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Salmonella: come riconoscerla, curarla e prevenirla

Alterazioni gastrointestinali, diarrea e nausea sono dei disturbi abbastanza comuni; oltre a malesseri passeggeri o virus, però, possono essere determinati anche dalla salmonella. Si tratta di un batterio che colonizza l’intestino dell’uomo che, il 90% delle volte, proviene da cibi contaminati.
Dott.ssa Karen Angelucci Dottoressa in Farmacia
6 febbraio 2020 * ultima modifica il 06/02/2020

La salmonella è un batterio che determina la comparsa di un’infiammazione gastrointestinale chiamata salmonellosi. Questa può manifestarsi sia in persone che in animali provocando, nella maggior parte dei casi, crampi addominali e vomito.

Il ceppo più diffuso non è particolarmente pericoloso ma è sempre bene cercare di prevenire un contagio.

Cos’è

La salmonella è un batterio che può colonizzare il tuo l’apparato gastrointestinale provocando una tossifezione. La comparsa della malattia dipende dal numero dei microrganismi che hai ingerito che, una volta entrati nel tuo corpo, si stanziano e si riproducono proprio nell’intestino.

Devi sapere che ci sono differenti tipi di salmonella, quelle più pericolose per l’uomo sono due:

  • ceppo tifoide, assente in Europa, è diffuso solo in alcune zone di Africa e Asia dove le condizioni igieniche sanitarie sono molto scarse. Questo batterio dà origine a una salmonellosi particolarmente aggressiva che attacca tutto l’organismo debilitandolo progressivamente. Non preoccuparti, quindi in Italia non è possibile contrarla, fai attenzione invece al consumo dei cibi poco cotti se fai un viaggio all’estero;
  • forma minore, è quella di cui avrai sentito parlare spesso infatti è la più comune, attacca esclusivamente il tratto gastrointestinale.

Cause

La maggior parte delle volte il batterio della salmonella può arrivare nel tuo organismo dagli animali, sia domestici che da allevamento, che possono anche essere dei portatori sani, cioè non mostrano esteriormente i sintomi della patologia.

Ti puoi ammalare quando inavvertitamente entri in contatto con delle feci contaminate, in termine tecnico questo meccanismo si chiama trasmissione oro-fecale. Anche se questa ipotesi può sembrarti molto poco probabile devi sapere che la maggior parte delle volte una salmonellosi si contrae proprio dai derivati animali mal conservati, che durante la filiera di produzione sono entrati in contatto con delle feci.

Fai attenzione a piccole ferite o escoriazioni, soprattutto sulle mani, perché il batterio può entrare nell’organismo anche da queste. Quindi detergi sempre molto bene la pelle, varie volte al giorno e soprattutto prima di cucinare, se hai animali domestici in casa.

Come prevenirla

Non esistono dei vaccini contro la salmonella a causa della grande variabilità dei ceppi quindi, per evitare il contagio ricordati di seguire sempre le corrette norme igieniche per la manipolazione dei cibi.

La giusta conservazione degli alimenti è il primo passo che devi mettere in pratica per evitare di contrarre la salmonella. Infatti questi batteri non tollerano le basse temperature: sotto ai 5°C non riescono a riprodursi, quindi conserva sempre gli alimenti che non consumi subito in frigorifero o, se pensi di volerli cucinare dopo qualche giorno congelali.

Se vuoi essere sicuro che il cibo che porterai in tavola sia completamente privo dei batteri di salmonella, invece, puoi ricorrere alle alte temperature. Cerca di consumare i cibi sempre ben cotti, quelli a cui devi prestare maggiore attenzione sono:

  • uova e latte, non mangiarli mai se prima non li hai pastorizzati (esposizione a temperature superiori agli 85°C per qualche minuto);
  • carne di pollo e maiale;
  • pesce, crostacei e molluschi.
uova salmonella

Ricordati che non puoi affidarti all’odore, al sapore e all’aspetto dei cibi per vedere se sono stati attaccati dalla salmonella perché questo batterio non provoca mutazioni delle caratteristiche organolettiche degli alimenti.

È fondamentale, inoltre, che la tua cucina sia sempre pulita, presta attenzione alla detersione dei piani di lavoro e degli strumenti che usi. Ti ricordo ancora una volta di lavarti le mani non solo prima di cucinare ma anche ogni qualvolta manipoli un alimento differente, infatti toccando cibo crudo e subito dopo quello cotto si potrebbe andare incontro a una contaminazione crociata.

Sintomi

La salmonellosi solo raramente non provoca alcun disturbo, la maggior parte delle volte dopo il contagio sarai colto da sintomi caratteristici che possono variare per intensità da persona a persona a causa di:

  • ceppo di salmonella contratto;
  • carica batterica, cioè il numero di batteri entrati all’interno del corpo;
  • salute della persona.
mal di pancia

L’esordio della salmonellosi si presenta con:

  • nausea e vomito;
  • diarrea addizionata a muco e sangue;
  • mal di pancia con forti crampi.

In rari casi potresti avere anche i seguenti disturbi:

  • mal di testa;
  • febbre non molto alta;
  • dolori articolari.

Alla comparsa dei primi sintomi è opportuno che tu faccia una coltura batterica delle feci per confermare che sei affetto proprio da questa patologia, che potrebbe essere confusa facilmente con una gastroenterite virale.

Il tempo d’incubazione, cioè quello che intercorre tra il contagio e il manifestarsi della malattia si attesta in 12 – 72 ore. Ricorda che una persona che ha contratto la salmonella rimane contagiosa fino a 10 giorni dopo la scomparsa dei sintomi, quindi metti in atto le più comuni forme igienico sanitarie, come lavarsi le mani, avere degli asciugamani personali, ecc. per evitare di trasmettere la malattia anche alle altre persone che vivono con te.

Soggetti più a rischio

Fai particolare attenzione se contrai una salmonellosi e fai parte di una delle categorie di soggetti qui di seguito descritte, perché la malattia potrebbe durare più tempo e presentare alcune complicanze. Le categorie più a rischio sono:

  • soggetti con una ridotta acidità gastrica infatti questi batteri vengono inattivati a pH acidi, inferiori a 5,5. Alcuni farmaci possono ridurre la produzione dei succhi gastrici, questi sono quelli che combattono il reflusso e i gastroprotettori;
  • persone con alterazioni al sistema immunitario, come i malati di HIV, i pazienti ospedalizzati e chi sta seguendo un ciclo di chemioterapia;
  • individui con alterazioni della flora intestinale, costituita da “batteri buoni” in grado di preservare l’organismo dai patogeni, tra questi ci sono coloro che si sono sottoposti a cure antibiotiche o a lunghe terapie con i corticosteroidi;
  • bambini piccoli e anziani.

Rimedi

La salmonellosi, nella maggior parte dei casi, passa da sola in massimo una settimana, se in questo tempo non accenna a migliorare rivolgiti al tuo medico curante che farà degli accertamenti e ti prescriverà esami specifici da fare. Anche se il patogeno che dà origine a questa malattia è un batterio è controproducente prendere gli antibiotici, che anzi, potrebbero prolungare l’infezione, a causa della diminuzione della flora batterica, e generare antibiotico resistenza.

probiotici

Invece di imbottirti di farmaci metti in atto delle strategie per:

  • reidratare il corpo che, in caso di diarrea è più soggetto a perdita di liquidi;
  • ripristinare la flora intestinale, integrando la tua dieta con dei probiotici.

Evita i farmaci antidiarroici infatti la dissenteria è un meccanismo corporeo di difesa che aiuta il tuo fisico a debellare i patogeni e riacquistare, in poco tempo, la buona salute.

Complicazioni

Devi sapere che in alcuni casi la salmonellosi può portare a complicazioni: il 20% dei pazienti che hanno superato la fase acuta della malattia lamentano un’artrite reattiva che si manifesta con dolori alle anche e alle ginocchia. Se anche tu hai questo disturbo lo puoi curare con i farmaci antinfiammatori, soprattutto quelli della classe dei FANS (Farmaci Antiflogistici Non Steroidei) disponibili pure nelle parafarmacie senza bisogno di ricetta medica.

Molto più rara, invece, è la possibilità di batteriemia che si verifica quando la salmonella raggiunge il circolo sanguigno ed espande l’infezione in altri distretti corporei. In questo caso il batterio può arrivare a cervello, cuore e polmoni generando malattie ben più gravi, come meningite e polmonite. Quindi se in seguito a episodi di nausea e disturbi gastrointestinali lamenti dolori anche in altre parti del corpo rivolgiti al tuo medico che saprà fare una diagnosi precisa e consigliarti come agire.

Fonti | EpiCentro, Humanitas 

Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutica, ha un master in Scienze regolatorie dei farmaci. Qualche anno dopo la laurea, grazie anche altro…
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