Per una migliore qualità della vita sempre più smart city e sostenibilità

Vivere in un mondo più sostenibile migliora la qualità della vita. Lo sostengono quasi tutti gli italiani secondo un recente sondaggio. Le città devono diventare sempre più smart, e di conseguenza, anche la mobility deve essere sempre più funzionale all’uomo, tutelando l’ambiente. Le istituzioni? Non possono più fare finta di niente.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
29 maggio 2019

Una mobilità efficiente ed ecologica, più aree verdi, isole pedonali e piste ciclabili riservate a biciclette e monopattini. Secondo il 96% degli italiani tutto questo migliorerebbe la qualità della vita. È quanto emerge dalla ricerca “Sostenibilità, smart city e smart mobility”, condotta su un campione di 1.500 italiani e realizzata, in collaborazione con Doxa, dal Corporate Vehicle Observatory (CVO) di Arval Italia, la piattaforma di ricerca indipendente dell’azienda specializzata nel noleggio a lungo termine, nata per indagare le novità e i trend della mobilità.

D’altronde, uno dei principali problemi di una città è proprio la mobilità e i primi passi per migliorare la qualità di vita di chi si deve muovere nel contesto urbano sono già stati fatti in numerose città: basta pensare ai Black Cabs introdotti a Parigi (che dice anche addio al diesel), alle sempre più numerose auto elettriche di Amsterdam o al progetto Grünes Netz di Amburgo per dire definitivamente addio alle automobili.

Dati alla mano, per il 62% degli italiani una migliore qualità della vita si traduce nel vivere in una città meno inquinata; e per il 42% poter contare su servizi di trasporto pubblici migliori è fondamentale.

Nell’ambito della sostenibilità, si collocano quindi i concetti di smart city e smart mobility, che possono avere un ruolo importante per migliorare la qualità della vita di ogni giorno. Secondo gli italiani, il concetto di smart city è strettamente correlato con due temi centrali: la tutela dell’ambiente e l'usability, ossia la combinazione di efficacia ed efficienza nell’utilizzo dei servizi, dove la tecnologia possa semplificare le attività e andare incontro alle esigenze dei cittadini. Un esempio? La trasformazione del bike sharing, evoluto in poco tempo in free floating, un sistema che oggi permette di lasciare le biciclette dove si desidera anziché nelle apposite stazioni.

Da quanto emerge dalla ricerca gli italiani sembrano essere già molto smart-oriented: l’81% si muove a piedi o in bicicletta per percorsi brevi, il 59% si informa su come guidare in maniera sempre più sicura e il 57% su come farlo in modo più pulito. E ancora, il 41% usa più mezzi quando si sposta, combinando ad esempio auto e bici o auto e mezzi pubblici.

Insomma, i dati raccolti evidenziano come gli italiani siano disposti a impegnarsi per una maggior tutela dell’ambiente e per una mobilità sempre più sostenibile, ma in tutto questo anche le istituzioni pubbliche (Stato, Comuni e Regioni), devono fare la loro parte. La quasi totalità degli italiani chiede inoltre una maggior formazione nelle scuole su cosa sia necessario fare per tutelare l'ambiente e migliorare la vita nel contesto urbano e una maggiore informazione sui benefici che derivano da un mondo più sostenibile.

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