Ovariectomia: come si esegue e quando viene raccomandata

L’asportazione delle ovaie è un intervento piuttosto invasivo e che deve essere ben ponderato. Proviamo a capire insieme quando è il caso di sottoporvisi e quali rischi potrebbero esserci.
Valentina Danesi 4 Novembre 2022
* ultima modifica il 14/11/2022

L'ovariectomia è un intervento chirurgico. Come forse avrai già intuito, il suo scopo è quello di asportare una o entrambe le ovaie. In alcuni casi poi potrebbe essere necessario procedere anche con la rimozione delle tube di Falloppio e dell'utero. Si tratta di un'operazione necessaria ad esempio per pazienti affette da una grave forma di endometriosi, da tumore alle ovaie oppure da cisti ovariche. Inoltre, alcuni personaggi famosi vi stanno ricorrendo come forma di prevenzione da un eventuale tumore, dopo aver appurato di esservi geneticamente predisposte. Al momento però non si tratta né di una procedura standard, né di un intervento consigliato.

Cos’è

Con ovariectomia intendiamo l’asportazione di una o entrambe le ovaie. In alcuni casi comprende anche l’asportazione dell’utero, e quindi si parla più nello specifico di isterectomia. Questa operazione chirurgica viene eseguita solo in casi seri e per i quali non vi è alternativa, perché ha un impatto importante sulla vita della donna. La prima conseguenza è che non potrà più avere figli. In base al problema, l'ovariectomia viene definita monolaterale o bilaterale. Vediamo più nel dettaglio questi termini:

  • ovariectomia monolaterale: rimozione di una sola delle due ovaie
  • ovariectomia bilaterale: rimozione di entrambe le ovaie
  • salpingo-ovariectomia: l'ovariectomia combinata alla salpingectomia prende il nome di salpingo-ovariectomia se riguarda ovaia e tuba
  • salpingo-ovariectomia con isterectomia: interessa entrambe le ovaie e le tube di Falloppio (non c’è differenza tra mono e bilaterale).

Quando e come si esegue

Ci sono una serie di situazioni in cui l'ovariectomia viene consigliata. Vediamone alcune:

  • ascesso tubo-ovarico
  • cancro ovarico
  • endometriosi grave
  • forme beigne di tumori o cisti ovariche
  • torsione ovarica

L'intervento di ovariectomia è diviso in due fasi:

  • l'anestesia della paziente: che può essere generale, spinale o epidurale
  • l'asportazione che potrebbe essere di una o entrambe le ovaie, una o entrambe le tube o dell'utero: si tratta di tre diverse tecniche chirurgiche tra cui l'ovariectomia addominale o ovariectomia laparotomica, la tecnica per via vaginale (ovariectomia vaginale), la tecnica laparoscopica (ovariectomia laparoscopica o ovariectomia in laparoscopia).

I rischi che si corrono 

Per fortuna di solito in questo intervento chirurgico i rischi sono piuttosto rari. Quando avvengono, però, sono soprattutto:

  • emorragia ai danni degli organi vicini
  • rottura di un tumore
  • conservazione di cellule ovariche che danno problemi
  • infezione
  • possibilità di menopausa precoce.

Quando poi vengono rimosse entrambe le ovaie, subentra una menopausa precoce. In quel caso dunque si potrebbero avvertire i seguenti sintomi:

  • vampate di calore
  • secchezza vaginale
  • ansia
  • malattie cardiache
  • difficoltà a ricordare
  • depressione
  • calo del desiderio sessuale
  • osteoporosi.

Fonte| Policlinico Sant’Orsola

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