dell’innocenza e della meraviglia, in una realtà agricola colorata e ricca di dettagli. Per chi non si è ancora avvicinato a Miyazaki, Il mio vicino Totoro è il primo passo da compiere per conoscerne l’intero percorso, in quanto non smette mai di farci sorridere e commuovere.

Credits: disegno in copertina di Viola Colombi

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Laureata in Lettere Moderne e giornalista pubblicista dal 2003, scrivo su tutto ciò che ruota intorno al fai da te, ai altro…