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6 Settembre 2023
15:47

L’orsa Amarena è stata uccisa da un unico colpo di fucile, lo conferma l’autopsia

L'esame è stato eseguito ieri nel dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università degli studi di Teramo e ha stabilito che l'animale è morto per emoraggia interna, provocata da un proiettile calibro 12 che le ha perforato i polmoni. La ricostruzione balistica di quanto accaduto nella notte del 31 agosto scorso è molto importante per stabilire le responsabilità.

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L’orsa Amarena è stata uccisa da un unico colpo di fucile, lo conferma l’autopsia
orso

L'orsa Amarena è stata uccisa da un unico colpo che le ha perforato i polmoni. Lo ha confermato l'autopsia condotta ieri dal dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università degli studi di Teramo. Anche la radiografia eseguita appena prima ha riscontrato che la morte è sopraggiunta per emorragia. Questo risultato è un tassello importante per la ricostruzione di quanto è accaduto nella notte del 31 agosto dentro la proprietà di Andrea Leombruni, alla periferia di San Benedetto dei Marsi. Mancano ancora accertamenti sui tempi di decesso del platigrado, simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo e soprattutto della convivenza tra animali selvatici ed esseri umani. Una convivenza che, fino a qualche giorno fa, sembrava riuscita.

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Dal referto infatti emergono altri particolari poco rassicuranti. Ad Amarena, ad esempio, avevano già sparato in precedenza, più volte. Va detto però che si trattavano di pallini piccoli da caccia usati, forse, in funzione di avvertimento. L'ultima volta invece è stato un proiettile calibro 12 a colpirla su un fianco e ucciderla. La morte però è sopraggiunta lentamente, per emorragia interna, mentre Amarena ha tentato di alzarsi più volte da terra per salvarsi.

Ricostruire l'intera dinamica è molto importante al fine di stabilire le responsabilità e verificare se il racconto fatto da Leombruni corrisponda al vero: l'uomo si sarebbe trovato davanti l'orso all'improvviso, mentre l'animale stava provando entrare nel pollaio all'interno della proprietà, e, spaventato, avrebbe fatto fuoco per terra senza mirare, colpendo Amarena più per fatalità che per intenzione.

Ma Amarena non è l'unica orsa uccisa in Abruzzo: nel 2013 l'orso Stefano aveva fatto una fine simile, con le stesse ferite provocate da un mix di colpi di avvertimento e una fuciliata mortale.

L'unica buona notizia in questa storia è che i cuccioli sembrano stare bene, si sono ricongiunti e sono in grado di procacciarsi il cibo da soli. Oipa ha chiesto ai residenti e agli escursioni di evitare "irrazionali comportamenti dettati dalla curiosità o dalla voglia di scattare una foto, comportamenti che sarebbero solo un danno per i piccoli orfani diventati tali per mano dell’uomo. Lasciate in pace gli orsetti e date loro una chance in più di sopravvivere".

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Sono Laureata in Lingue e letterature straniere e ho frequentato la Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano. Mi occupo principalmente di medicina e ricerca, salute, tematiche sociali, ambiente e sostenibilità. Mi piace trovare spazi verdi nelle città e non mi arrendo all’idea che abitare in zone metropolitane significhi per forza maggiore stress, aria inquinata e frutta e verdura senza sapore. Cerco anche, per quanto possibile, di sfatare i falsi miti su cibo e principi nutritivi, perché quelle che ci suggeriscono le mode non sono necessariamente le scelte più salutari che possiamo fare.