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21 Dicembre 2019
11:00

Rizomi, la rete di aziende che promuove un modello di sviluppo sostenibile nelle terre colpite dal terremoto

Nelle Marche un gruppo di cinque aziende, unite insieme grazie anche a un'iniziativa promossa da Legambiente e Fondazione Edoardo Garrone a sostegno delle giovani imprese locali dell'Italia centrale, si è posto come obiettivo la valorizzazione dei prodotti del territorio basandosi sul concetto di agricoltura sostenibile.

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Rizomi, la rete di aziende che promuove un modello di sviluppo sostenibile nelle terre colpite dal terremoto
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Tra la fine di agosto 2016 e il gennaio 2017 l'Italia centrale è stata ferita da una serie di terremoti. Le cicatrici sono ancora aperte. L'azienda agricola, o meglio l'officina agriculturale, "Il Salto" di Sant'Angelo in Pontano, in provincia di Macerata, era appena nata quando la terra ha tremato. La sua sede è ancora oggi inagibile per i danni provocati dal sisma. Nonostante questo, l'attività non si è mai fermata. Quello del Salto rappresenta un esempio con cui si vuole dimostrare che queste terre non sono morte, non sono abbandonate a se stesse. Rappresenta "un modello di resilienza", per usare l'espressione di Daniela Zafrani, 34 anni, collaboratrice del Salto e coetanea della titolare Francesca Ercoli (le due erano compagne di scuola).

L'azienda si occupa di produzione di farro e di suoi derivati, come farine e pasta, coltiva piante officinali che poi vengono trasformate in prodotti cosmetici naturali, e infine possiede un orto. In più, attualmente collabora con l’Anffas per un progetto di agricoltura sociale che coinvolge alcuni ragazzi con disabilità.

L'obiettivo di questa piccola realtà imprenditoriale è chiaro: rivitalizzare l'economia del territorio, puntando su qualità dei prodotti, sostenibilità e innovazione. In questo non è da sola. Da circa un anno è infatti attiva "Rizomi, Terre fertili in rete", una comunità che riunisce oltre al Salto altre quattro aziende marchigiane: due aziende agricole (“Coste del Sole” e “rASOterra”), un laboratorio cosmetico ("Eco:Y") e uno di trasformazione di erbe officinali ("Herbatrem"). Il Salto si è posta come azienda capofila, una sorta di anello di congiunzione.

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Determinante per la nascita di Rizomi è stata l'adesione al bando di "ReStartApp", un progetto di Legambiente e di Fondazione Edoardo Garrone che punta proprio a sostenere quelle realtà che fanno della tutela e della valorizzazione del territorio il loro punto di riferimento. I componenti di Rizomi sono tutte imprese giovani di prima generazione, cioé nessuno ha ereditato attività preesistenti. L'età media dei suoi membri è compresa tra i 35 e i 40 anni. La parola chiave e la forza della rete di Rizomi è condivisione: di strumenti, di conoscenze, di valori. "In comune abbiamo la stessa etica. Ci ha unito in particolare il concetto di oltre-bio: non tutti hanno la certificazione biologica, ma tutti pratichiamo agricoltura organica e rigenerativa e applichiamo tecniche agricole che non hanno nulla a che vedere con la chimica di sintesi", afferma Daniela.

Insomma, l'intento è quello di offrire agli acquirenti prodotti sani, buoni ed etici che rispettano l'ambiente e rispecchiano l'anima di un territorio. "I nostri canali di vendita sono soprattutto i Gas (Gruppi di Acquisto Solidale, ndr) e le piccole botteghe etiche che hanno a cuore il chilometro zero e la qualità dei prodotti. Comunque curiamo molto il rapporto diretto con il cliente. Il settore è ancora di nicchia però c’è un interesse crescente, e questo lo percepiamo ogni giorno", prosegue Daniela.

Si parla tanto di spopolamento dei borghi e delle aree rurali. Figuriamoci poi se si tratta di zone terremotate. Ecco, i giovani che animano Rizomi non seguono questa narrazione dominante. Sviluppo sostenibile non significa solo smart city. È vero, oggi il 55% della popolazione mondiale vive in città, una percentuale che dovrebbe aumentare fino al 68% entro il 2050, secondo le stime delle Nazioni Unite. Ma anche l'agricoltura ha un ruolo fondamentale nella transizione ecologica. E per questo motivo l'attività legata al mondo dei campi merita e meriterà sempre la dovuta attenzione.

"Noi lavoriamo molto sulla comunicazione: i nostri prodotti se non vengono raccontati non hanno alcuna speranza. Cerchiamo allora di spiegare che cosa c’è dietro a ogni prodotto della terra. Il lavoro dell’agricoltore responsabile porta con sé valori che non si possono quantificare, non si possono semplicemente trasformare in numeri".

Credits photo| Rizomi – Terre Fertili in Rete

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.