La ricetta elettronica: l’evoluzione digitale che ha sostituto le classiche prescrizioni rosse e bianche

Ti ricordi la tradizionale ricetta rossa firmata e timbrata dal medico? Oggi la prescrizione in forma cartacea non esiste praticamente più ed è stata sostituita dalla sua versione dematerializzata. Per ritirare i tuoi medicinali in farmacia o prenotare le tue visite specialistiche al Cup ora basta un codice che puoi ricevere via email o sms.
Kevin Ben Alì Zinati 21 Gennaio 2021
* ultima modifica il 21/01/2021

Niente più rosso o bianco. Anche la prescrizione per i farmaci ha subìto la propria evoluzione digitale e così oggi, per tutti i tipi di medicinali, le prestazioni ambulatoriali e le visite specialistiche ti basta la la ricetta elettronica. Potresti sentirla nominare anche come ricetta dematerializzata perché, di fatto, non esiste più nella sua tradizionale forma cartacea. Tutto ciò che il medico ti rilascia è un codice dentro al quale sono contenuti tutti i tuoi dati sanitari, le tue esenzioni e il nome del farmaco o della prestazione che ti è appena stata prescritta.

la ricetta elettronica

Cos’è

La ricetta elettronica è la versione digitale della tradizionale ricetta rossa, per tutti i farmaci in classe A, quindi a carico del Sistema Sanitario Nazionale, e della ricetta bianca per i farmaci non mutuabili.

Adottata in tutta Italia nel 2016, viene detta dematerializzata proprio perché non c’è più il classico supporto cartaceo: ciononostante mantiene le stesse caratteristiche sia in termini di capacità di prescrizione da parte del medico sia di validità temporale.

Con sé, la ricetta elettronica porta diversi vantaggi. Se ti ricordi, prima con le ricette rosse potevi ritirare i farmaci solo all’interno della tua Regione mentre ora, con la ricetta dematerializzata le prescrizioni farmaceutiche valgono sull’intero territorio nazionale: se hai la ricetta per un farmaco o una prestazione e ti trovi in un'altra Regione, puoi dunque recarti in una farmacia o in un qualunque Cup e accedere a ciò di cui hai bisogno.

In quelle Regioni dove è attivo il servizio di invio digitale (per email o sms) e ritiro con la Tessera Sanitaria, che ti spiegherò meglio nel paragrafo successivo, la versione digitale della ricetta ha il vantaggio di permettere ai pazienti che soffrono di malattie croniche di evitare di andare nell’ambulatorio del proprio medico per ritirare le proprie prescrizioni: oltre a loro stessi, ne giovano anche gli studi medici, che evitano così il sovraffollamento.

Come funziona

La ricetta elettronica viene generata da un elaborato sistema informatico. Quando si collega al Sac (il Sistema di accoglienza centrale tessera sanitaria) o al Sar (il sistema regionale), il tuo medico inserisce il suo numero identificativo e poi tutti i tuoi dati:

  • il medicinale
  • la prestazione
  • la patologia o il il quesito diagnostico che giustifica la richiesta
  • eventuali esenzioni (per reddito o patologia)
  • il codice di priorità della prestazione specialistica

Quando viene generata digitalmente, alla ricetta dematerializzata corrisponderà un Codice Nazionale Univoco, il cosiddetto Numero di Ricetta Elettronica (o NRE) che riconosce e identifica la tua prescrizione all’interno del sistema. Questo codice ti viene stampato e consegnato dal medico su un promemoria di carta che devi presentare in farmacia.

In alcune Regioni, invece, il NRE può esserti inviato via mail o sms direttamente dal medico: in questo caso ti basterà la tessera sanitaria con cui potrai ritirare il farmaco in farmacia o prenotare la prestazione al Cup.

Quali farmaci si possono prescrivere 

Quando è stata introdotta in maniera definitiva in tutta Italia, la ricetta elettronica era utilizzata solo per la prescrizione dei farmaci in classe A, ovvero tutti quelli rimborsabili dal Sistema Sanitario Nazionale.

Dal maggio del 2020 sono prescrivibili con la ricetta dematerializzata anche i medicinali a base di sostanze stupefacenti e psicotrope incluse nelle sezioni B, C, D, E e tutti quei medicinali con una forte attività analgesica.

L’ultima novità è arrivata nel gennaio del 2021, quando un decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze ha esteso la possibilità di prescrivere attraverso la ricetta elettronica anche tutti i farmaci non mutabili, ripetibili o non ripetibili, che di solito andavano sulla ricetta bianca.

Accanto al Numero di Ricetta Elettronica è stato quindi introdotto il cosiddetto NRBE, ovvero il Numero della ricetta bianca che il medico potrà trasmetterti tramite e-mail, sms o qualsiasi altro mezzo di comunicazione.

Ci sono ancora delle prestazioni che non sono state trasferite sul sistema della ricetta dematerializzata. Si tratta di:

  • piani terapeutici
  • farmaci in distribuzione diretta
  • prestazioni termali
  • prescrizioni per l’assistenza integrativa e l’assistenza protesica

Validità 

Se ti stai domandando quanto dura una ricetta elettronica, sappi che puoi utilizzarla per ritirare i farmaci che il medico ti ha prescritto entro 30 giorni dalla data di compilazione che puoi vedere stampata sul promemoria.

Una volta scaduta, la ricetta non sarà più valida, le prestazioni non potranno più essere erogate e i farmaci ritirati. E come già succede con la ricetta rossa, anche la ricetta dematerializzata può essere utilizzata una volta sola.

Fonti | Ministero della Salute; Regione Lombardia 

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