Anemia in gravidanza: come si manifesta e come si cura

Quasi una donna su due soffre di anemia in gravidanza e la causa più frequente è la carenza di ferro. E’ una condizione comune, ma non deve essere trascurata perché può essere molto pericolosa per la mamma e anche per il bambino. Una buona dieta e l’assunzione di un complesso vitaminico possono essere due validi aiuti.
Valentina Rorato 3 gennaio 2020
* ultima modifica il 12/02/2020
Con la collaborazione del Dott. Ettore Carlo Alemani specialista in ostetricia e ginecologia e titolare di struttura semplice di patologia della gravidanza.

L'anemia è una condizione medica che si manifesta quando non ci sono abbastanza globuli rossi sani per trasportare ossigeno ai tessuti. E se i tessuti non ricevono abbastanza ossigeno gli organi e le loro funzionalità ne risentono. È particolarmente preoccupante in gravidanza, perché associata a basso peso alla nascita, parto prematuro e mortalità materna.

Cos'è l’anemia in gravidanza

L’anemia in gravidanza è una condizione abbastanza comune, perché colpisce circa il 40% delle mamme in dolce attesa. È una risposta del corpo della donna, affaticato dalla gestazione e dai cambiamenti che porta con sé. Tra i cambiamenti c’è la volemia, ovvero l’aumento del volume del sangue circolante, che non deve più soddisfare le esigenze solo del corpo femminile ma anche quello del feto che si sta sviluppando. Sono maggiori le richieste di ferro e degli altri micronutrienti necessari alla sintesi dell’emoglobina e degli eritrociti.

A questo devi aggiungere un secondo processo, sempre fisiologico, noto come emodiluizione: mese dopo mese diminuisce la concentrazione ematica dei globuli rossi. Questo quadro può portare all’anemia gravidica, che si diagnostica quando la concentrazione di emoglobina scende al di sotto dei 10 g/dl.

Questa condizione non deve essere sottovalutata, perché se è vero che è abbastanza diffusa, è anche vero che può avere conseguenze serie per il nascituro. La carenza di ferro e di emoglobina può comportare difficoltà di ossigenazione del feto, può rendere il parto più complesso, esponendo la mamma a rischio infezioni o alla necessità un’emotrasfusione (considera che normalmente si perdono già 200-300 cc di sangue). E soprattutto aumenta le probabilità di parto pretermine e di difetti alla nascita, in modo particolare a carico della colonna vertebrale o del cervello (difetti del tubo neurale).

I sintomi

I sintomi dell’anemia in gravidanza sono comuni a tutte le forme di anemia, ma sono decisamente più complessi da gestire perché si sommano ai disturbi della gestazione.  Potresti dunque soffrire di:

  • Stanchezza
  • Mal di testa
  • Vertigini
  • Debolezza
  • Pallore a pelle, labbra e unghie
  • Bassa temperatura corporea
  • Mancanza di respiro
  • Tachicardia
  • Difficoltà a concentrarsi
  • Irritabilità

Le cause

Le cause dell’anemia in gravidanza possono essere di diverso tipo. Come spiegato all’inizio c’è una componente fisiologica: la donna ha bisogno di più sangue e ferro per soddisfare la crescita del bambino. Esistono però anche altre problematiche che possono aumentare il rischio di anemia (considera che ne esistono 400 tipi diversi). Quali sono?

Anemia da carenza di folati

L’acido folico è una vitamina idrosolubile che può aiutare a prevenire i difetti del tubo neurale durante la gravidanza. Una dieta priva di acido folico può portare a un numero ridotto di globuli rossi nel corpo, causando di conseguenza l'anemia.

Anemia da carenza di vitamina B12

La vitamina B-12 è una vitamina necessaria al corpo per la produzione di globuli rossi. Può capitare che il corpo non riesca a immagazzinare abbastanza B12 con la dieta.

Anemia da carenza di ferro

È la più comune forma di anemia durante la gravidanza, infatti colpisce tra il 15% al ​​25% delle gestazioni con anemia. Il ferro è un minerale presente nei globuli rossi e viene utilizzato per trasportare l'ossigeno dai polmoni al resto del corpo, oltre a aiutare i muscoli a immagazzinare e utilizzare l'ossigeno. Quando se ne produce troppo poco, il corpo può affaticarsi ed essere più vulnerabile alle infezioni.

Quando preoccuparsi

Quando preoccuparsi deve stabilirlo il tuo medico. Sicuramente se avverti un grave senso di stanchezza, di vertigine o senti il cuore battere forte devi dirlo al ginecologo, che provvederà a verificare la situazione con un semplice esame del sangue. Ci sono poi dei fattori di rischio che devono suonare come un campanello d’allarme. Quali sono?

  • Gravidanza multipla o gemellare
  • Gravidanze ravvicinate (due concepimenti a meno di 18 mesi).
  • Vomito e nausea mattutina
  • Adolescente incinta
  • Non mangiare abbastanza alimenti ricchi di ferro
  • Avere l'anemia prima di rimanere incinta

La diagnosi

La diagnosi dell’anemia in gravidanza, ovviamente, si basa sui sintomi clinici, che tu stessa dovrai riportare al medico, e sulla conferma degli esami da laboratorio. Che esami ti saranno prescritti? Un emocromo completo è sicuramente il punto da cui partire. Potrebbero essere richiesti anche l’elettroforesi dell'emoglobina, i livelli di B12 e di folato nel siero.

Inoltre, il tuo dottore potrebbe partire con una terapia preventiva a inizio gravidanza. Quando succede? Considera che in una persona adulta, sana e non incinta si parla di anemia quando emoglobina è sotto a 12 g/dl. Se a inizio gravidanza, il tuo valore è già di 11,5 g/dl, è ovvio che il rischio è alto. Il ginecologo potrebbe prescriverti una profilassi.

Il trattamento

Il trattamento dell’anemia in gravidanza dipende molto dalla causa e dai valori degli esami. Potrebbe essere quindi necessaria un’integrazione di ferro, folati o vitamina B12, in aggiunta alle vitamine prenatali, che vanno assunte per tutto il primo trimestre di gestazione. Inoltre, potrebbe esserti chiesto di modificare la tua dieta, soprattutto se sei vegana o vegetariana, introducendo quantità maggiori di carne, uova o latticini.

Come si previene

L’anemia in gravidanza si previene prima di tutto facendo attenzione alla dieta. Consuma pasti equilibrati e punta su cibi ricchi di ferro e folati, come carne rossa magra, pollame e pesce, verdure a foglia verde scuro (come spinaci, broccoli e cavoli), cereali e cereali arricchiti di ferro, fagioli, lenticchie e tofu, noci, semi e uova. Sono poi importanti anche gli alimenti ricchi di vitamina C, perché questa sostanza favorisce l’assorbimento del ferro. Fai dunque il pieno di agrumi, fragole, kiwi, pomodori e peperoni.

E poi devi seguire le istruzioni del medico per l'assunzione di un complesso vitaminico prenatale che contenga una quantità sufficiente di ferro e acido folico. Vegetariani e vegani dovrebbero parlare con il proprio medico per pianificare fin da prima del concepimento un’adeguata integrazione.

Il parere dell’esperto

Come si affronta l’anemia in gravidanza? Ne abbiamo parlato con il dottor Ettore Carlo Alemani, specialista in ostetricia e ginecologia e titolare di struttura semplice di patologia della gravidanza.

“Prima di tutto bisogna capire di che anemia si stia parlando, perché può essere carenziale, congenita o emolitica. La diagnosi si fa a partire dagli esami. Bisogna quindi chiedere alla paziente di eseguire un prelievo del sangue per verificare l’emocromo, la sideremia, la quantità di ferro, la transferrina e le riserve di ferro, la ferritina. Se c’è il sospetto che l’anemia sia congenita, bisogna fare la ricerca dell’emoglobina patologica nella paziente ma anche nel suo partner”.

Come si cura?

“Il trattamento può prevedere una profilassi durante tutta la gravidanza: dalla 20esima settimana la donna può prendere supplementi di ferro e folati, in alternativa ci sono gli integratori c he può assumere già dai primi mesi di gravidanza. E’ poi molto importante la dieta, che deve comprendere legumi e una quota di carne rossa. E, in questo caso, è concesso anche un bicchiere di vino rosso al giorno”.

Fonte | Hematology

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