Anemia: cos’è, quali sono le cause, i sintomi e come si può curare

Vertigini, fiato corto, pallore, mani e piedi freddi, ma soprattutto una sensazione di stanchezza costante. Possono essere questi i sintomi di un’anemia, causata da una carenza di vitamine o di ferro, o da altre patologie o infezioni croniche.
Gaia Cortese 12 febbraio 2019

Sfatiamo subito una credenza diffusa. Se sei anemico non significa che tu debba a tutti costi assomigliare a un membro della famiglia Addams. Un’anemia deve essere significativa prima che si assuma un colorito notoriamente pallido. Senza dubbio una notevole perdita di sangue come un’emorragia comporta un certo pallore, ma come vedremo, esistono diversi tipi di anemia, le cui cause sono diverse.

Che cos'è l'anemia

Si parla di anemia quando i livelli di emoglobina nel sangue sono inferiori a 13 g/dl nell’uomo e a 12 g/dl nella donna; ciò comporta una diminuzione dei globuli rossi e di conseguenza a una più scarsa ossigenazione dei tessuti e degli organi. Il lavoro principale dell’emoglobina, infatti, è quello di trasportare l’ossigeno dai polmoni ai tessuti. Se arriva poco ossigeno agli organi, le loro funzioni vitali vengono compromesse. L’anemia può essere una condizione temporanea, nel caso di una forte emorragia per esempio, o cronica, nel caso sia dovuta a un’ereditarietà genetica come nel caso della talassemia o dell'anemia falciforme.

Le cause dell’anemia

L’anemia può essere causata da una carenza di vitamine o di ferro, ma più comunemente è associata a dei livelli molto bassi di globuli rossi. Ciò può dipendere da alcuni problemi nella loro produzione, a un difetto genetico (nel caso della talassemia per esempio), ad emorragie violente, a infezioni croniche o a malattie immunitarie.

I sintomi dell’anemia

Il sintomo più comunemente associato all'anemia è il pallore (ma non è detto che tutte le persone con un colorito in viso un po' spento debbano essere anemiche!). A questo si aggiungono uno stato di stanchezza, il battito cardiaco irregolare, l'affanno respiratorio, le vertigini, dei dolori al petto, mani e piedi freddi, il mal di testa e possibili problemi cognitivi.

Come prevenire l’anemia

Un’alimentazione ricca di vitamine, in particolar modo di vitamina B12 (presente in carne, latticini e derivati dei cereali e della soia), acido folico (agrumi, banane, verdure a foglia verde scuro, legumi) e vitamina C (agrumi, melone, kiwi e frutti di bosco); la vitamina C è importante perché permette un miglior assorbimento del ferro, indispensabile per prevenire e combattere l’anemia. Il ferro può essere assunto consumando carne, legumi, vegetali a foglia verde scuro e frutta essiccata.

Tipi di anemia

Anemia da carenza di vitamine

Quando i livelli di alcune vitamine sono troppo bassi si è in presenza di un’anemia di questo tipo, con una produzione ridotta di globuli rossi. Le vitamine a cui ci si riferisce sono la vitamina B12 e la vitamina C.

Anemia da carenza di ferro

Questo tipo di anemia ha moltissimi nomi: prende anche il nome di anemia ipocromica, anemia sideropenica o anemia marziale ed è causata da livelli non adeguati di ferro nell’organismo. Questa condizione ostacola il trasporto di ossigeno attraverso il sangue; da qui i sintomi più comuni come il fiato corto e la stanchezza. I primi apparati dell'organismo a risentirne sono quello cardiovascolare, quello muscolare e il sistema nervoso centrale.

Anemia mediterranea

Conosciuta anche come talassemia, l’anemia mediterranea è una malattia del sangue ereditaria, provocata da un difetto genetico che porta alla distruzione del globuli rossi. È una patologia grave perché la scarsa presenza di emoglobina nel sangue comporta un'insufficiente ossigenazione dei tessuti, degli organi e dei muscoli. I sintomi sono una forte stanchezza e una crescita scarsa.

Anemia falciforme

Si tratta di una patologia genetica ed ereditaria del sangue. I globuli rossi assumono una particolare forma a mezzaluna che ricorda per l’appunto una falce; diventano rigidi e la forma irregolare che assumono ostacola il flusso del sangue attraverso i vasi sanguigni, tanto da rallentarlo o addirittura bloccarlo.

Anemia nei bambini

Le anemie più comuni nei bambini, soprattutto nei primi anni di vita, sono generalmente dovute a una carenza di ferro. In alcuni bambini nati pretermine, i depositi di ferro forniti dalla madre possono essere già scarsi alla nascita e man mano che crescono possono non essere in grado di far fronte all'elevato bisogno dell'organismo, e per questo risultare troppo bassi. La mancanza di ferro può verificarsi anche in quei lattanti che vengono nutriti, anche dopo i 6 mesi di età, prevalentemente con  latte materno o vaccino, e che di conseguenza non consumano alimenti con un alto contenuto di ferro, come le uova, la carne, i cereali e i legumi.

Come si cura l'anemia

La mancanza di ferro, in caso di anemia ipocromica, può essere curata con integratori di questo elemento. In questo caso si ottengono buoni risultati e la malattia difficilmente causa complicazioni serie. Se soffri di anemia, è bene che ti controlli periodicamente con un semplice esame del sangue per verificare che la cura funzioni e che i livelli di ferro siano tornati normali. In alcuni casi, lo specialista potrebbe prescrivere ulteriori test per determinare la causa della patologia. Nel caso degli uomini, per esempio, l'anemia è spesso causata dal sanguinamento del tratto gastrointestinale (stomaco e intestino), condizione che può richiedere una cura specifica.

Per quanto riguarda la talassemia, se si tratta di una forma lieve, generalmente non sono previsti interventi invasivi. Solo nei casi più gravi possono essere previste delle trasfusioni periodiche di globuli rossi, chelazione del ferro (terapia farmacologica che sfrutta la chelazione per curare alcune forme di intossicazione dovuta a metalli pesanti) per evitarne l'accumulo negli organi, asportazione della milza e trapianto di midollo osseo.