La rinascita di Monica Seles dopo l’attentato, la depressione e la bulimia

Le prime vittorie all’età di 15 anni, l’attentato ad Amburgo, il ritiro e i disturbi di alimentazione che l’hanno portata alla bulimia. Monica Seles è stata pugnalata prima fisicamente e poi moralmente (dalle sue colleghe), ma dopo il ritiro dalle competizioni è riuscita a trovare la sua strada, oltre al tennis, lo sport a cui ha dedicato gran parte della sua vita.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
16 ottobre 2019

Soprannominata la “Belva di Novi Sad” per quella sua ferocia agonistica, quello spirito di sacrificio e la capacità di non arrendersi mai, Monica Seles è stata una delle tenniste più forti della storia, ricordata per quella sua eterna rivalità con la tedesca Steffi Graf che negli anni Novanta ha infiammato gli animi di tutti gli appassionati di tennis femminile.

A soli 15 anni Monica Seles partecipa al torneo WTA di Houston con una wild-card e sconfigge in finale Chris Evert: la regina indiscussa del tennis in quell’occasione avrebbe detto durante la premiazione: “È lei la prossima" (”She is the next”). E non aveva torto. La giovane tennista jugoslava è stata numero uno del ranking WTA per 178 settimane, vincendo in tutto 53 titoli nel singolare e 6 nel doppio.

L'attentato

Monica Seles insieme all’eterna rivale Steffi Graf.

La sua carriera agonistica si interrompe tuttavia il 30 aprile 1993. Sul campo centrale del Circolo Rothenbaum, nella partita di quarti di finale del torneo di Amburgo, Monica Seles sta conducendo 6-4, 4-3 sull’avversaria Magdalena Maleeva. Sono le 18.50. Durante il cambio campo, approfittando della disattenzione del servizio di sicurezza, un uomo si avvicina alla panchina della tennista serba e le infligge un colpo sulla schiena con un coltello da cucina. La lama del coltello penetra all’altezza della spalla sinistra e le procura una ferita profonda poco più di un centimetro. Lui è Gunther Parche, 38 anni, originario della ex Germania Est, è un tifoso di Steffi Graf che vuole uccidere la Seles affinché la sua beniamina possa tornare numero uno del mondo.

Un attimo prima ero in cima al mondo, l'attimo dopo ero in ospedale.

Monica Seles

La settimana successiva all’attentato, le prime 20 tenniste in classifica si riuniscono per decidere se estendere all’aggressione subita da Monica Seles la regola che vale per le giocatrici incinte, alle quali è consentito congelare temporaneamente la classifica. Solo l’argentina Gabriela Sabatini si schiera a favore di Monica, le altre la pugnalano alle spalle per la seconda volta. Come se non bastasse, mentre Monica è ricoverata, riceve la notizia che a suo padre Karoly è stato diagnosticato un tumore alla prostata.

La seconda carriera

Monica esce di scena per 28 mesi per fare ritorno sui campi di terra rossa nel 1995. Nonostante nella sua "seconda carriera" riesca ad aggiudicarsi ancora diverse importanti competizioni, la giovane tennista non tornerà mai ai suoi massimi livelli di gioco, anche a causa del suo stato mentale e dei suoi problemi di bulimia per cui non riesce a mantenere una forma fisica costante.

Dirà in un'intervista pubblicata sulla testata The Telegraph: "Quando il mio disagio si è manifestato anche con i disturbi alimentari, ho messo su parecchi chili di troppo. Le persone mi guardavano e pensavano a come avessi potuto fare tutto ciò a me stessa. Sensi di colpa inculcati, del resto, anche dagli sponsor che mi assillavano per sapere cosa fosse accaduto al mio corpo. Avrei voluto urlare che ero la stessa ragazza di sempre, ma all’epoca quello della sofferenza psichica era un tabù e la malattia mentale non veniva considerata alla stessa stregua di tutte le altre patologie”.

La passione per la scrittura

Monica Seles si è ritirata ufficialmente dalle competizioni ufficiali all’età di 34 anni. Dal giorno dell’attentato subìto sono passati 26 anni. L'ex tennista jugoslava ha trovato la motivazione giusta per intraprendere un "percorso di rinascita", che andasse oltre il tennis: ha incominciato a perdere peso ed è diventata una scrittrice di successo e spesso ha offerto il proprio aiuto a quelle atlete che non si approcciano serenamente allo sport per le proprie insicurezze.

Il suo libro biografia "Getting a Grip; on my body, my mind, my self” è uscito nel 2009 e le ha dato modo di scrivere altri libri e di scoprire una passione per la scrittura. Ma di certo Monica Seles non ha mai perso la passione per il tennis, e se è tornata a giocare dopo l’attentato subito, lo ha fatto solo per la sua grande passione per questo sport.

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