Terra Felix, il luogo dove puoi riscoprire i prodotti tipici della Campania

Nel cuore di quella che i media hanno definito la Terra dei fuochi, una cooperativa sociale ha riqualificato un vecchio casale abbandonato trasformandolo in una sorta di santuario enogastronomico dove assaporare prodotti a chilometro zero, coltivati in maniera naturale. Un ammirevole esempio di valorizzazione del territorio.
Rubrica a cura di Federico Turrisi
3 Agosto 2019

Gli antichi romani ribattezzarono l'area compresa tra il fiume Volturno e la città di Napoli "Campania Felix" per la straordinaria fertilità dei terreni. Oggi nell'immaginario collettivo quella area non è più la stessa: è la Terra dei fuochi, la terra delle discariche abusive, la terra dove la criminalità organizzata ha messo le mani, seppellendo e bruciando tonnellate di rifiuti tossici e disinteressandosi completamente dell'ambiente e della salute degli abitanti.

"Il fenomeno della Terra dei fuochi è stato devastante per la Campania. Mediaticamente era una regione distrutta. Io però sono convinto che una narrazione diversa è possibile. Gli esempi positivi ci sono, solo che rischiano di essere oscurati dal problema, che ovviamente esiste. Ma a furia di parlare male si rischia di non combinare niente. La mia idea è che prima ti mostro un'eccellenza del territorio, poi ti mostro anche i roghi e tutti i danni che ha fatto la camorra. L'antica Campania Felix è ancora una delle aree più fertili."

A parlare è Francesco Pascale, 40 anni, campano doc. Lui è uno dei soci fondatori di "Terra Felix", non un semplice progetto di valorizzazione dei prodotti enogastronimici del territorio, ma anche un progetto di inclusione sociale. Siamo a Succivo, in provincia di Caserta. Qui un vecchio casale abbandonato del diciottesimo secolo, il Casale del Teverolaccio, si è trasformato in un'azienda agricola che, oltre a promuovere un modello di agricoltura del tutto naturale ("non usiamo un grammo di pesticidi o di altre sotanze chimiche", tiene a precisare Francesco), punta a coinvolgere la comunità locale con una serie di iniziative. Un vero e proprio fiore all'occhiello della zona. Tant'è che l'attività gode dell'appoggio del Comune di Succivo e di associazioni come Legambiente e Libera.

"Terra Felix nasce da un spin off di un progetto del circolo Legambiente di Succivo. Poi siamo partiti nel 2009, in piena emergenza Terra dei fuochi, con la valorizzazione del Casale di Teverolaccio. Attualmente nella nostra cooperativa sociale siamo 7 dipendenti, più 4 tra collaboratori e stagisti. La volontà era quella di dare una proposta di sviluppo diversa del nostro territorio. Intorno al casale, infatti, stavano per costruire 1200 appartamenti nell'ambito di un piano casa a dir poco scellerato. Avevamo visto i primi segni di questa speculazione edilizia con l'abbattimento di filari di vite maritata al pioppo, un metodo di coltura praticato già dagli etruschi. Andava fermato assolutamente; così abbiamo chiesto e ottenuto dalla sovrintendenza l'imposizione di un vincolo di tutela del paesaggio e di inedificabilità. Dopo di che abbiamo deciso di dare nuova vita al casale con l'Ecomuseo."

In questo museo non troverai quadri né reperti archeologici. In esposizione ci sono i frutti della terra e i valori ambientali e culturali del territorio. Al suo interno c'è la Tipicheria, un orto-ristorante in cui puoi assaggiare direttamente i prodotti tipici del luogo – dal pomodorino del piennolo del Vesuvio al zucchino San Pasquale, la zucca lunga napoletana per citarne solo alcuni – e sperimentare le ricette della tradizione culinaria campana preparate con materie prime di primo livello, tra cui le spezie mediterranee coltivate nel "Giardino dei sensi" all'interno di Terra Felix.

"Qui i nostri ospiti sono educati a mangiare campano. Non troveranno mai a tavola il pomodoro a dicembre o i friarelli ad agosto, perché seguiamo rigorosamente la stagionalità dei prodotti. L'esperienza include una visita ai nostri orti così è possibile vedere con i propri occhi quali ortaggi la terra offre in quel momento. I nostri semi appartengono alla tradizione agricola del luogo e sono certificati. E infatti siamo iscritti nell'elenco dei Coltivatori custodi della Regione Campania".

Le iniziative non finiscono certo qui. C'è anche un Mulab, un museo laboratorio che ospita migliaia di studenti all'anno, offrendo loro diversi percorsi didattici all'interno dell'azienda agricola. Francesco e i suoi soci hanno poi lanciato recentemente il Teverolaccio Rural Hub, un progetto per promuovere l'innovazione in agricoltura e formare i giovani contadini. E poi, grazie alla collaborazione con l'Arci locale, Terra Felix accoglie anche richiedenti asilo, in un percorso di integrazione. Si insegnano i valori della sostenibilità e della solidarietà, ad avere cura della terra e a comprendere le sue esigenze.

Un'oasi felice insomma, in cui i prodotti gastronomici riflettono l'effettivo lavoro delle persone e il loro genuino amore per questa terra. Un bello schiaffo per chi invece ha voluto avvelenare quella magnifica terra che è la Campania.

Questo articolo fa parte della rubrica
Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un altro…