Intervista alla cicloturista Monica Nanetti: “Prima di partire alleggerisciti di tutto”

Supera la paura e soprattutto, togliti quell’inutile senso del dovere (è solo fifa). Solo così potrai trovare il coraggio di prendere la bicicletta e avventurarti in un’esperienza indimenticabile. Abbiamo incontrato Monica Nanetti e non vediamo l’ora di partecipare al suo corso per esordienti assoluti su due ruote.
Gaia Cortese 13 Settembre 2019

Il suo blog si chiama Se ce l'ho fatta io e chiarisce da subito il suo punto di vista. Per Monica Nanetti il cicloturismo è adatto a tutti, ed è un'esperienza incredibile ("Sogni. Ci provi. Ti piace. Ripeti."). Dopo aver raccontato il suo primo viaggio in sella a una bicicletta, l'abbiamo incontrata per sapere qualcosa di più su di lei e per farci dare qualche anticipazione sul corso “Cicloturismo per principianti”, il corso di introduzione ai viaggi in bicicletta per esordienti assoluti, in programma lunedì 16 settembre, alle 18.30 presso Cose A NoLo (via Nicola d’Apulia 9). Un evento a ingresso libero di cui tutti i proventi saranno devoluti a favore di Manima Onlus, associazione che si occupa di osteopatia per neonati fortemente prematuri.

Nel 2017, in compagnia della tua amica Annita, hai deciso di percorrere più di un migliaio di chilometri in bicicletta. Cosa ti ha spinto a farlo?

La cosa è andata così. Avevo ormai passato i 55 anni di età e avevo in mano un lavoro che non mi dava particolari soddisfazioni. Mia figlia, a 27 anni, era uscita di casa e devo aver provato un po' la "sindrome del nido vuoto". Senza stimoli, era tutto un po’ spento. Dovevo trovare un progetto che mi motivasse. Per motivi di lavoro, un anno prima ero stata sul Passo del Gran San Bernardo e mi avevano parlato della Via Francigena. Così ho pensato di iniziare da lì. Non avevo certo 45 giorni liberi per farla a piedi, e così ho pensato alla bicicletta, anche se non ci andavo da anni. Quando ho spiegato cosa volevo fare ad Annita, lei si è proposta di accompagnarmi e siamo partite in due. Non dovevamo dimostrare niente a nessuno; se qualcosa fosse andato storto, avremmo semplicemente preso un treno per fare ritorno a casa. E invece, è diventata una cosa che quasi ci è scappata di mano, e che ha aggregato molte persone, più di quelle che avrei mai creduto possibili.

Perché il cicloturismo va fatto almeno una volta nella vita?

Perché è una formula fantastica: abbastanza lento da poterti godere tutti i dettagli, ma abbastanza veloce per evitarti le "parti noiose" lungo la strada. È un modo cosi leggero di viaggiare che ti fa vedere le cose in una prospettiva diversa, e ti regala una sensazione di libertà assoluta. In pratica, fai quello che ti pare, e oltretutto sei sempre ben accolto, perché sei un viaggiatore poco "ingombrante".

Dilla tutta che hai fifa. La verità è che partire da soli è un elemento di rottura con la vita quotidiana.

Un'esperienza di cicloturismo va fatta perché è una roba facile. È alla portata di chiunque e ti trasmette una sensazione di autostima che è davvero difficile da provare in altre situazioni. Per partire basta superare semplicemente la paura di farlo, e quel senso di dovere che ci attanaglia sempre: la cattiva (o buona) notizia è che si può fare a meno di te. Puoi partire e chi rimane a casa ad aspettarti se la caverà comunque anche senza di te. Dilla tutta che hai fifa. La verità è che partire da soli, senza appoggiarsi a qualcosa di già organizzato, è qualcosa di lontano dalla normalità, un elemento più di rottura con la vita quotidiana.

Che consiglio daresti a chi è in procinto di partire in bici?

Consiglierei di alleggerirsi quanto più possibile sia dal punto di vista pratico, perché non hai bisogno di quasi nulla (ogni viaggio che faccio, riduco il bagaglio e non mi manca mai niente), sia dal punto di vista mentale. Non è detto che un eventuale problema in viaggio, sia veramente un problema: se sbagli la strada, vedi un posto nuovo; basta non legarsi a programmi specifici, ma prendere le cose con molta leggerezza.

Tre cose che non possono assolutamente mancare nello zaino di un cicloturista?

La bomboletta ripara gomme. Una mappa cartacea, per non rischiare di perderti cose interessanti. E una borsina per la sera (in famiglia mi hanno preso un po' in giro per questo), perche quando ti fermi per cenare o passeggiare in un paese, non puoi girare con una borsa da bicicletta. Una borsina per la sera serve, è fondamentale. Sembra un extra, ma non lo è.

La cosa più strana che ti è accaduta in un viaggio in bicicletta?

A Sutri, ultima tappa del viaggio prima di arrivare a Roma. Era l'ultima sera che dormivamo fuori e ci siamo concesse un comodo B&B, ma prima volevamo visitare la cripta del duomo. Siamo rimaste chiuse dentro dopo l'orario di chiusura. L’abbiamo presa sul ridere ed è tuttora una cosa memorabile.

In occasione della Milano Bike City, presenti un minicorso per principanti del cicloturismo. Di cosa si tratta?

Volevo raccogliere tutte le domande che mi sono state fatte in questi ultimi anni sulla mia esperienza in bicicletta, e in occasione della Milano Bike City, abbiamo avuto l'idea di mettere tutto insieme e raccontarlo a tutte le persone interessate affinché possano fare lo stesso. Non è necessaria chissà che preparazione e le cose da sapere sono poche.

Abbiamo coinvolto un paio di amici: Fabrizio Crescimbeni è un ciclomeccanico e darà qualche dritta su come organizzare la bici prima del viaggio e spiegherà quali sono i problemi per cui bisogna cavarsela da soli. Lorenza Bernardi è una brava atleta che ha fatto cosa pazzesche come vincere i Campionati mondiali di karate, dedicarsi alla corsa in montagna e al triathlon. Fa anche la preparatrice atletica e, in questa occasione, darà qualche consiglio sulle buone abitudini da prendere per fare cicloturismo: non c’è bisogno di allenarsi, perché quando ti stanchi, semplicemente ti fermi. Ma è anche vero che se sei allenato, fai meno fatica e te la godi di più.