Via alla terza dose: sarà “addizionale” per gli immunodepressi e “booster” per i fragili, gli anziani e gli operatori sanitari

Il ministro della Salute Speranza ha firmato la circolare che conferma le indicazioni del parere della Commissione Tecnico-Scientifica dell’Aifa. Somministrata a 28 giorni dalla seconda, permetterà agli immunocompromessi e ai trapiantati di raggiungere un’adeguata risposta immunitaria. Per i fragili, gli anziani e i lavoratori esposti al rischio di contagio, eseguita dopo 6 mesi dalla chiusura del ciclo, servirà per ripristinare o mantenere i giusti livelli di anticorpi.
Kevin Ben Alì Zinati 15 Settembre 2021
* ultima modifica il 15/09/2021

Terza dose sia. In via prioritaria alle persone immunocompromesse e a chi ha subìto un trapianto di organo, poi i più fragili, gli anziani e gli operatori sanitari.

La circolare del ministero della Salute ha confermato quanto già anticipato dal parere della Commissione Tecnico-Scientifica dell’Aifa chiarendo quindi tempi e modalità con cui la campagna vaccinale si muoverà nei prossimi mesi.

Il terzo giro di iniezioni anti-Covid, come dichiarato dal Commissario Straordinario all’Emergenza Figliuolo, partirà da lunedì 20 settembre e sarà diviso tra "dose addizionale" e "dose booster" in base alla categoria di persone cui si rivolge.

La dose addizionale

La priorità del nuovo capitolo della vaccinazione anti-Covid sono i soggetti trapiantati e gli immunocompromessi: si tratta di una popolazione di circa 3 milioni di persone caratterizzate da una risposta immunitaria compromessa a causa della patologia che li ha costretti all’intervento o ai trattamenti farmacologici cui sono sottoposti.

Nonostante abbiano ricevuto comunque due dosi di vaccino, queste persone hanno sviluppato una ridotta risposta anticorpale e dunque una minore protezione.

A questi soggetti sarà dunque destinata una dose “addizionale” di vaccino. Si tratta di una terza iniezione che si aggiungerà alle altre già effettuate a completamento del ciclo vaccinale primario.

Si potrà utilizzare uno qualsiasi dei due vaccini a mRNA autorizzati in Italia, quindi Pfizer dai 12 anni in su e Moderna dai 18 in su, verrà somministrata dopo almeno 28 giorni dall’ultima dose e avrà l’obiettivo di far raggiungere a queste persone un adeguato livello di risposta immunitaria.

Nella circolare sono indicate le categorie di persone cui sarà destinata la dose addizionale di vaccino, e sono:

  • Chi ha subito un trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva
  • Chi ha subito un trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica)
  • Chi è in attesa di trapianto d’organo
  • Chi segue terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico Antigenico (cellule CAR-
  • T)
  • Chi è affetto da una patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure
  • Chi presenta immunodeficienze primitive (come la sindrome di DiGeorge, la sindrome di Wiskott-Aldrich, l’immunodeficienza comune variabile etc.)
  • Chi presenta immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (come la terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori o farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario
  • Chi è in dialisi e presenta un’insufficienza renale cronica grave
  • Chi ha subito una pregressa splenectomia
  • Chi è affetto da sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+ < 200cellule/μl o sulla base di giudizio clinico.

La dose booster

Sarà sempre una terza dose di vaccino, ma funzionerà più come un richiamo. Allo stesso modo di quanto fatto con la seconda, insomma, anche la “dose booster” verrà somministrata dopo un preciso arco di tempo per richiamare gli anticorpi anti-Covid mantenendo o ripristinando un adeguato livello di risposta immunitaria.

La dose booster è indirizzata quindi a coloro che hanno sì avuto una risposta immunitaria adeguata dopo le prime due dosi ma che a causa del tempo trascorso dalla doppia dose o per via delle varianti del virus hanno bisogno insomma di una dose di rinforzo.

Questa terza dose verrà somministrata a partire da almeno 6 mesi dopo la seconda iniezione e sarà destinata alle popolazioni “connotate da un alto rischio, per condizioni di fragilità che si associano allo sviluppo di malattia grave, o addirittura fatale, o per esposizione professionale”.

Il riferimento quindi è agli anziani, ai residenti della Rsa e al personale sanitario.

Fonte | Ministero della Salute

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