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1 Febbraio 2021
9:00

In tandem o in solitaria, con le gambe a penzoloni: il bello di volare in parapendio

Sport estremo? Non proprio. Il parapendio ha i suoi rischi (davvero pochi), dovuti soprattutto all'inesperienza o alla valutazione scorretta di specifiche condizioni meteo. Tuttavia, da diversi anni, questo sport è considerato alla portata di tutti e di tutte le età. Il consiglio è quello di provare almeno un volo in tandem con l'istruttore.

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In tandem o in solitaria, con le gambe a penzoloni: il bello di volare in parapendio
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L'idea del volo libero porta subito a pensare a un livello elevato di rischio. Tuttavia considerare il parapendio uno sport estremo è un po' azzardato perché difficilmente lo si può paragonare a passeggiate in bilico su una corda sul Grand Canyon, ad arrampicate su cascate di ghiaccio o ad immersioni in acqua a profondità inconcepibili.

Il parapendio è una pratica sportiva all'aria aperta che si può apprendere seguendo un corso base in una scuola dedicata. Di norma un corso dura dai 4 ai 6 mesi ed è organizzato in fasi istruttive pratiche accompagnate da lezioni teoriche in aula.

Senza voler frequentare a tutti i costo un corso, puoi anche provare l'emozione di volare con le gambe a penzoloni, facendo un volo in tandem con un istruttore. Cosi facendo, potrai apprezzare tutta la bellezza del volo libero, senza preoccuparti di come comandare il parapendio e, soprattutto, di come arrivare a terra.

Il parapendio
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Cos'è

Cos'è

Se la prima scuola di parapendio nasce nei primi anni Ottanta, i primi voli con questo tipo di paracadute vengono già fatti nel ’72 negli Stati Uniti quando, per via di un esperimento di un gruppo di paracadutisti che volevano fare dei test per verificare l’efficienza e il funzionamento dei loro paracadute. Così i primi lanci vengono fatti dai dei trampolini di lancio da sci, e non lasciano delusi il gruppo di paracadutisti.

I successivi voli, vengono fatti in Europa, precisamente in Francia, sei anni dopo: dalla collina di Pertuiset, a Mieussy, un piccolo villaggio dell'Alta Savoia, alcuni paracadutisti si lanciano per allenare la precisione di atterraggio e, in pochi anni, numerosi altri paracadutisti di Francia e Navarra li imitano.

Nel 1986 c’è un vero boom di appassionati di parapendio. Nelle valli alpine non si contano più i voli con queste enormi vele, le scuole di deltaplano si convertono in scuole di parapendio, ma purtroppo tutto viene fatto senza regole, senza nessuna conoscenza in materia di aerologia e soprattutto senza casco. Solo negli anni a seguire le Federazioni di volo, prima in Francia e poi in altri Paesi, iniziano a dettare qualche regola e a gestire meglio questa disciplina sportiva: si formano istruttori, vengono rilasciati brevetti e nascono dei veri e propri circuiti per le competizioni.

Attrezzatura

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Cosa ti serve per un volo  in parapendio? Solo una sacca, con dentro tutto il necessario, che ha un peso variabile dai 3 ai 25 kg. La sacca ovviamente deve contenere il parapendio (o vela o ala), l'imbrago (o selletta) e il casco.

La vela del parapendio è fabbricata in un materiale molto resistente ed è è costituita da una serie di cassoni che, gonfiandosi d'aria, mantengono gonfia l'intera struttura dell'ala. Ai bordi laterali di questa vela, sono collegati i comandi (o freni) per permettere di dare una direzione di volo.

Se ti trovi al comando di un parapendio, probabilmente sarai seduto in un imbrago, o selletta, a cui sono agganciati due cavi funicolari tramite dei moschettoni, e saresti legato all'imbrago attraverso due cosciali e un pettorale. Questa selletta è fondamentale per poter volare con il parapendio perché non solo garantisce una certa comodità, ma contribuisce al controllo della vela, determinato non solo dai comandi ma anche dagli spostamenti del corpo.

Infine, non serve mai, ma deve esserci sempre, in un'attrezzatura per il parapendio, un paracadute di riserva ci vuole sempre ed è collegato all'imbrago.

Rischi

Il parapendio è pericoloso? Dire di no, come dire di sì, sarebbe ugualmente sbagliato. Anche perché se il rischio esiste anche nel mettersi alla guida della propria automobile e imboccare l'autostrada, anche lanciarsi in corsa lungo un pendio per prendere il volo attaccato a una vela, comporta un certo rischio.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.