Il segreto della felicità? Rimanere offline più tempo possibile

Secondo un recente report Agi-Censis, è sempre più evidente una tendenza a volersi disconnettere dai device elettronici, in modo particolare dallo smartphone. Troppa distrazione, ma soprattutto nessuna possibilità di staccare la mente quando si vorrebbe. Fortunatamente esistono luoghi in cui cellulari, pc e televisori sono vietati per ritrovare una pace, rigorosamente offline.
Gaia Cortese 5 settembre 2019

Niente internet, niente social, niente follower. Si inizia a intravedere una sorta di stanchezza e di insofferenza nei confronti dei dispositivi elettronici che ci tengono costantemente connessi. Il fenomeno è stato analizzato all’ultimo Global Wellness Summit (GWS) l'evento che riunisce i leader internazionali dell'economia del benessere e che quest’anno si è svolto per la prima volta in Italia, a Cesena.

D'altronde, basta darsi un’occhiata in giro nel momento in cui si sale su un mezzo di trasporto pubblico. Se vent’anni fa le persone si intrattenevano leggendo un libro o sfogliando le pagine di un quotidiano, ora il principale intrattenimento è uno smartphone. Uno strumento geniale, utilissimo, che è stato rivoluzionario, ma che si è anche rivelato un’arma a doppio taglio, in grado di distrarci in molteplici modi, dalle notifiche dei social e delle app scaricate all’arrivo delle mail di lavoro, alla più banale chiamata telefonica (eh si, servono anche a questo gli smartphone).

Secondo l’ultimo rapporto Agi-Censis, la gran parte degli utenti internet è online anche prima di dormire (77,7%) e subito dopo la sveglia (63,0%)

Il risultato? Le persone non ne possono più e riconoscono che forse il tempo trascorso davanti allo schermo è diventato eccessivo e non li rende più felici.

Secondo gli analisti del report del Global Wellness Summit: “La reazione contro Big-Tech è appena iniziata. Aumentano le ricerche che attestano i disastrosi effetti delle connessioni digital e social costanti sul nostro cervello e sulla felicità. Siamo al punto che la tech-addiction è pari alla dipendenza da fumo di una decina di anni fa’, in cui si assistiva a una iniziale riluttanza dei cittadini a riconoscerne gli effetti negativi sulla salute, ma anche a una presa di coscienza che è aumentata di anno in anno. Il mondo del wellness di lusso quindi si focalizza sempre di più su questo aspetto e offre soprattutto tempo ‘off’ e cure per digital addicted”.

Dove disintossicarsi dalla dipendenza tech

Se lo scorso settembre a Milano il primo aperitivo "digital detox", cioè senza cellulare, ha avuto un ottimo riscontro, iniziano a diffondersi dei veri e propri rehab per ritrovare la felicità offline. Tra questi il Faro di Capel Rosso, sull’Isola del Giglio, che offre corsi di digital detox immersi nella natura del territorio. E poi c’è l’Eremito di Parrano, un monastero ristrutturato nelle vicinanze di Orvieto che propone pacchetti silenzio, nessun wi-fi, sale illuminate da candele e ritiri benessere di 50 ore.

Il 73,4% degli utenti internet dichiara un uso ininterrotto durante il corso della giornata della messaggistica istantanea.

Nella zona più selvaggia dell’isola di San Pietro a Carloforte, in Sardegna, si trova uno dei primi resort senza interferenze hi-tech d'Italia: in camera qui non troverai tv, telefono, internet, frigobar o aria condizionata. A Venezia invece, la pace assoluta è garantita dal Convento di San Francesco del Deserto, con la sola compagnia della congregazione di francescani che vive su questa piccola isola nel cuore della laguna veneziana, uno dei luoghi più sacri e suggestivi d’Italia.

App per il digital detox

A volte per disintossicarsi dalla tecnologia bisogna affidarsi (purtroppo9 ancora una volta a delle soluzioni tecnologiche: app per device elettronici. Ecco allora che può tornare utile scaricarsi Off the Grip-digital detox, un'app che filtra l’uso del cellulare a cena o durante la notte e che può bloccare il tempo in cui si è online se si supera il limite stabilito. Supera poi i 100mila download l’app Stay Focused – App Block, che con un'azione di blocco sui social, aiuta a concentrarsi sul lavoro o nello studio. C'è poi anche ThriveAway per settare limiti orari a mail, applicazioni, notifiche e tempo passato davanti allo schermo. Ma siamo così dipendenti da internet da doverci ancora affidare esclusivamente alla tecnologia per recuperare la nostra libertà? Evidentemente sì.

Fonte| Rapporto Agi-Censis "L'insostenibile leggerezza dell'essere digitale" 2018