Il mal di testa non ha età: le emicranie sono frequenti anche nei bambini

Quando il bambino dice di avere mal di testa, molto spesso mamma e papà vanno nel panico. E’ facile immaginarsi un’origine grave, quanto drammatica. In realtà i piccoli soffrono di emicrania come gli adulti e non sono per forza il sintomo di una malattia oncologica o di meningite, anche se devono essere curate con molta attenzione.
Valentina Rorato 24 febbraio 2020
* ultima modifica il 24/02/2020

Il mal di testa può sembrare un disturbo da grandi, eppure sono numerosi i bambini che ne soffrono fin dalla tenera età. come mai? Oltre alle cause più gravi, ci sono due fenomeni tipici della società moderna che influenzano le emicranie nei giovanissimi: lo stress, cui sono quotidianamente soggetti, e il poco tempo dedicato al riposo. I piccoli non dormono abbastanza e molti soffrono di disturbi del sonno.

Cos'è il mal di testa nel bambino

Il mal di testa è un dolore, noto come cefalea, che si sviluppa proprio alla testa. Può essere unilaterale o bilaterale, pulsante, pressante e improvviso. In alcuni casi è accompagnato anche da vertigini, nausea e fastidio alla luce e al suono. Secondo molte statistiche, in età scolare e nello sviluppo, il 25% dei bambini ha avuto almeno un episodio nel corso dell’anno.

La cefalea infantile spaventa molto i genitori. I più ansiosi spesso pensano al peggio, come a un problema oncologico. In realtà, i mal di testa che nascono da patologie gravi sono – per fortuna – pochi. È più probabile che il bambino non riposi bene, stia troppo davanti ai dispositivi digitali o abbia avuto un calo della vista. E' dunque importante comprendere quale siano i tipi di mal di testa e, in base a quello, scegliere un medico cui affidare il piccolo paziente.

Le forme più frequenti

Esistono forme diverse di mal di testa e non devono tutte spaventare mamma e papà. La prima cosa da fare è distinguere tra le cefalee primarie, che nascono da una predisposizione genetica (in famiglia ne soffrite?), e le secondarie, che invece sono il sintomo di una malattia.

Le cefalee primarie

Le cefalee primarie in età pediatrica possono essere di tre tipi:

  • emicrania con e senza aurea
  • cefalea tensiva
  • cefalea a grappolo (molto rara)

I sintomi

I sintomi dell’emicrania sono gli stessi nel bambino e nell’adulto.  Il dolore può comparire all’improvviso e crescere di intensità. Può succedere che il piccolo non ti sappia dire che cosa lo sta tormentando, quindi potresti vederlo stanco, abbattuto, sonnolento e soprattutto potrebbe non aver voglia di giocare, di mangiare o di stare in compagnia. Tra i sintomi potrebbero esserci:

  • Nausea
  • Vomito
  • Vertigini
  • Mal d’auto
  • Dolori addominali
  • Dolori agli arti inferiori, i cosiddetti dolori di crescita
  • Dolore al collo
  • Fastidio alla luce, ai rumori e agli odori
  • Disturbo della vista
  • Disturbo del linguaggio
  • Riduzione della sensibilità in una parte del corpo

La cefalea a grappolo è un mal di testa che si manifesta con episodi di dolore estremamente intenso, che possono durare circa 30 minuti e sono concentrati nella regione orbitaria. Oltre ai sintomi che sono già stati elencati, potresti notare:

  • lacrimazione intensa
  • arrossamento congiuntivale
  • abbassamento della palpebra (ptosi)
  • ostruzione nasale.

Le cause

Come ti abbiamo anticipato le cause delle cefalee primarie sono genetiche. È molto probabile che se in casa soffrite di forti mal di testa, anche il bambino abbia lo stesso problema nel corso della vita. Le cefalee secondarie, invece, sono scatenate da malattie, non tutte gravi, ma che devono essere curate con attenzione. In questo caso, le patologie "incriminate" sono:

  • sinusiti
  • infezioni alle prime vie aeree (sindromi influenzali, faringiti, riniti, eccetera);
  • patologie infiammatorie meningo-encefalitiche (meningite, encefalite, ecc);
  • tumori cerebrali (molto rari in età pediatrica).

Quando preoccuparsi

Il mal di testa non è mai un disturbo che si può prendere alla leggera. Detto ciò devi sapere che nella maggior parte dei casi, questi episodi non sono gravi e si risolvono spontaneamente. Quando preoccuparsi? Quando ovviamente si protrae nel tempo, quando ricorre con una certa frequenza (più di 10 episodi in sei mesi), se si manifesta dopo un trauma (una caduta, un colpo alla testa, un piccolo incidente in macchina). Tra i sintomi che devono farti correre dal medico ci sono il vomito persistente, il dolore localizzato nella zona posteriore (la nuca); se ci sono rigidità nucale, febbre elevata, si presenta di notte ed è così forte da causare il risveglio del piccolo, recati in un pronto soccorso.

A quale medico rivolgersi

Qual sia il medico giusto, dipende dal tipo di mal di testa. Il genitore deve prima di tutto rivolgersi al pediatra, che potrà visitare il bambino, comprendere la logica di questo mal di testa (come e quando si manifesta, dov’è localizzato, quanto dura, ecc) e poi potrebbe decidere di prescrivere una visita specialistica, che potrebbe essere con un otorino, in caso di infezioni e sinusiti, con un oculista, se il dolore è collegato a un abbassamento della vista, ma anche a un neurologo. Se le cefalee sono croniche, è meglio appoggiarsi a un centro cefalee specializzato per l'età pediatrica. Non è da escludere che il mal di testa abbia una componente emotiva. In questo caso, c'è un quarto medico da disturbare ed è lo psichiatra.

La cura

La cura per le cefalee di dipende prima di tutto dal tipo di mal di testa. In caso di cefalea secondaria, per esempio, potrebbe essere necessaria una terapia antibiotica per sconfiggere l’infezione batterica che ha provocato la sinusite. L’oculista, se diagnostica una forma di miopia, potrebbe far indossare al piccolo delle lenti correttive. Un po’ più complesso è l’approccio delle cefalee primarie e dovrà essere stabilito dal curante, che potrebbe decidere di somministrare farmaci analgesici o antinfiammatori non steroidei, come il paracetamolo o l'ibuprofene. È sconsigliata l’automedicazione.

Fonte | Ospedale Bambino Gesù

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