Surfare senza onde, sfruttando il vento: come si pratica il windsurf

Una disciplina sportiva nata per la determinata volontà di voler surfare in mare, anche senza onde. Nasce così in California il windsurf, uno sport che può esprimersi in evoluzioni estreme, ma che può essere praticato anche in tutta sicurezza, fin da bambini.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
11 Febbraio 2021

Definirlo estremo, quando di windsurf si prendono lezioni anche nei villaggi turistici, sembrerebbe azzardato. Tuttavia anche la pratica di questa disciplina, diventata ufficialmente sport olimpico dal 1984, non è del tutto estranea a qualche rischio e pertanto, è giusto inserirla tra gli sport della rubrica "Oltre i limiti".

Come è nato il windsurf, come è fatta una tavola e soprattutto quale attrezzatura e quale abbigliamento è necessario avere per iniziare a praticare questa disciplina.

Definizione e storia

Wind e surf, due termini che la lingua inglese mette insieme per descrivere in cosa consiste questa disciplina, vale a dire la capacità di muoversi nell’acqua con una tavola su cui è montata una vela, spostandosi grazie alla forza propulsiva dell’azione del vento.

Il primo prototipo di una tavola a vela risale agli Anni Trenta, quando Jim Drake, un ingegnere aerospaziale residente in California, prende ispirazione osservando le onde dell’oceano Pacifico. Chiedendosi il perché si dovesse fare surf solo con le onde, un giorno Drake pensa di unire un boma con un giunto cardanico per governare la tavola a vela.

Inizialmente le tavole sono in legno, mentre le vele sono realizzate con la stessa stoffa in fibra di polistirene usata per le barche a vela; nel tempo era normale che tavola e vela dovessero evolversi e così negli anni Settanta, quando il brevetto viene ceduto ad un imprenditore svizzero, la tavola diventa più leggera e il boma viene realizzato in alluminio ed è cosi che nasce il marchio ancora oggi più famoso al mondo, Mistral.

Attrezzatura

Per praticare il windsurf di norma si indossa una muta, un paio di scarpette in neoprene per avere maggiore aderenza sulla tavola, un trapezio da regolare perfettamente al corpo e un salvagente.

Il windsurf invece si compone innanzitutto di una tavola che se in passato era costruita in legno, ora è molto più leggera perché realizzata con schiuma poliuretanica (anima) e polistirolo. La tavola è provvista di una pinna e opzionalmente di una deriva, che può essere fissa o a scomparsa: si tratta di un'appendice che ha pressoché la stessa funzione della pinna, ma è più grande ed è montata centralmente rispetto alla lunghezza della tavola.

Nel windsurf ci sono poi l’albero che sorregge la vela e il boma, una barra trasversale che circonda la vela con cui il surfista la può manovrare. Entrambe queste componenti della tavola devono essere il più leggere possibile, realizzate in buona percentuale in materiali come alluminio o carbonio. Infine, la vela che può essere di metratura variabile a seconda della specialità praticata,

Discipline

Tra le principali discipline del windsurf, la wave è la più antica e consiste nel surfare le onde sfruttando anche la forza del vento. Dalle competizioni nascono poi le due discipline speed e slalom che vedono la velocità al primo posto. Il termine slalom indica il percorso che si affronta durante la competizione e che consiste in una serie di boe da passare a destra e sinistra, compiendo appunto uno slalom e raggiungendo una velocità elevata. Per questa disciplina si usano tavole molto strette e la velocità che si può raggiungere è intorno ai 45 nodi. Infine la disciplina freestyle è la massima espressione della libertà e del movimento libero su tavola: assistere a una gara è garanzia  di evoluzioni davvero spettacolari.

Tecnica

Per imparare a fare windsurf il miglior consiglio è seguire un corso, in modo da apprendere le principali nozioni per una pratica in totale sicurezza. Non solo. È anche fondamentale conoscere quali sono le migliori condizioni di vento e di mare per entrare in acqua con la tavola, senza correre il rischio di farsi male.

Come prima cosa, entrando in acqua, dovresti posizionare la tua tavola con la vela abbassata. La tavola deve essere messa di traverso rispetto al vento quindi con la vela in linea con il vento. A questo punto sali sulla tavola in piedi , assicurati di tenerli a destra e a sinistra dell’albero, equidistanti dallo stesso. Piega le ginocchia, abbassa il sedere e prendi in mano l’elastico attaccato all’albero: tenendo la schiena dritta (e gli addominali un po' contratti se ce n'è bisogno), usa il tuo peso per tirare su la vela.

Una volta che la vela è uscita completamente dall’acqua, afferra il boma con la mano di prua, ruota il bacino e il piede di prua proiettandoti nella direzione in cui vuoi andare. Porta quindi l’albero in avanti oltre il ginocchio di prua e posiziona la mano di poppa sul boma davanti a te.

Il windsurf rimarrà instabile e fermo fino a quando non darai un po’ di pressione alla vela cazzando o chiudendo il boma con la mano di poppa, tanto quanto serve per avere un po’ di abbrivio che ti consenta di riposizionare i piedi più a poppa e procedere aumentando la tua velocità.

È pericoloso?

Il windsurf è pericoloso? a giudicare da certe evoluzioni di freestyle si direbbe di sì. Diversamente, il windsurf praticato in modo meno spettacolare è uno sport che si può iniziare  conoscere già a partire dai sei anni, in tutta sicurezza.

L'ideale è essere seguiti da un istruttore e trovare un bacino di acqua riparato, esposto a un vento moderato che permetta di iniziare a prendere confidenza con la tavola. Meglio poi evitare le giornate troppo ventose e forse, anche per questo, troppo trafficate dagli altri surfisti.

Questo articolo fa parte della rubrica
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