Se il Covid ci ha permesso di essere più consapevoli e più attenti a ciò che conta davvero

Due anni di pandemia che ci hanno stravolto la quotidianità, ma hanno anche cambiato il nostro modo di pensare e di approcciarci alla vita. Lo studio di Meta “Culture Rising: 2022 Trends Report” si focalizza su questo e ne emerge che forse siamo diventati più attenti alle sorti del Pianeta, ma anche al nostro benessere mentale.
Gaia Cortese 8 Aprile 2022

Il 2020 e il 2021 non sono stati due anni difficili. Tra un'ondata e l’altra, la scritta a caratteri cubitali "Andrà tutto bene" posta sotto un arcobaleno colorato, si è sbiadita nel tempo, lasciandoci tutti un po’ più consapevoli della realtà e di alcune priorità. Sì, la pandemia ci ha stravolto la vita (non per forza negativamente) e ha messo in discussione idee, valori e convinzioni.

Recentemente è stato pubblicato da Meta uno studio sulle attuali tendenze culturali: il "Culture Rising: 2022 Trends Report". I risultati di questo studio, che ha lo scopo di offrire una panoramica sui principali cambiamenti dell’attuale società per fornire una chiave di lettura per il futuro, sono stati originati da un raccolta dati delle app del gruppo Meta, tra cui Facebook e Instagram, A svelare le attuali tendenze (tra cui alcune particolarmente care a Ohga) sono stati quindi i post, i commenti, le interazioni e gli hashtag più utilizzati dagli utenti, un'instantanea autentica della realtà contemporanea post Covid-19.

Si punta sul benessere

Lo studio ha per esempio rivelato come oggi le persone si impegnino maggiormente a stare bene, non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto da quello mentale, fondamentale per stare bene; d’altronde è la stessa Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) a riconoscere che la salute mentale è uno dei principali problemi di salute a livello mondiale e pertanto, non può più essere sottovalutata.

Parte di questo cambiamento si deve sicuramente allo stress provocato dalla pandemia, tant'è che a livello mondiale almeno il 37 per cento delle persone intervistate ha affermato di aver rivalutato e cambiato la priorità su molte cose durante la pandemia, tra queste, il benessere emotivo. Da qui si è iniziato a lasciare sempre più spazio a concetti come la riflessione, la meditazione, la consapevolezza e la mindfulness, mentre uno stile di vita in grado di contenere o ridurre lo stress è diventato una priorità per godere di ottima salute.

Si preferiscono i prodotti locali

Il 58 per cento delle persone che hanno preso parte allo studio di Meta ha affermato che si impegna a fare acquisti in negozi locali, incluso se questi sono un po' più cari rispetto ad altri. Allo stesso modo, il 62 per cento delle persone coinvolte nello studio è disposto a difendere a spada tratta i prodotti locali, pur definendosi come cittadini del mondo. Da qui un sempre maggior interesse nei confronti della produzione a km zero, ma anche dell'alimentazione con prodotti biologici, sempre per quel discorso sul benessere appena descritto.

Più attenti ai cambiamenti climatici

Dallo studio emerge anche una maggiore attenzione a quelli che sono gli effetti dei cambiamenti climatici, ciò significa che sempre più persone considerano essenziale ridurre a zero le emissioni di carbonio.

A livello globale, il 69 per cento delle persone coinvolte nello studio ritiene che dovrebbero essere i maggiori brand a prendersi cura dell'ambiente e quindi ad offrire prodotti sostenibili ai consumatori, oltre a offrire anche opportunità di turismo sostenibile per le attività nel tempo libero.

Questo è un grande cambiamento rispetto a qualche anno fa e in parte, è proprio dovuto alla maggiore consapevolezza sugli effetti dei cambiamenti climatici. Non serve dire che il flusso costante di notizie sulla siccità in aumento, sulle inondazioni senza precedenti, sulle ondate di calore prematuro e su devastanti incendi abbia avuto il suo effetto e non possa più essere ignorato.

Altro segnale di questa tendenza più green sono le vendite di veicoli elettrici in aumento. Non solo. Anche le aziende del settore dell'elettronica stanno facendola propria parte estendendo il ciclo di vita degli smartphone, incoraggiando il cambio e il riciclaggio e concentrandosi sugli aggiornamenti annuali dei servizi piuttosto che sui nuovi prodotti.

È in aumento anche l'upcycling, ossia la pratica di utilizzare materiali indesiderati o scartati per trasformarli in nuovi prodotti. Sempre in  tema di scarti, anche nel settore dell'abbigliamento, aumenta l'apprezzamento dei consumatori per quello di "seconda mano", un trend che coincide con l'ascesa dell'economia circolare.