Secondo la Federazione Internazionale della Vela è il mezzo, mosso dal vento, più veloce del pianeta. Si tratta del kite, una tavola molto simile a quella usata per fare snowboard, trainata dal vento da un grande aquilone. Fare kitesurfing, in pratica, significa indossare una tavola ai piedi e farsi trascinare sulla superficie dell'acqua mentre si sta aggrappati a una barra collegata ad un grande aquilone pilotabile.
Sembra che questo sport sia nato alle Hawaii grazie a due fratelli di nazionalità francese, Bruno e Dominique Legaignoux, che nel 1997 con il brevetto del Wind Powered Inflatable Kite Aircraft, rendono più accessibile e praticabile questa attività sportiva. Nel frattempo, vengono sviluppate le prime tavole per praticare il kitesurf. Già nel 1995 un famoso shaper delle Hawaii, Jimmy Lewis, aveva iniziato a sperimentare le prime tavole bidirezionali da kitesurf, e con lui, Lou Wainman, qualche anno dopo diventava il primo surfista a sviluppare in maniera concreta un bidirezionale davvero funzionante.
Nel kite surfing si usa il vento come propulsore e l'aquilone viene manovrato attraverso una barra, collegata con cavi sottili detti linee, lunghi più di una ventina di metri. A mio parere la difficoltà sta proprio nel dover manovrare il kite, curandosi anche di non affondare in acqua con la tavola legata ai piedi.
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E’ uno sport estremo? Direi di sì, se si considera l’altezza a cui arrivano a volare numerosi kitesurfer sulla superficie del mare. C’è tuttavia chi sostiene che il kite surfing, rispetto al windsurf, tecnicamente più difficile e fisicamente più impegnativo, sia più facile da imparare. Sarà, ma almeno con il tradizionale windsurf è difficile spiccare il volo…

Il kite surf, infatti, comporta non pochi rischi. Non è raro vedere alcuni principianti in completa balia dell'aquilone, o esperti praticanti schiantarsi nei pressi di uno scoglio o su altra superficie a causa di una violenta ed improvvisa raffica di vento. Ecco perché, prima di mettersi in acqua con una tavola ai piedi, è vivamente consigliato prendere qualche lezione per imparare le principali regole di sicurezza e le basi per gestire onde e vento.
La comunità internazionale ha poi bandito da diversi anni l'uso del leash, una sorta di cordone che vincola il kitesurfer alla tavola, poiché rappresenterebbe una delle principali cause di traumi e incidenti durante la pratica di questo sport.
Negli ultimi anni il numero dei praticanti di questo sport è notevolmente aumentato: solo in Italia, tra professionisti e appassionati, si contano già 12mila praticanti. Oltretutto, dal sito della Federvela da tempo è arrivata la notizia che il kitesurf sarà ufficialmente presente alle Olimpiadi di Parigi nel 2024.