Prolasso rettale: quali sono le cause e come si può curare

Il prolasso rettale si verifica quando la mucosa fuoriesce dall’ano, una sorta di crollo di quell’organo del nostro corpo, il retto appunto. Ma come si può riconoscere questa condizione? E come viene curata?
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Valentina Danesi 10 Luglio 2023
* ultima modifica il 10/10/2023

Partiamo spiegando, in termini generali, cosa significa il termine “prolasso”: non è altro che lo spostamento di un organo dalla sua normale sede, ossia dal posto dove si trova di solito, nel corpo. Quando parliamo di prolasso rettale, infatti, intendiamo la fuoriuscita della mucosa rettale dall’ano: si può notare un prolungamento lungo e rosso scuro. Il prolasso rettale non è comune e colpisce circa 2,5 persone su 100.000. Può contraddistinguersi in due tipologie:

  • prolasso mucoso rettale: quando si verifica uno scivolamento della mucosa (solo strati primari o secondari)
  • prolasso rettale completo: tutti gli strati delle pareti rettali provocano uno scivolamento uno sull’altro.

Cause e fattori di rischio

Le cause del prolasso sono:

  • Stipsi o stitichezza frequenti
  • Parto tardivo con conseguente indebolimento della struttura
  • Processo di invecchiamento per debolezza dei legamenti di sostegno
  • Malfunzionamento della muscolatura del pavimento pelvico
  • Patologie di tipo neurologico (lesioni del midollo spinale, neuropatie, miopatie)
  • Eventuale predisposizione genetica.

A queste cause aggiungiamo i fattori di rischio ossia quei fattori che possono predisporre all’arrivo del problema:

  • Sesso femminile
  • Età avanzata
  • Diarrea
  • Stipsi
  • Gravidanza
  • Obesità (che possono aumentare la pressione addominale)
  • Neuropatie e miopatie
  • Precedenti interventi chirurgici.

Sintomi

A seconda della gravità del prolasso rettale possono comparire:

  • Esposizione del retto (visibile) dall’ano
  • Sanguinamento
  • Incontinenza
  • Defecazione difficoltosa
  • Bruciore
  • Prurito
  • Tenesmo (stimolo all’evacuazione anche senza emissione di feci)
  • Muco che fuoriesce dall’ano
  • Ulcere rettali.

Diagnosi

Il primo passo per la diagnosi di prolasso rettale è indubbiamente l’osservazione della parte poi si procede con:

  • Proctoscopia
  • Sigmoidoscopia
  • Colonscopia
  • Defecografia
  • Manometria ano-rettale
  • Controllo microscopico delle feci e coprocoltura.

Come curare il prolasso rettale

L’approccio a questo problema può essere: conservativo e chirurgico.

Il trattamento conservativo è particolarmente utile quando il problema è all’inizio e quando il paziente è giovane e mira ad attenuare i sintomi e curare le cause. Molto dipende non solo dalla causa ma anche dall’età del paziente. Nei bambini: uso di un lubrificante, un leggero lassativo e una dieta ricca di acqua e fibre possono bastare. Infine, qualora non fosse sufficiente, potrebbe essere usata una soluzione sclerosante per stabilizzare il retto. Negli adulti: il primissimo approccio è acqua, dieta con fibre e lassativi come prima. Inoltre, nei pazienti in attesa di intervento, viene applicato un anello di gomma in posizione anale.

Il trattamento chirurgico prevede due possibili approcci operativi che vengono scelti ad hoc in base alle condizioni del paziente:

  • Approccio addominale (ossia taglio del retto processato e fissazione con sutura nella cavità rettale);
  • Approccio perineale (di solito scelta per il paziente anziano che potrebbe non sopportare l’approccio precedente e si tratta della procedura di Delorme (rimozione della mucosa in eccesso) oppure di cerchiaggio anale (o filo di Thiersch) o la Rettosigmoidectomia perineale di Altemeier.

Prognosi e complicazioni

La prognosi del prolasso rettale dipende da diversi fattori molto soggettivi e merita, quindi, delle valutazioni caso per caso.

Nei pazienti più anziani, un prolasso rettale, se non trattato o riconosciuto, pregiudica notevolmente la qualità della vita perché i trattamenti conservativi hanno effetto temporaneo e la buona riuscita dell'intervento chirurgico dipende da alcune variabili come: età e stato di salute generale del malato, gravità  del prolasso rettale e altre patologie presenti.

La prognosi si fa migliore per i bambini. Per questi, la risoluzione del prolasso rettale può addirittura risolversi in autonomia o necessitare dei soli trattamenti conservativi (il 90% dei casi). Le complicazioni del prolasso rettale sono rare, ma molto gravi: per esempio c'è rischio di necrosi se la parte che fiorisce non viene curata immediatamente.

Come fare prevenzione

Non ci sono particolari consigli se non, se mostri uno dei fattori di rischio (come stipsi e difficoltà), scegliere una dieta sana ricca di acqua, fibre e sport per aiutare il più possibile l’evacuazione.

Fonte| Humanitas 

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