In Congo la più grande epidemia di morbillo del mondo: nel 2019 ha fatto più morti dell’ebola

Dall’inizio dell’anno sono stati registrato 200mila nuovi casi di morbillo, il triplo rispetto allo scorso anno, e 4mila di questi sono arrivati al decesso. Ma la notizia peggiore è che il 90% aveva meno di 5 anni. Il problema è che quasi la metà della popolazione non è mai riuscita a vaccinarsi. Una dimostrazione, drammatica, di quanto sono importanti prevenzione e immunità di gregge.
Giulia Dallagiovanna 10 ottobre 2019
* ultima modifica il 10/10/2019

Ti spaventi per l'ebola e pensi che il morbillo sia una passeggiata. E invece dovresti rivedere le tue priorità, come dimostra la situazione drammatica che si sta verificando in Congo e che ha denunciato l'Unicef. Da gennaio a oggi, sono stati segnalati oltre 200mila casi di morbillo e per 4mila di questi la malattia è stata mortale. Le vittime, spesso, sono gli individui più fragili: il 90% dei pazienti deceduti nel Paese africano non aveva ancora compiuto 5 anni. Uno stato d'emergenza in cui si sono dovuti moltiplicare gli sforzi per somministrare il vaccino a quante più persone possibili, soprattutto a bambini tra ii sei mesi e i cinque anni, e per consegnare rifornimenti di farmaci salvavita.Tutto questo è stato reso possibile da una copertura vaccinale bassissima, pari solamente al 57% dell'intera popolazione e non sufficiente per scongiurare un'epidemia. Una nuova dimostrazione, tragica, dell'importanza del vaccino.

L'epidemia è stata già definita la più grande del mondo e non farai fatica a crederci, se guarderai i dati. Ma c'è un altro elemento sul quale dovresti ragionare e che già ti accennavo all'inizio: il morbillo ha provocato più morti dell'ebola. Quasi il doppio, per la precisione. Mentre il numero dei casi di questa malattia esantematica è già di tre volte superiore rispetto a quanto era accaduto nel 2018. Tutte e 26 le provincie del Congo sono state colpite.

Erano milioni i bambini non vaccinati, perché non avevano accesso al farmaco

Ora si combatte su due fronti: prevenendo i decessi da un lato e i contagi dall'altro. L'Unicef ha distribuito più di mille kit medici alle strutture sanitarie con il maggiore numero di ricoveri e richieste. Antibiotici, sali minerali, vitamina A, antipiretici per cercare di contenere il virus ed evitare la disidratazione dei pazienti. Ha poi intensificato gli sforzi e la collaborazione con le autorità locali per portare avanti la campagna di prevenzione.

Ma come si è arrivati a questo punto? Purtroppo, la spiegazione non è poi così complicata: il Congo è un Paese povero e le strutture sanitarie non riescono a raggiungere ogni angolo della nazione. Così, sono milioni i bambini mai vaccinati, perché non hanno avuto accesso al farmaco. In Italia, per fortuna, non abbiamo questi limiti, perciò ricorda di vaccinarti contro il morbillo e di accompagnare anche i tuoi figli. In Congo lo sanno bene: questo gesto ti salva la vita.

Fonte| Unicef

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