salmonella

Salmonella: come riconoscerla, curarla e prevenirla

Alterazioni gastrointestinali, diarrea e nausea sono dei disturbi abbastanza comuni; oltre a malesseri passeggeri o virus, però, possono essere determinati anche dalla salmonella. Si tratta di un batterio che colonizza l’intestino dell’uomo che nella maggior parte dei casi proviene da cibi contaminati.
Dott.ssa Karen Angelucci Dottoressa in Farmacia
6 febbraio 2020 * ultima modifica il 10/04/2020

La salmonella è un batterio che determina la comparsa di un’infiammazione gastrointestinale chiamata salmonellosi. Questa può manifestarsi sia in persone che in animali provocando, nella maggior parte dei casi, crampi addominali e vomito.

Il ceppo più diffuso non è particolarmente pericoloso, ma è sempre bene cercare di prevenire un contagio.

Cos’è

La salmonella è un batterio che può colonizzare il tuo apparato gastrointestinale provocando una tossinfezione. La comparsa della malattia dipende dal numero dei microrganismi che hai ingerito che, una volta entrati nel tuo corpo, si stanziano e si riproducono proprio nell’intestino.

Devi sapere che ci sono differenti tipi di salmonella, quelle più diffuse nell’uomo sono due:

  • ceppo tifoide, è diffuso soprattutto in alcune zone di Africa e Asia dove le condizioni igienico-sanitarie sono molto scarse. Questo batterio dà origine a una salmonellosi particolarmente aggressiva che attacca tutto l’organismo debilitandolo progressivamente.
  • ceppo non tifoide, è quello di cui avrai sentito parlare spesso, infatti è la più comune, attacca prevalentemente il tratto gastrointestinale.

Cause

La maggior parte delle volte il batterio della salmonella può arrivare nel tuo organismo dagli animali, sia domestici che da allevamento, che possono anche essere dei portatori sani, cioè non mostrano esteriormente i sintomi della patologia.

Ti puoi ammalare quando inavvertitamente ingerire alimenti o liquidi che sono stati contaminati dalle feci infette, in termine tecnico questo meccanismo si chiama trasmissione oro-fecale. Devi sapere che la contaminazione del cibo può avvenire durante la filiera di produzione oppure da una cattiva conservazione degli alimenti o, ancora, da una manipolazione non corretta del cibo durante la preparazione.

Fai attenzione a piccole ferite o escoriazioni, soprattutto sulle mani, perché il batterio può entrare nell’organismo anche da queste. Quindi detergi sempre molto bene la pelle, varie volte al giorno e soprattutto prima di cucinare, se hai animali domestici in casa.

Come prevenirla

Non esistono dei vaccini contro la salmonella non tifoidea a causa della grande variabilità dei ceppi quindi, per evitare il contagio ricordati di seguire sempre le corrette norme igieniche per la manipolazione dei cibi. Invece contro la salmonella tifoidea esiste uno specifico vaccino.

La giusta conservazione degli alimenti è il primo passo che devi mettere in pratica per evitare di contrarre la salmonella. Per questo dovresti conservare gli alimenti che non consumi subito in frigorifero o, se pensi di volerli cucinare dopo qualche giorno, congelali.

Se vuoi essere sicuro che il cibo che porterai in tavola sia completamente privo dei batteri di salmonella, invece, puoi ricorrere alle alte temperature. Cerca di consumare i cibi sempre ben cotti, quelli a cui devi prestare maggiore attenzione sono:

  • uova e latte, non mangiarli se non sono pastorizzati (esposizione a temperature superiori agli 85°C per qualche minuto);
  • carne cruda e derivati;
  • pesce, crostacei e molluschi crudi.
uova salmonella

Ricordati che non puoi affidarti all’odore, al sapore e all’aspetto dei cibi per vedere se sono stati attaccati dalla salmonella perché questo batterio non provoca mutazioni delle caratteristiche organolettiche degli alimenti.

È fondamentale, inoltre, che la tua cucina sia sempre pulita, presta attenzione alla detersione dei piani di lavoro e degli strumenti che usi. Ti ricordo ancora una volta di lavarti le mani non solo prima di cucinare, ma anche ogni volta che manipoli un alimento differente, infatti toccando un cibo che potrebbe essere contaminato e subito dopo un altro non contaminato si potrebbe andare incontro a una contaminazione crociata.

Sintomi

La salmonellosi solo raramente non provoca alcun disturbo, la maggior parte delle volte dopo il contagio sarai colto da sintomi caratteristici che possono variare per intensità da persona a persona a causa di:

  • ceppo di salmonella contratto;
  • carica batterica, cioè il numero di batteri entrati all’interno del corpo;
  • stato di salute della persona.
mal di pancia

I primi sintomi della salmonellosi sono disturbi del tratto gastrointestinale, tra cui:

  • nausea e vomito;
  • diarrea;
  • mal di pancia con forti crampi.

In rari casi potrebbero essere presenti anche questi sintomi:

  • mal di testa;
  • febbre non molto alta;
  • dolori articolari.

Alla comparsa dei primi sintomi è opportuno che tu faccia una coltura batterica delle feci per confermare se sei affetto o meno proprio da questa patologia, che potrebbe essere confusa facilmente con una gastroenterite virale.

Il tempo d’incubazione, cioè quello che intercorre tra il contagio e il manifestarsi della malattia, si attesta in 12 – 72 ore. Ricorda che una persona che ha contratto la salmonella rimane contagiosa fino a 10 giorni dopo la scomparsa dei sintomi, quindi metti in atto le più comuni forme igienico sanitarie (come lavarsi le mani, avere degli asciugamani personali, ecc) per evitare di trasmettere la malattia anche alle altre persone che vivono con te.

Soggetti più a rischio

Fai particolare attenzione se contrai una salmonellosi e fai parte di una delle categorie di soggetti qui di seguito descritte, perché la malattia potrebbe durare più tempo e presentare alcune complicanze. Le categorie più a rischio sono:

  • persone con una ridotta acidità gastrica, infatti questi batteri vengono inattivati a pH acidi, inferiori a 5,5. Alcuni farmaci possono ridurre la produzione dei succhi gastrici, fra cui quelli che combattono il reflusso e i gastroprotettori;
  • persone con alterazioni al sistema immunitario, come i malati di HIV, i pazienti ospedalizzati e chi sta seguendo un ciclo di chemioterapia;
  • persone con alterazioni della flora intestinale, costituita da “batteri buoni” in grado di preservare l’organismo dai patogeni, tra questi ci sono coloro che si sono sottoposti a cure antibiotiche o a lunghe terapie con i corticosteroidi;
  • bambini;
  • anziani.

Rimedi

La salmonellosi, nella maggior parte dei casi, passa da sola in una settimana circa, se però dopo una settimana i sintomi non accennano a migliorare rivolgiti al tuo medico curante che farà degli accertamenti e ti prescriverà quali esami specifici fare. Anche se il patogeno che dà origine a questa malattia è un batterio è controproducente prendere gli antibiotici, che anzi, potrebbero prolungare l’infezione, a causa della diminuzione della flora batterica, e generare antibiotico resistenza.

probiotici

Invece di ricorrere all'uso di farmaci, puoi attuare alcune strategie al fine di:

  • reidratare il corpo, che in caso di diarrea è soggetto a perdita di liquidi;
  • ripristinare la flora intestinale, integrando la tua dieta con dei probiotici.

Complicazioni

Devi sapere che in alcuni casi la salmonellosi può portare a complicazioni: il 20% dei pazienti che hanno superato la fase acuta della malattia lamentano un’artrite reattiva che si manifesta con dolori alle anche e alle ginocchia. Se anche tu hai questo disturbo lo puoi curare con i farmaci antinfiammatori, soprattutto quelli della classe dei FANS (Farmaci Antiflogistici Non Steroidei), alcuni dei quali sono disponibili pure nelle parafarmacie senza bisogno di ricetta medica.

Molto più rara, invece, è la possibilità di batteriemia che si verifica quando la salmonella raggiunge il circolo sanguigno. In questo caso il batterio può arrivare a cervello, cuore e polmoni generando malattie ben più gravi, come meningite e polmonite. Quindi se in seguito a episodi di nausea e disturbi gastrointestinali lamenti dolori anche in altre parti del corpo, rivolgiti al tuo medico che saprà fare una diagnosi precisa e consigliarti come agire.

Fonti | EpiCentro, Humanitas 

Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutica, ha un master in Scienze regolatorie dei farmaci. Qualche anno dopo la laurea, grazie anche altro…
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