Combustibili fossili: le fonti energetiche da cui dovremmo allontanarci velocemente

Chi ha a cuore l’ambiente lo grida in continuazione. Bisogna favorire una transizione energetica che consenta di abbandonare definitivamente i combustibili fossili puntando sulle rinnovabili. Perché petrolio, carbone e gas naturale sono la causa principale del surriscaldamento globale.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
12 agosto 2019

Petrolio, carbone, gas naturali. I combustibili fossili rappresentano la principale fonte energetica utilizzata in tutto il mondo, ma al tempo stesso sono la causa primaria del riscaldamento globale degli ultimi 50 anni. Il loro sfruttamento e il loro utilizzo per le attività industriali dell’uomo sta alla genesi dei cambiamenti climatici e di tutto ciò che ne consegue, come lo scioglimento dei ghiacciai, l’estinzione di varie specie, l’aumento progressivo del livello del mare. Non è infatti un caso che al centro degli slogan e delle richieste dei nuovi gruppi ambientalisti di protesta come Fridays for Future ed Extinction Rebellion sia sempre in primo piano la fine dell’utilizzo di fonti fossili a favore di una rapida transizione verso le rinnovabili.

Ma cosa sono questi combustibili fossili e perché rappresentano un così pericoloso nemico del Pianeta? Questa sostanze vengono definite “combustibili” perché si tratta di materiali che possono bruciare. La loro combustione genera energia, ma anche tantissimi danni all'ambiente e alla nostra salute. Solo il loro impiego, infatti, ha prodotto 3/4 dell’aumento di CO2 nell'atmosfera negli ultimi 20 anni. Senza contare attività estrattive pericolose e dannose come le miniere, le trivelle e il metodo del fracking, ovvero la fratturazione idraulica. Adesso capiamo meglio di cosa stiamo parlando.

Petrolio

Lo chiamano oro nero perché è una delle sostanze più preziose che la Terra ci offre, da raccogliere a pochi metri sotto la sua superficie. Sono stati numerosi nella storia, infatti, i conflitti consumati per la conquista dei suoi pozzi e giacimenti, che come sappiamo non ne offrono una quantità infinita. Il petrolio, infatti, non è una fonte di energia rinnovabile, e questo significa che la sua riserva è destinata a esaurirsi, situazione che rende questa sostanza ambitissima. In primo luogo perché, oggi, è la fonte energetica maggiormente utilizzata. Pare infatti che ogni giorno, nel mondo, vengano consumati 90 milioni di barili di petrolio. E come? Innanzitutto, per gli spostamenti. Infatti, questo liquido scuro e altamente infiammabile che deve passare per un processo di raffinazione prima di essere utilizzato, rappresenta il principale “motore” dei mezzi di trasporto di tutto il mondo, dalle auto agli aerei alle navi. Da esso infatti si ricavano gpl, benzina, nafta, cherosene e gasolio, ma anche prodotti chimici industriali, asfalto, catrame e la famigerata plastica che sta progressivamente soffocando i mari.

La combustione del petrolio nei processi energetici genera una produzione di CO2 che lo rende uno degli indiscussi responsabili dell’effetto serra. Senza contare ciò che accade all’ambiente in caso di perdite e sversamenti. Le immagini dei gabbiani ricoperti di liquido nero e denso e impossibilitati a volare e delle chiazze di viscoso liquido nero che si espandono a vista d’occhio in mezzo agli oceani le conosciamo tutti. Ciò che forse conosciamo meno sono le conseguenze di questo disastro. Animali soffocati dal greggio, inquinamento tossico della fauna marina, morte di alghe piante e molluschi, totale cancellazione della biodiversità della zona. Una vera e propria scia di distruzione. Che soffoca il mare, l’aria e produce sostanze nocive per il Pianeta. E il cui esaurimento, sembra tutt’altro che imminente.

Carbone

Utilizzatissimo sin dalla prima rivoluzione industriale, il carbone è il più inquinante e pericoloso dei combustibili fossili. Si trova in natura già pronto all’uso (uno dei motivi del suo utilizzo così pervasivo, secondo solo al petrolio) e viene recuperato dalle miniere. Nel mondo sono presenti circa 7.861 centrali elettriche a carbone, tante delle quali sono situate nei Paesi in via di sviluppo e utilizzano come materia prima carbone di scarsa qualità dannosissimo per l’ambiente e per la salute delle persone che lo respirano. Infatti, la combustione del carbone per generare energia è responsabile di gran parte delle emissioni di gas serra al mondo, ma non solo. A essere sprigionate da questi processi energetici è anche una serie di sostanze estremamente nocive per la salute come ozono, polveri sottili, metalli pesanti che si insinuano nell’organismo fino a raggiungere facilmente sangue e polmoni, arrivando a provocare patologie respiratorie e attacchi cardiaci.

Gas naturale

Il terzo dei combustibili fossili è il gas naturale, una miscela di idrocarburi di cui il principale è il metano, che ne ricopre circa il 90%. Si raccoglie spesso con il petrolio ma ne esistono anche veri e propri giacimenti. Il fatto però che contenga poco carbonio e molto idrogeno provoca un rilascio, in fase di combustione, di molta meno CO2 rispetto alle altre fonti fossili, di conseguenza il suo potenziale inquinante è bassissimo. Per questa ragione, soprattutto per l’industria dei motori, si è presentato come una valida alternativa. Che tuttavia per molti non è ancora assolutamente sufficiente.

Uscire dalle fonti fossili: largo alle rinnovabili

Per combattere l’impiego dei combustibili fossili come principali fonti energetiche ed evitare al nostro Pianeta di soffocare definitivamente, c’è solo una cosa da fare. Ed è puntare sulle rinnovabili. Eolica, solare, idroelettrica, marina, geotermica… tutti gli elementi naturali possono rappresentare una valida fonte energetica. Che non inquina, non si esaurisce, non ha effetti collaterali. Purtroppo al momento siamo ben lontani dalla richiesta sempre più insistente di cittadini e scienziati di azzerare le emissioni nette. Ma le rinnovabili stanno ricoprendo un ruolo sempre più centrale nel panorama energetico. Un percorso su cui è bene puntare con sempre maggiore insistenza. Anche se il viaggio è destinato a essere lungo e faticoso.

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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…