La rachicentesi: cos’è la puntura lombare con cui si diagnosticano le malattie neurologiche

La rachicentesi è una metodologia medico-chirurgica che utilizza un ago sottolinea inserito tra la III e la IV vertebra lombare oppure tra la IV e la V per prelevare campioni di liquido cerebrospinale necessario per la diagnosi di specifiche malattie neurologiche.
Kevin Ben Alì Zinati 12 Maggio 2022
* ultima modifica il 12/05/2022

La rachicentesi è una procedura medico-chirurgica che serve per diagnosticare, o anche per trattare, una serie di patologie neurologiche.

Forse ti è più familiare con il nome di puntura lombare. È chiamata anche così perché prevede effettivamente l’utilizzo di un ago sottile inserito nella zona dei lombi per prelevare un campione di liquido cerebrospinale.

Generalmente indolore, anche grazie all’utilizzo dell’anestesia locale, la rachicentesi non provoca grossi effetti collaterali, se non nausea e cefalea: condizioni comunque risolvibili nel giro di poche ore o di qualche giorno.

Cos’è

Quando senti parlare di rachicentesi devi pensare a una vera e propria puntura che viene effettuata con un ago sottile e di piccolo calibro inserito tra la III e la IV vertebra lombare oppure tra la IV e la V.

La puntura lombare viene esecuta per raggiungere il cosiddetto spazio subaracnoideo dove risiede il liquor cefalorachidiano, noto anche come liquido (o fluido) cerebrospinale.

Una volta che l’ago ha raggiunto questo punto, il medico con raccoglie il liquido che fuoriesce dalla siringa con delle provette apposite per sottoporre poi a una serie di analisi sia del suo aspetto chimico-fisico che di quello microbiologico.

A cosa serve

La puntura lombare è una metodica medico-chirurgica sofisticata e largamente impiegata sia in ambito diagnostico, quindi come strumento per individuare in anticipo (o confermare) la presenza di determinate condizioni e malattie neurologiche, sia come trattamento terapeutico per specifiche patologie connesse al sistema nervoso centrale.

Come strumento diagnostico la rachicentesi serve per individuare:

In molti casi poi la puntura lombare può diventare un importante strumento terapeutico, soprattutto per:

  • Misurare ed eventualmente ridurre la pressione endocranica nel caso di idrocefalo, una condizione che provoca l’eccessivo accumulo di liquido cerebrospinale nel cervello
  • Drenare liquor in caso insorgesse una fistola liquorale (spontaneamente o dopo un intervento chirurgico
  • Somministrare farmaci come antidolorifici, antibiotico o farmaci chemioterapici

Procedura

L’esecuzione di una rachicentesi prevede l’utilizzo di anestesia locale e anche per questo si tratta di una procedura tendenzialmente poco dolorosa e che può essere eseguita sia in regime ambulatoriale oppure come parte di un iter di degenza e ricovero ospedaliero.

Per eseguire una puntura lombare serve che il paziente assuma delle posizioni particolari, necessarie per allargare gli spazi tra le vertebre dove verrà poi inserito l’ago.

Di solito il paziente viene fatto sistemare in posizione di decubito laterale: in sostanza sdraiato su un fianco in posizione fetale, con il mento vicino al petto e le ginocchia rannicchiate vicino all’addome. Alle volte invece può essere fatto sedere sul bordo di un lettino con la schiena piegata in avanti.

Dopodiché il medico procederà prima con l’applicaione dell’anestesia locale e poi, una volta che questa avrà fatto effetto, provvederà all’inserimento dell’ago tra gli spazi intervertebrale L3-L4 o L4-L5 per il prelievo del liquido cerebrospinale.

Complicanze

La puntura lombare è una tecnica molto sicura e tendenzialmente priva di rischi, che però non si possono mai escludere del tutto quando si parla di procedure mediche.

Anche gli effetti collaterali sono poco frequenti ma comunque esistono. Dopo una rachicentesi, infatti, per esempio potresti lamentare cefalea oppure nausea.

Si tratta comunque di condizioni temporanee contro le quali bastano semplici rimedi farmacologici che deve comunque prescriverti e consigliarti un medico.

Altre volte la puntura lombare potrebbe provocare dolore nel punto in cui è stato inserito l’ago, facilmente trattabile con farmaci antidolorifici, oppure potrebbe causare un’irritazione radicolare transitoria, cioè un dolore molo forte che dalla zona lombare arriva fino al gluteo.

In casi più gravi, la rachicentesi potrebbe portare a un’emorragia: questo solitamente avviene quando l’inserimento dell’ago nello spazio intervertebrale causa la rottura di plessi venosi che circondano il sacco spinale.

Controindicazioni

Pochi rischi, poche reazioni avverse e anche poche controindicazioni legate alla rachicentesi. Poche, eppure esistenti.

La rachicentesi è controindicata infatti in presenza di un’infezione cutanea nella zona lombare, proprio dove dovrebbe avvenire la puntura oppure quando è in corso una sepsi o c’è il sospetto di una ernia cerebrale.

Anche la concomitanza di alcune patologie rendono la puntura lombare controindicata. Sto parlando, per esempio dell'ipertensione legata a una condizione di bradicardia.

Fonti | Msd Manuals; Asugi

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