Scarlattina: come si cura e cosa fare se si contrare durante la gravidanza

La scarlattina è una malattia comune tra i bambini, soprattutto tra i piccoli dell’asilo, ed è causata dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A. Nasce come un’infezione alla gola, per poi manifestarsi un’esantema scarlatto estremamente tipico. A differenza delle classiche malattie esantematiche, è batterica e si cura con un semplice trattamento antibiotico.
Valentina Rorato 28 Gennaio 2020
* ultima modifica il 02/09/2020
Con la collaborazione del Dott. Ettore Carlo Alemani Specialista in ostetricia e ginecologia e titolare di struttura semplice di patologia della gravidanza. 

La scarlattina è una malattia esantematica frequente nei bambini dai 3 ai 12 anni. Causata dal nemico numero uno degli asili, ovvero lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, e parte come una semplice infezione del cavo orale per poi sfogare nel tradizionale esantema di colore rosso scarlatto, da cui prende il nome.

Cos'è la scarlattina

La scarlattina è una malattia infettiva, di origine batterica, che colpisce soprattutto i bambini tra i 3 e i 12 anni, anche se il picco infettivo è durante la scuola materna, probabilmente perché si trasmette attraverso gli starnuti, il nasino sporco o le mani non ben lavate, con cui i bambini sono soliti toccare di tutto e contaminare anche il cibo. Inoltre, il contagio è facilitato in luoghi chiusi, proprio come le scuole, dove le finestre per ovvie ragioni non vengono spalancate abbastanza. È abbastanza rara nei piccoli con meno di due anni e negli adulti.

È causata dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A e questo dettaglio le regala un primato: è l’unica tra le malattie dei bambini, le cosiddette malattie esantematiche (dal morbillo alla varicella), a non essere causata da un virus. Si chiama scarlattina perché il suo sintomo identificativo è un esantema di colore rosso scarlatto.

I sintomi

I sintomi della scarlattina riguardano principalmente la gola, perché l’esordio è quello di una faringite. Dal momento in cui compare la febbre ci vogliono un paio di giorni perché si manifesti anche l’esantema, che per fortuna non è accompagnato da prurito. Ecco dunque i principali sintomi:

  • Mal di gola
  • Tonsille ipertrofiche
  • Difficoltà a deglurite
  • Febbre (38°C)
  • Lingua a fragola bianca
  • Lingua a lampone
  • Esantema su tronco, arti, mani e piedi
  • Arrossamento delle guance
  • Linfoghiandole del collo tumefatte e dolenti
  • Desquamazione cutanea (lamellare: compare senza febbre qualche giorno dopo il rash)
  • Dolori addominali
  • Tachicardia
  • Cefalea

Talvolta tutti questi sintomi possono non manifestarsi. Alcune forme lievi, anche senza febbre, sono difficili da diagnosticare.

Le cause

La causa della scarlattina è un batterio, lo streptococco beta-emolitico di gruppo A. È un agente infettivo famoso perché è responsabile di molte infezioni della gola, ma anche di infezioni cutanee. Questa malattia si può ripetere? La risposta è sì. Non è frequente, ma non è neppure raro. Essendoci diversi ceppi di streptococco, è possibile ammalarsi più volte nella vita.

Nei neonati

La scarlattina nei neonati è rara. Prima dei sei mesi è quasi impossibile che si manifesti, perché il piccolo è protetto degli anticorpi materni e capita davvero pochissime volte un’infezione sotto i 2 anni, mentre è frequente nella fascia della scuola materna, dai 3 a 5 anni. È sempre consigliabile chiamare il pediatra soprattutto se tuo figlio fatica a deglutire, se la febbre è alta anche dopo la comparsa dell’esantema, se ha dolore all’orecchio o comunque piange in modo disperato.

In gravidanza

La scarlattina in gravidanza si comporta esattamente come nelle altre fasi della vita, nonostante in età adulta – come per i neonati – sia abbastanza rara. La buona notizia è che se dovessi contrarre questa malattia durante i  9 mesi non sei a rischio malformazioni fetali. Sono pericolose invece le infezioni da streptococco di gruppo B: questo batterio può essere presente nel tratto gastrointestinale o genitale della donna in maniera sintomatica o asintomatica. Per questo motivo, si esegue un tampone vagino-rettale tra la 35esima e la 37esima settimane di gestazione e, in caso di risultato positivo, la donna sarà sottoposta a terapia antibiotica prima del parto.

Come si trasmette

La scarlattina, come quasi tutte le malattie esantematiche, si trasmette per via aerea. Dal contagio, passano circa un paio di giorni prima che si manifestino i sintomi. E anche in questa finestra temporale si è inconsapevolmente contagiosi e lo si resta finché non si inizia la terapia antibiotica.

La scarlattina si può contrarre non solo con lo scambio di saliva (come le goccioline degli starnuti), ma anche toccando oggetti infetti, da giochi a indumenti, da asciugamani a bicchieri. È quindi importante prestare attenzione alle più semplici norme igieniche, soprattutto se in casa c’è una donna incinta.

Come si cura

La scarlattina si cura con una terapia antibiotica, perché è un’infezione batterica. Di solito il medico prescrive 10 giorni di penicilline per via orale o, in alternativa, di macrolidi. È importante riposare, idratarsi molto bene. Quando si può tornare a scuola o riprendere il lavoro? Si può rientrare dopo 2 giorni dall'inizio della terapia antibiotica. Infatti, diversi studi scientifici hanno dimostrato che un bambino con scarlattina, dopo 24 ore dall'inizio delle somministrazioni antibiotiche, non è più contagioso.

Per essere sicuri di aver preso lo streptococco è necessario un semplice esame, il tampone faringeo (ci sono anche i test rapidi che si possono tranquillamente fare a casa), che deve risultare ovviamente positivo.

Le complicazioni

La scarlattina oggi, difficilmente, porta con sé complicazioni, se adeguatamente trattata. Un tempo, quando non c’erano antibiotici efficaci, poteva evolversi in meningite, setticemia, encefalite, endocardite e glomerulonefrite. Purtroppo, le infezioni da streptococco possono causare complicanze immunologiche tardive come la malattia reumatica e la glomerulonefrite acuta post-infettiva. Inoltre, si possono manifestare ascessi tonsillari, otiti e sinusiti.

Come si previene

Per prevenire la scarlattina è importante prima di tutto fare attenzione all’igiene: lavati molto bene le mani, evita di scambiarsi posate e bicchieri, copri naso e bocca in caso di starnuti e colpi di tosse. È ovvio che tutti questi comportamenti sono di aiuto ma non ti possono assicurare di non ammalarti o che tuo figlio non prenderà questa malattia. Attualmente non esiste un vaccino e non c’è altra strada da percorrere.

Il parere dell'esperto

Abbiamo parlato di scarlattina con il dott. Ettore Carlo Alemani, specialista in ostetricia e ginecologia e titolare di struttura semplice di patologia della gravidanza.

“La scarlattina non è frequente nelle donne adulte perché nel corso della vita hanno contratto lo streptococco maturando un tasso elevato di anticorpi. Non bisogna quindi preoccuparsi”.

Come si affronta la malattia in gravidanza?

“Non esiste una terapia preventiva, come può essere per la rosolia, per cui è raccomandata la vaccinazione prima del concepimento. Se la paziente è venuta in contatto con la scarlattina, si tiene in osservazione. Se si manifestano i sintomi, si esegue il tampone faringeo e si tratta con l’antibiotico. Di norma si usano le penicilline e, in alternativa, in caso di allergie, i macrolidi”. 

Fonte| Ospedale Bambino Gesù

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