Il supermercato plastic free di Patrizia dove si valorizzano i prodotti del territorio

In Trentino la giovane imprenditrice agricola Patrizia Pedergnana, sfruttando un concorso bandito dal comune di Ossana, ha dato vita a un punto vendita molto particolare che fa dell’ecosostenibilità la sua filosofia di riferimento. Obiettivo, promuovere i prodotti delle aziende locali e riscoprire il rapporto diretto tra produttore e consumatore.
Rubrica a cura di Federico Turrisi
14 Settembre 2019

Hai mai fatto caso a quante confezioni e contenitori di plastica finiscono nelle tue buste della spesa? Se dovessimo pesarli forse sarebbero in grado di superare addirittura il peso del cibo acquistato. Un controsenso, se pensi poi che il problema dell'inquinamento da plastica sta mettendo in pericolo il pianeta e il futuro delle prossime generazioni. Per i tuoi nonni la spesa era solo sfusa; e i prodotti che compravano non provenivano certo dall'altra parte del mondo. Abbandonarsi alla nostalgia del passato è inutile, adottare scelte consapevoli ed ecosostenibili è invece un dovere a cui tutti dovremmo sentirci chiamati. E poi si sa, la spesa la facciamo tutti e ogni nostro gesto non è mai troppo piccolo per poter contribuire alla salvaguardia dell'ambiente.

Patrizia Pedergnana, 32 anni, è cresciuta tra la val di Peio e la Val di Sole, in Trentino, a 1200 metri di altitudine. Gestisce una piccola azienda agricola biologica in queste zone, ai piedi del massiccio montuoso dell'Ortles-Cevedale. Nel suo appezzamento di terra, di circa due ettari, coltiva più di 40 varietà diverse di ortaggi: dai radicchi alle insalate, dai cavoli alle zucchine. Prodotti vegetali resistenti al freddo, che si sono sempre coltivati in queste terre. Perfino il fertilizzante naturale utilizzato da Patrizia è trentino; nella sua azienda i pesticidi sono banditi. All'inizio della sua avventura però non era tutto rose e fiori. "Non avevo idea di come si coltivasse un orto e all'inizio è stato faticoso. Mi sono arrangiata e da sola ho sempre cercato di migliorarmi anno dopo anno. Per quanto sia impegnativo, non lascerei questo lavoro per nessun altro al mondo", racconta Patrizia. Dal suo tono di voce traspare tutta la passione che mette per portare avanti la sua attività.

Lei ha voluto fare una scelta precisa: evitare la grande distribuzione per incontrare direttamente il consumatore. Per Patrizia è il modo migliore per far conoscere i suoi prodotti, e per il cliente non c'è cosa migliore di acquistare un prodotto fresco, praticamente a chilometro zero. Stare dietro contemporaneamente alla produzione e alla vendita diretta dei suoi ortaggi, senza contare gli altri aspetti collaterali legati al marketing, è però molto impegnativo.

"Da sola non ce la facevo, allora ho cercato di fare rete con altri piccoli produttori locali. Molto spesso ci ritroviamo in difficoltà perché la commercializzazione del prodotto porta via tantissimo tempo. Ricordo bene le mattinate intere trascorse per portare la merce al mercato agricolo contadino: ore e ore per racimolare magari pochi soldi. Mettere in rete le aziende locali è vantaggioso per tutti. Potremmo sembrare concorrenti, ma in realtà ci aiutiamo a vicenda. Ognuno di noi vende prodotti unici."

Da qui, insieme ad altre due piccole realtà della Val di Sole, è nata l'idea di creare un unico posto dove trovano spazio solo i prodotti del territorio, dove il cliente può ascoltare dal produttore il racconto delle fasi di lavorazione dei prodotti che trova sugli scaffali, dove il packaging è scelto dai produttori stessi e ha un basso impatto ambientale. Patrizia e i suoi colleghi non hanno quindi avuto alcun dubbio quando si sono imbattuti nel concorso bandito dal Comune di Ossana, piccolo borgo di poco più di 800 abitanti della Val di Sole, per la realizzazione di un nuovo supermercato.

Nel bando sono contenuti dei vincoli ben precisi: tra questi, l'obbligo di vendita di prodotti alimentari secchi o senza confezionamento in plastica o usando vetro; idem per i prodotti liquidi (come olio, vino e birra) che, inoltre, per il 75% dovranno essere stati prodotti o trasformati entro 110 chilometri dal punto vendita, mentre al banco frigo il 90% dei prodotti saranno sfusi o in vetro e l’80% dovrà provenire da massimo 40 chilometri di distanza. Insomma, una realtà all'avanguardia che sia un esempio di ecosostenibilità per promuovere la filiera corta e rafforzare l'economia locale. Patrizia e suoi colleghi hanno partecipato alla gara e se la sono aggiudicata. L'agrimarket "La Dispensa" ha aperto i battenti da un paio di mesi ed è già diventato un punto di riferimento per la comunità locale e per i turisti.

"In sostanza, si tratta di una sorta di hub che aiuta gli agricoltori locali a commercializzare il loro prodotto. Un prodotto sano, genuino che comunque non è stato trasportato per chilometri. Nel mio caso, raccolgo alle sei di mattina e alle sette e mezzo in negozio ho un’insalata fresca, appena raccolta: lo stesso vale per le zucchine, i radicchi, i cavolfiori e via dicendo. Credo che per un cliente sia il meglio. Si pesa l'alimento e lo porti via senza il bisogno di usare sacchetti inutili di plastica."

Una spesa responsabile a questo serve: ridurre le conseguenze sull'ambiente e allo stesso tempo riscoprire il valore autentico dei prodotti che acquistiamo. Perché dietro a ogni singolo frutto della terra c'è un territorio, una comunità, una famiglia, una storia. La parola d'ordine di Patrizia e dei soci che fanno parte dell'agrimarket è proprio valorizzazione. Saper raccontare i propri prodotti per loro è una missione. E se questi luoghi non si spopolano è proprio grazie alla tenacia e alla passione di questi piccoli imprenditori.

"È anche un modo per recuperare il rapporto diretto produttore-consumatore, che si è un po' perso. Il supermercato rappresenta solo un punto di partenza per tante idee e tante proposte che ci provengono da altre persone. Io credo fermamente nel detto l’unione fa la forza. Certo, da soli ci si può far sentire, ma in tanti possiamo fare veramente la differenza."

Fonte foto | Orticoltura Pedergnana Patrizia

Questo articolo fa parte della rubrica
Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un altro…