L’endometriosi: cosa comporta questa malattia che colpisce 1 donna su 10

L’endometriosi è un’infiammazione cronica provocata dalla fuoriuscita di cellule endometriali dal tuo utero e dal loro deposito su altri organi o tessuti, come le ovaie. Il risultato è che proverai un dolore intenso, sia nella zona pelvica che addominale, e che rischierai di vedere compromessa la tua qualità della vita e la possibilità di avere figli. Ecco perché è bene conoscerla meglio.
Giulia Dallagiovanna 30 novembre 2019
* ultima modifica il 30/11/2019

Le cellule endometriali (che costituiscono l'endometrio)si trovano di norma all'interno del tuo utero. Quando invece fuoriescono e si accumulano all'esterno, si verifica l'endometriosi, cioè un'infiammazione cronica che colpisce l'apparato femminile. Forti dolori, soprattutto durante il ciclo e in fase premestruale, localizzati nella zona pelvica e in quella corrispondente alle ovaie sono sicuramente i sintomi più tipici di questa patologia. In Italia conoscono questo problema almeno 3 milioni di donne, circa il 10% di tutte quelle in età fertile e anche tu dovresti fare attenzione a strani segnali da parte del tuo corpo, soprattutto se hai un'età compresa tra i 25 e i 35 anni.

È davvero importante che tu ti sottoponga subito a una visita di controllo perché questa malattia può portare anche alla sterilità, cioè all'impossibilità di avere figli. Ma è fondamentale che tu sappia che non sei sola e che non deve esserci nessuna ragione di imbarazzo quando parli di questo problema. Se invece hai qualche dubbio sulla possibilità che tu ne soffra oppure no, allora proviamo intanto a capire insieme di cosa si tratta.

Cos'è

L'endometriosi è un'infiammazione cronica, provocata dalle presenza di parti di mucosa endometriale, che di solito riveste l'interno dell'utero, fuori dalla sua sede normale. Potrebbe quindi essersi depositata sulle tue ovaie o su altri tessuti nella zona pelvica e addominale. Insomma, ci sono cellule che non sono al posto giusto e questa situazione al tuo corpo non piace per niente. Anche se ti sembra che abbia qualche somiglianza con una forma di tumore, ti dico subito che si tratta invece di una patologia benigna e che, naturalmente, riguarda solo le donne.

Si manifesta soprattutto tra i 25 e i 35 anni, o comunque questa è l'età in cui di solito viene diagnosticata, perché può insorgere anche molto prima. In alcuni casi, si fa notare fin dalla prima mestruazione della tua vita.

L'endometriosi ovarica

L'endometriosi ovarica è la tipologia più diffusa, in quanto il più delle volte le cellule dell'endometrio vanno proprio a depositarsi sulle ovaie, dando vita ai cosiddetti focolai endometriosici. Questi sedimenti anomali provocano delle lesioni che in termine medico si chiama endometrioma, mentre in parole meno tecniche la puoi indicare come "cisti cioccolato", a causa del colore molto scuro. Una sfumatura causata dalla presenza del sangue che si accumula in questa zona e che rende possibile la formazione della cisti.

L'endometriosi intestinale

Come ti dicevo prima, queste cellule endometriali vaganti possono arrivare a depositarsi anche su organi e tessuti più lontani, come la pleura, il pericardio o l'intestino. Per la precisione, finiscono sulla mucosa che riveste la parte finale, formata da sigma e retto. A questo punto, possono provocare ulcere, emorragie o perforazioni intestinali. E anche i sintomi finiranno per interessare quest'area. Avvertirai quindi spasmi intestinali intensi, nausea, dolore diffuso, alternanza tra stipsi e diarrea e una defecazione in generale dolorosa e soggetta a sanguinamento.

L'endometriosi vescicale

Probabilmente la forma più rara di endometriosi è quella che colpisce l'apparato urinario, chiamata quindi vescicale. In questo caso, la diagnosi può diventare davvero difficile perché i modi in cui si manifesta possono essere molto diversi da persona a persona e soprattutto si possono confondere con quelli di altri tipi di infezioni agli stessi organi. Si tratta ad esempio di difficoltà nella minzione, forte bruciore e necessità di andare spesso al bagno. Se per caso soffri di cistite, ti sarai accorta che a prima vista non c'è molta differenza.

L'endometriosi profonda

La tipologia più grave che ti possa colpire di questa patologia è sicuramente l'endometriosi profonda. Accade quando le cellule endometriali penetrano più in profondità nell'organo su cui si sono depositate ed entrano anche per 4 o 5 millimetri. Naturalmente, provocando diversi danni. Questa forma tende a colpire soprattutto il retro perineo e gli organi pelvici.

Gli stadi

In base alla gravità e all'estensione dei focolai endometriosici, si può parlare di stadi dell'endometriosi:

  • endometriosi lieve: quando i focolai endometriosici sono isolati e rimangono confinati all'esterno della parete uterina, alle tube e alle ovaie
  • endometriosi avanzata: quando si formano delle vere e proprie cisti sulle ovaie che producono sanguinamento, mentre i focolai endometriosici possono essersi diffusi ad altri organi come l'intestino, la vescica e l'uretere

I sintomi

Il sintomo più importante dell'endometriosi è sicuramente il dolore pelvico, che si fa più intenso durante le perdite del ciclo e in fase premestruale. Ma potresti provarlo anche nei giorni dell'ovulazione e in periodi apparentemente lontani da tutti questi appuntamenti, accompagnato da un'insolita stanchezza fisica. Non di rado infatti diventa cronico e si manifesta soprattutto durante i rapporti sessuali. Oltre al male, ci sono poi manifestazioni legate in altro modo alla malattia, come l'irregolarità nel ciclo e perdite ematiche anomale, il dolore e il sanguinamento durante la defecazione, e altri segnali che contraddistinguono le diverse tipologie che ti ho elencato prima.

Questa patologia arriva a compromettere così tanto la qualità della tua vita che viene considerata invalidante

Questa patologia, insomma, non ti lascia mai tranquilla, al punto da essere considerata invalidante. La puoi trovare inserita nell'apposito elenco, contenuto nei LEA (i livelli essenziali di assistenza), dove è anche riconosciuto il diritto per chi soffre delle forme più gravi di usufruire di alcune esenzioni, ad esempio nei pagamenti delle prestazioni specialistiche di controllo. In Italia se ne contano già 3oomila.

Le cause

Le cause dell'endometriosi, in realtà, non si conoscono ancora con precisione. Gli esperti hanno avanzato però diverse ipotesi, tra cui la più accreditata è quella della cosiddetta mestruazione retrogada. Significa cioè che durante la fase del ciclo nella quale ti arrivano le perdite, queste ultime invece che fluire completamente verso l'esterno come accade di norma, cambino direzione e puntino all'interno, ritornando quindi verso la zona pelvica. Il sangue trascinerebbe le cellule dell'endometrio che andrebbero a depositarsi al di fuori della cavità uterina.

Ma perché accade tutto questo? Cioè perché il tuo ciclo decide di muoversi all'indietro come i gamberi? Secondo alcuni, le ragioni sarebbero soprattuto genetiche: se nella tua famiglia sono già presenti problemi di questo tipo, potresti essere più predisposta a soffrirne. Altre teorie guardano invece a una possibile alterazione del tuo sistema immunitario, che non permette l'impianto corretto delle cellule dell'endometrio nel tuo utero. Oppure, terza possibilità, proprio la mucosa endometriale potrebbe aver subito una modifica che le induce questo strano comportamento.

La diagnosi

Per giungere a una diagnosi definitiva, molto importante per iniziare subito un trattamento che migliori la qualità della tua vita ed eviti che l'endometriosi peggiori, il primo passo è sicuramente quello di rivolgersi a uno specialista. Durante la visita ginecologica potrebbero venirti prescritti una serie di esami. Alcuni di questi, te lo anticipo, non saranno molto simpatici, ma sono tutti necessari per avere una visione chiara della situazione. Si tratta in particolare di:

  • esplorazioni rettali
  • risonanza manetica
  • ecografia transvaginale
  • esami del sangue con indicatori specifici

Come si cura

Al momento, la scelta migliore in termini di cura per l'endometriosi sembra essere l'intervento chirurgico. Si ricorre alla laparoscopia per rimuovere l'endometrio, senza rischiare però di pregiudicare l'apparato riproduttivo e compromettere quindi la possibilità di avere figli. Se invece si sceglie di rimuovere i focolai endometriosici con interventi mirati, questa "pulizia" dovrà essere ripetuta periodicamente, soprattutto se decidi di provare a rimanere incinta.

Per quanto riguarda il solo dolore, si opta invece per una terapia a base di preparati progestinici. In altre parole, la pillola anticoncezionale. Ma è una sorta di toppa momentanea, perché non appena smetterai di assumerla, il male tornerà a farsi sentire proprio come prima. Oltre al fatto che è prima necessario valutare se ne puoi fare uso o se rischi di incorrere in effetti collaterali, anche seri.

L'alimentazione per l'endometriosi

Lo stile di vita, che tenga conto dei problemi lamentati dal tuo corpo, e l'alimentazione sono fondamentali per vivere meglio nonostante l'endometriosi. Scegliere i giusti cibi, magari con l'aiuto di integratori specifici, può favorire una riduzione dell'infiammazione e dei sintomi. Potresti ad esempio aumentare il consumo di fibre, per favorire la regolarità e il funzionamento del tuo intestino, ma anche la riduzione degli estrogeni in circolo che peggiorano il problema. Importanti quindi i cereali integrali, la verdura, la frutta e i legumi.

Aumenta il consumo di pesce azzurro e riduci quello di carne e latticini

Un altro nutriente importante per te sono gli omega3, contenuti ad esempio nel pesce azzurro e nella frutta secca, che stimolano la produzione della prostaglandina PGE1, importante per diminuire l'intensità dell'infiammazione, soprattutto nella zona addominale.

Cerca invece di ridurre il consumo di carne e prodotti di origine animale, e di evitare proprio cibo spazzatura, snack industriali, alcol e caffeina. Tutte sostanze che contribuiscono a peggiorare l'infiammazione e quindi a farti provare più male.

Puoi rimanere incinta?

Non è ancora chiaro il rapporto diretto tra l'endometriosi e la sterilità. È però vero che il rischio aumenta quando soffri di questa malattia, tanto che ne sono affette circa il 30% di tutte le pazienti. Questi focolai, lesioni, cisti e sanguinamenti scorretti interessano l'apparato riproduttore ed è normale che abbiano una qualche influenza su questo. Ma è esattamente la ragione per cui è fondamentale arrivare quanto prima a una diagnosi e iniziare il trattamento specifico.

Fonti| Endometriosi.it; Ministero della Salute; Humanitas

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.