Che cos’è l’integral yoga e quali sono i benefici di questa pratica

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L’istruttrice Paola Parvati Faini ci spiega cos’è l’integral yoga e quali sono i suoi effetti su mente e corpo.
Gaia Cortese 26 Luglio 2022

“La verità è una, ma le strade per conoscerla sono tante”.E il principio su cui si basa l’integral yoga è questo, o per lo meno, quello che meglio può spiegare ai neofiti, di che si tratta più nello specifico. Perché puoi aver sentito parlare di hatha yoga, di vinyasa o di kundalini yoga, ma credo che le probabilità che tu non sappia ancora molto dell’integral yoga siano abbastanza alte.

Abbiamo quindi incontrato Paola Parvati Faini, fondatrice del centro Integral Yoga Shanti di Milano, per chiederle di spiegarci meglio di cosa si tratta, come si pratica e quali benefici sono legati alla pratica di questo tipo di yoga, il cui pioniere è stato tra gli anni '60 e '70, Satchidananda Saraswati, meglio noto come Swami Satchidananda.

Cos’è l’integral yoga?

Innanzitutto è importante conoscere il lignaggio da cui arriva un determinato tipo di yoga e l’Integral yoga deve le sue origini a Swami Satchidananda, che ne è stato il fondatore. L’integral yoga è un metodo, un approccio allo yoga abbastanza tradizionale. Con la pratica dello hatha yoga, il più conosciuto e diffuso, molte persone considerano solo l’aspetto più fisico dello yoga, ma ci sono molti aspetti che rispecchiano ogni parte del nostro essere inteso come fisico mentale, sociale, intellettuale e spirituale.

Per essere chiari, è come se l’integral yoga integrasse questi vari tipi di yoga e che, a loro volta, quest’ultimi toccassero i vari aspetti della persona. L’integral yoga è quindi una combinazione di tutti questi diversi approcci, che si fondono insieme. In questo modo l’integral yoga riesce a sviluppare la persona in ogni un suo aspetto.

Da sinistra, Paola Parvati Faini e Swami Asokananda

In che modo l’Integral yoga sviluppa l’aspetto fisico, emotivo e spirituale della persona?

L’integral yoga racchiude sei diversi rami di yoga, ossia: l’hatha yoga, il raja yoga, il bhakti yoga, il karma yoga, il jnana yoga e il japa yoga.

L’hatha yoga è forse la parte più semplice perché si focalizza sull’aspetto fisico della yoga attraverso le posizioni (asana), il controllo del respiro (pranayama), il rilassamento profondo (yoga nidra) e anche la dieta che può essere vegetariana o vegana.

Il karma yoga si focalizza sull’aspetto sociale, ed è tutto quello che riguarda il nostro agire verso il mondo esterno, senza che ci sia la ricerca di un risultato. Ogni mia azione la dedico all’altro solo ed esclusivamente per il piacere di servire l’altro. E sono moltissime le azioni che possono trasformarsi in azioni disinteressate, senza aspettative. In questo modo ci si libera anche dalla catena del karma, quella di causa-effetto, azione-reazione e trasformo la mia azione in un’azione perfetta.

Il bhakti yoga è la devozione, il risveglio dell’amore puro, incondizionato, il riconoscere che ognuno di noi ha una sua luce interiore, o parte divina, che è parte del tutto, dell’energia o dell’intelligenza universale. Ogni essere è parte di questo “tutto” e saperlo riconoscere significa risvegliare l'amore incondizionato verso l’altro. Per questo c'è tutta una parte dello yoga praticata attraverso i canti e  la recita dei mantra, in grado di risvegliare questa parte del cuore.

Di fatto è una preparazione alla meditazione perché tutte queste forme di yoga conducono alla realizzazione del sé, perché consentono una maggiore consapevolezza fino alla realizzazione di quella luce divina, che si unisce con il sé universale. La parola "yoga", infatti, significa "unione", quell’unione che unisce l'energia individuale con l’energia universale.

“Sii a tuo agio fisicamente, sii calmo mentalmente ed utile agli altri nella tua vita. Non acquisirai calma e pace da zero. Queste sono già dentro di te. Se solo riuscissi a prendertene cura ed essere attento a non disturbarle, esse rimarranno. Perciò, nelle nostre vite dovremmo sempre essere vigili e attenti a non fare nulla che possa disturbare la calma e la pace della mente e del corpo.”
Swami Satchidananda

Il jnana yoga è il cosiddetto approccio intellettuale e si sviluppa attraverso la domanda: “Chi sono?”. Attraverso la pratica dello jnana yoga si riesce a discernere ciò che è reale da ciò che non lo è, ciò che è permanente da ciò che è mutevole. Lo yoga sostiene che tutto ciò che cambia, non è “reale”, come per esempio le emozioni: oggi posso essere felice, domani triste, le emozioni mutano e per questo si impara anche a controllarne il coinvolgimento.

Il raja yoga è la parte più psicologica del nostro essere, si riferisce allo studio della mente, intesa non solo come pensiero, ma anche come emozioni. La pratica del raja yoga consiste in esercizi di concentrazione fino ad arrivare alla vera e propria meditazione, e il fine è capire il meccanismo di come funziona la mente da un punto di vista più “psicologico”.

Infine, il japa yoga è la ripetizione di un mantra, una forma di meditazione; con la vibrazione sonora data dal mantra stesso, si inizia a vibrare ad una precisa frequenza e quindi ci si avvicina alla frequenza dell’energia universale. Ecco, Swami Satchidananda ha messo insieme tutti questi aspetti per dare vita all’Integral yoga.

Come si svolge una tipica lezione di Integral yoga?

Si inizia con un primo momento di concentrazione attraverso il respiro o la visualizzazione, iIn questo modo si entra nel mood della lezione. Seguono poi dei canti che risvegliano la parte energetica del nostro essere e riflettono quello che chiamiamo bhakti yoga, e poi la pratica fisica vera e propria che ha inizio con esercizi per gli occhi e continua con il tradizionale "Saluto al sole".

La lezione prosegue con  delle sequenze di varie posizioni (asana) che attivano il corpo, e che vengono mantenute più o meno a lungo a seconda del livello degli allievi. Segue un rilassamento profondo che chiamiamo yoga nidra, in cui l'insegnante guida gli allievi, affinché riescano a rilassare corpo e mente. A questo scopo spesso vengono anche proposte delle tecniche di respirazione.

La lezione si conclude con un altro momento dedicato ai canti, tra cui l'OM Shanti in grado di creare una vibrazione di pace in chi pratica.