Polmonite: è la prima causa di morte infettiva nel mondo occidentale, ma si può curare

La polmonite è un’infiammazione acuta dei polmoni (uno o entrambi) causata soprattutto da un’infezione da batteri, virus, micobatteri, miceti e parassiti. E ha come sintomo principale la compromissione della capacità respiratoria. Ogni anno in Italia, mediamente, sono interessate dalla polmonite 200 mila persone. Solo in casi particolarmente gravi può essere fatale.
Angelica Giambelluca 2 marzo 2020
* ultima modifica il 12/06/2020

 In questo periodo di grande allarme per il coronavirus CoVid-19, ci si interroga sull’insorgenza e i sintomi della polmonite, la complicanza più grave di questo virus e che può essere fatale.

Cos’è?

La polmonite è un’infiammazione acuta dei polmoni (uno o entrambi) causata soprattutto da un’infezione da batteri, virus, micobatteri, miceti e parassiti. E ha come sintomo principale la compromissione della capacità respiratoria. Può insorgere anche con respiro affannato, tosse, dolore al torace, inappetenza, stanchezza e un senso di malessere generale.

Ogni anno in Italia, mediamente, sono interessate dalla polmonite 200 mila persone. Per diecimila di queste l’esito è fatale. La polmonite è la prima causa di morte infettiva nei paesi occidentali.

A essere colpiti sono soprattutto anziani, persone immunodepresse, bambini, pazienti con malattie croniche. Chi fuma è maggiormente soggetto a sviluppare questo tipo di infezione. Per le polmoniti causate da batteri esiste la possibilità di vaccinarsi: dal 2017 nel nostro Paese, infatti, il vaccino anti pneumococco è stato inserito nei nuovi LEA e viene somministrato gratuitamente agli over 65, i più a rischio di contrarre l’infezione.

I sintomi

I sintomi della polmonite sono diversi e non è facile riconoscerla subito. Nelle sue fasi iniziali può presentarsi come un’influenza o un raffreddore. Le polmoniti virali possono essere praticamente asintomatiche o con segnali molto lievi. Possono  presentarsi anche senza febbre, sebbene questo sia un sintomo abbastanza frequente in caso di polmonite.

La polmonite virale potrebbe iniziare come un’infezione delle vie respiratorie superiori (naso e gola) fino ad arrivare ai bronchi. In questa fase i sintomi potrebbero essere questi:

  • Mal di gola
  • Mal di testa
  • Febbre e brividi
  • Spossatezza
  • Dolori articolari e muscolari
  • Inappetenza
  • Tosse secca

In caso di polmonite grave, potrebbero insorgere sintomi più seri, come:

  • Febbre elevata
  • Tosse grassa
  • Dolori al petto
  • Difficoltà serie a respirare
  • Le labbra assumono un colore bluastro

Se la polmonite è causata da un batterio, può essere anche peggiore e più grave di quella virale. Una polmonite virale non trattata potrebbe sovrapporsi a una batterica, molto più seria, soprattutto tra le persone over 65.

La polmonite batterica può dare sintomi come sudorazione, febbre elevata, unghie bluastre e, quando si tossisce, nel materiale espulso possono comparire tracce di sangue. In questo caso occorre recarsi quanto prima in ospedale.

Le polmoniti non sono causate solo da virus e batteri ma anche da altri microorganismi, come il Mycoplasma pneumoniae. Si tratta di polmoniti atipiche che hanno sintomatologie più lievi ma non per questo sono meno gravi.

Polmonite nei bambini

La polmonite colpisce anche i bambini. Nei bimbi sotto i cinque anni, una delle categorie più interessate da questo tipo di infezione, per capire se siamo di fronte a una polmonite occorre valutare se sono presenti in concomitanza tutti o alcuni di questi segnali:

  • Tosse e respiro faticoso
  • La gabbia toracica, durante la respirazione, si abbassa e si solleva solo l’addome: in una respirazione normale, dovrebbero sollevarsi entrambi
  • Inappetenza: i neonati, ad esempio, potrebbero non voler attaccarsi al seno materno
  • Ipotermia
  • Convulsioni
  • Perdita di conoscenza
  • Dispnea (difficoltà a respirare)
  • Nausea o vomito

Le cause

Come abbiamo detto le polmoniti possono essere batteriche o virali, ma possono essere causate anche da funghi oppure a in seguito a ingestione di alimenti che invece di prendere la via dell’esofago e finire nello stomaco, finiscono nei polmoni.

Le polmoniti inoltre si differenziano a seconda del luogo dove vengono contratte:

  • Polmoniti comunitarie: sono quelle che si contraggono al di fuori degli ospedali e delle strutture sanitarie e sono quelle di cui abbiamo parlato fino ad adesso
  • Polmoniti nosocomiali, come suggerisce il nome, sono quelle che si contraggono in ospedale durante la degenza, come complicanza di un’altra patologia o di un intervento chirurgico.

Questo tipo di polmonite di solito è di origine batterica e, rispetto a quella comunitaria, è più resistente agli antibiotici.

Tra gli agenti patogeni maggiormente responsabili della polmonite, vi è lo Streptococcus pnaeumoniae (o pneumococcus): in questo casi si parla di polmonite pneumococcica, contro la quale per fortuna esiste un vaccino.

Da segnalare inoltre un altro tipo di polmonite non di origine batterica o virale, ma non per questo meno pericolosa: la polmonite ab ingestis, chiamata anche “da aspirazione” o “ da inalazione”. 

Insorge quando nei polmoni arrivano sostanze che non dovrebbero esserci, come cibi, saliva, succhi gastrici. Questi elementi possono provocare infezioni e infiammare gli alveoli polmonari. I soggetti colpiti da questo tipo di polmonite sono i pazienti disfagici, vale a dire quelli che soffrono di problemi di deglutizione, a causa di interventi chirurgici o come complicanza di patologie. In questi pazienti il processo di deglutizione non avviene come dovrebbe e può capitare che il bolo alimentare (la poltiglia di cibo e liquidi che si forma in seguito alla masticazione e che poi viene spinta giù nell’esofago) invece che proseguire la sua strada verso lo stomaco, finisca nei polmoni.

Se è vero che tutti possiamo ammalarci di polmonite, esistono però de fattori di rischio che possono predisporre maggiormente a contrarre questa infezione:

  • Tabagisti e coloro che sono esposti al fumo passivo per diverse ore al giorno (quindi anche bambini)
  • Persone con sistema immunitario compromesso
  • Persone esposte ad agenti fortemente inquinanti per molto tempo durante il giorno
  • Dializzati
  • Soggetti che soffrono di malattie respiratorie come asma, broncopneumopatia cronico-ostruttiva (BPCO), fibrosi cistica;
  • Pazienti con malattie croniche come diabete, malattie cardiache, insufficienza renale, artrite reumatoide.

È contagiosa?

La polmonite di per sé non è da considerare contagiosa, ma se un soggetto con scarse difese immunitarie si avvicina a una persona con polmonite e questa tossisce secrezioni che presentano microorganismi, virus o batteri, il contagio è possibile. Non è detto che inalando questi agenti patogeni il soggetto manifesti la polmonite, potrebbero infatti manifestarsi altre patologie, come bronchite o rinite.

La diagnosi

Per effettuare un’accurata diagnosi della polmonite il medico procederà all’auscultazione dei polmoni e controllerà come respiri. Per essere sicuri però che si tratti di polmonite, sarà necessario fare una radiografia toracica, utile per capire anche quanto sia estesa l’infiammazione. Al fine però di trovare la giusta terapia è utile capire quale agente patogeno ha provocato la polmonite, attraverso esami del sangue

Il trattamento

Una volta stabilito l’agente patogeno o altra origine atipica che ha scatenato la polmonite, si può procedere con il trattamento più adeguato, tenendo anche conto di altri importanti aspetti, tra cui età del soggetto, gravità dei sintomi e soprattutto tipologia della polmonite.

La polmonite batterica può essere curata tramite terapia antibiotica.

La polmonite virale acuta non può essere curata con gli antibiotici, in questi casi quindi si procede con una terapia farmacologica utile per contrastare i sintomi: gli antipiretici sono utili in caso di febbre. Per i bambini è indicato il paracetamolo.

Per il resto, è bene seguire questi semplici suggerimenti:

  • Bevete costantemente in modo da contrastare la disidratazione provocata dalla febbre e dalla sudorazione e per fluidificare il muco presente nelle basse vie respiratorie e poterne facilitare l’eliminazione
  • Se avete la tosse, tenetevela. Suona male detto così, ma è la verità. Perché la tosse ci aiuta a espellere i germi infettivi: se dovesse diventare molto fastidiosa sarebbe bene confrontarsi con il proprio medico per capire se è il caso di assumere sedativi per la tosse.
  • Mantenete gli ambienti areati e evitare locali con fumo e altri fonti inquinanti.

La polmonite, in generale, può risolversi nel giro di qualche settimana. In caso contrario,  potrebbe essere necessario il ricovero ospedaliero. In ospedale al paziente potrebbe essere somministrato un antibiotico ad ampio spettro e una terapia con ossigeno per supportare la respirazione.

I tempi di guarigione

I tempi di guarigione della polmonite dipendono dalla sua gravità: potrebbe risolversi nel giro di qualche settimana stando semplicemente a casa, oppure richiedere il ricovero ospedaliero che può durare un mese o più.

Una volta superata, la polmonite può comunque lasciare indeboliti, più magri, stanchi e provati. È bene quindi rimanere a risposo finché non si recuperano le forze. Il medico, successivamente, potrebbe prescrivere un’ulteriore radiografica toracica per verificare il superamento della patologia.

Si può morire?

Sì, si può morire di polmonite.  Come abbiamo già detto, ogni anno in Italia muoiono circa 10.000 persone per le complicanze della polmonite. Quando parliamo di complicanze ci riferiamo soprattutto a queste condizioni:

  • Sepsi: quando l’infezione si diffonde in tutto il corpo
  • Insufficienza respiratoria, che può comportare l’ausilio di macchinari per la respirazione artificiale
  • Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), in cui l’incapacità respiratoria può avere esiti letali

Naturalmente stiamo parlando dei casi più gravi, perché come ti abbiamo già detto se la polmonite viene identificata e trattata in tempo, può risolversi senza ricovero nel giro di qualche settimana.

Prevenire la polmonite

Dopo le brutte notizie passiamo a quelle belle. La polmonite, in via generale, si può prevenire. Parliamo di quella batterica per la quale è disponibile un vaccino specifico antipneumococco, che possono richiedere tutti, soprattutto le categorie a rischio quali anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza, persone con malattie croniche.

Per il resto valgono le solite raccomandazioni, come quelle descritte più volte in questi giorni per arginare l’epidemia di Coronavirus:

  • Lavati spesso le mani (con sapone antibatterico), soprattutto dopo essere stato in luoghi molto affollati. Se sei stato in centro o sulla metro o hai preso il treno, sono tutti ottimi motivi per lavarti le mani appena ti è possibile.
  • Non fumare. Il fumo compromette seriamente la funzionalità dei polmoni. Se questi sono già debilitati, all’arrivo degli agenti infettivi avranno poca forza per reagire e sostenere l’attacco. Quando parliamo di fumo intendiamo anche quello passivo che può provocare gli stessi danni, ne possono quindi essere soggetti tutti, anche i bambini che vivono a contatto con fumatori.
  • Prenditi cura del tuo sistema immunitario: un corretto stile di vita, associato a una dieta sana, esercizio fisico e, se prescritta dal medico, assunzionista di integratori e vitamine, possono essere dei validi alleati per le difese del tuo organismo.

Fonti | Fondazione Veronesi; MSD 

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