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13 Febbraio 2019
15:00

Liuzhou Forest City: la città verde con 40.000 alberi e un milione di piante, in una Cina che sprofonda nello smog

Lo studio Stefano Boeri Architetti non si accontenta del Bosco Verticale di Milano (per fortuna), e guarda alla lontana e inquinata Cina nel progettare una città verde con almeno 40.000 alberi e un milione di piante. Liuzhou Forest City, la cui realizzazione dovrebbe essere ultimata nel 2020, potrà assorbire 57 tonnellate l'anno di polveri sottili e CO2.

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Liuzhou Forest City: la città verde con 40.000 alberi e un milione di piante, in una Cina che sprofonda nello smog
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Prima di tutto la crescita economica. Per decenni la Cina ha messo tra le sue priorità, davanti alla questione climatica e ambientale, la crescita dell’economia. Oggi come scrive la Neue Zürcher Zeitung in un suo articolo, il Paese si trova a dover risolvere diversi problemi, soprattutto quello dell’inquinamento atmosferico. Secondo la Neue Zürcher Zeitung, infatti, nella regione che comprende Pechino, la città portuale di Tianjin e la provincia di Hebei, il valore medio annuo di PM2,5, ossia il particolato fine con un diametro minore di 2,5 micron, che può essere respirato e raggiungere i bronchi, supera con 90 microgrammi (µg) per m3 di aria di gran lunga la soglia di 10 µg stabilita dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Quando l’emergenza diventa l’inquinamento dell’aria le prime misure da prendere sono la diminuzione del consumo di carbone, la promozione di energie rinnovabili, lo sviluppo della mobilità elettrica. Ma anche un polmone verde può aiutare.

In occasione della conferenza internazionale COP 21 di Parigi nel 2015, lo studio Stefano Boeri Architetti, a cui si deve la progettazione del Bosco Verticale di Milano, presentava il progetto di una Città Foresta, una città di nuova generazione che potesse diventare un modello di crescita sostenibile a livello globale, proprio a partire dalla Cina.

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Nel 2017 è stato presentato e approvato il piano per la progettazione di Liuzhou Forest City, un insediamento urbano volto a combattere l’inquinamento atmosferico, commissionato dal Liuzhou Municipality Urban Planning. Liuzhou Forest City sorgerà a nord di Liuzhou, nella provincia meridionale e montuosa dello Guangxi, in un’area di circa 175 ettari lungo il fiume Liujiang. La nuova città verde che può ospitare fino a 30.000 abitanti, prevede uffici, case, spazi commerciali, scuole e ospedali interamente ricoperti di alberi e piante, e sarebbe in grado di assorbire ogni anno circa 10.000 tonnellate di CO2 e 57 tonnellate di polveri sottili e di produrre circa 900 tonnellate di ossigeno.

Liuzhou Forest City sarà anche pienamente autosufficiente dal punto di vista energetico: per il condizionamento degli interni si baserà sulla geotermia e prevederà l’uso diffuso dei pannelli solari sui tetti per l’impiego delle energie rinnovabili. Non dimentichiamoci che lo studio di architettura che ha presentato il progetto è l’ideatore del Bosco Verticale che invita chiunque passi frettolosamente per il quartiere di Porta Nuova a Milano, a guardare per una volta in sù e oltre la punta del proprio naso.

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Il punto di forza della Liuzhou Forest City è la massiccia presenza di piante e alberi su tutti gli edifici: sono previsti almeno 40.000 alberi e un milione di piante di più di cento specie. Piante ovunque, nei parchi, nei giardini, lungo le strade, ma anche sulle pareti verticali degli edifici; questo per consentire alla città di contribuire a ridurre la temperatura media, di migliorare la qualità dell’aria (assorbendo oltre alla CO2 le polveri sottili per un totale di circa 57 tonnellate all’anno), di aumentare la biodiversità delle specie viventi, dai piccoli animali agli uccelli, fino agli insetti.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.