Pom Poko, la lotta dei tanuki contro ruspe e superficialità umana

Un film poetico, nostalgico per i tempi andati, una chiara rivendicazione dei diritti degli animali a vivere pacificamente nel loro habitat naturale senza pericolo di disboscamento e cementificazione. Un’opera d’animazione di uno dei maestri che hanno contribuito a rendere grande il cinema.
Rubrica a cura di Francesca Camerino
31 luglio 2020

Ti sei mai chiesto cosa accade quando la grettezza e l’indole distruttiva dell’uomo sacrificano l’ambiente, la natura e i suoi abitanti per interessi  unicamente economici? E’ questo l'argomento chiave del film d’animazione intitolato Pom Poko.

Se ti piacciono il folklore giapponese, le creature magiche, le tematiche legate alla natura e all'ambientalismo, il film verrà incontro ai tuoi gusti. Ha diverse chiavi di lettura, e forse una doppia visione potrebbe regalarti tanti dettagli che al primo passaggio possono sfuggirti, tanto è ricco di spunti e temi.

Si tratta di una pellicola anime prodotta nel 1994, diretta da Isao Takahata, e animata da Studio Ghibli. Il soggetto è tratto da un racconto di Kenji Miyazawa.

Protagonisti sono i tanuki, creature provenienti dal folklore giapponese, simili a procioni, con grosse e tondeggianti pance, considerati potenti tanto da essere venerati. Ma ora sembrano non contare più nulla, in un tempo che scaccia passato e tradizione. Tutto ciò che importa è la cementificazione e il guadagno.

Allora decidono di combattere per difendere la collina di Tama contro la speculazione edilizia dilagante e il disboscamento, prima con le buone e poi con soluzioni più drastiche. Spinti dalla matriarca Oroku si ritrovano a combattere tutti uniti una “guerra” contro i soprusi degli uomini.

Ma diamine se ammiro gli umani! Come riescono a sopportarla una vita come questa? (da ‘Pom Poko’)

La loro arma è il trasformismo, sono cioè capaci di assumere la forma di oggetti, piante, esseri umani e in questo modo mettono in atto dei tentativi di sabotaggio.

Nel corso della storia i tanuki – esseri gioviali e amanti dello scherzo – assumeranno un’aspetto realistico, antropomorfo o stilizzato a seconda delle situazioni.

Ma non basta. Allora decidono di chiedere aiuto ai patriarchi di altre regioni. Decidono così di organizzare una grande parata di spiriti per le strade della città per allontanare gli esseri umani e convincerli che la città é infestata dai demoni.

Neanche questo ha successo, in quanto gli uomini non credono più alle leggendarie maledizioni dell'antica cultura nipponica . L’ultima speranza e grande illusione è mostrare agli esseri umani come era la collina decenni prima che iniziasse l’efferato disboscamento. Ma ormai è troppo tardi.

C’è bisogno di rispetto per la natura, i tanuki e gli altri animali del bosco, e fare attenzione a non distruggere il loro spazio vitale. E’ questo l' ultimo messaggio dei protagonisti, con cui sperano di convincere almeno le generazioni future, prima che si giunga ad un punto di non ritorno.

Un destino impossibile da evitare, perché sulla collina di Tama sorge veramente il più grande complesso residenziale costruito in Giappone.

Credits photos: disegno in copertina di Viola Colombi

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Laureata in Lettere Moderne e giornalista pubblicista dal 2003, scrivo su tutto ciò che ruota intorno al fai da te, ai altro…