Scopri qual è il Paese più felice del mondo (e perché)

Non la ricchezza, ma l’efficienza dello Stato, la generosità e i rapporti umani. Questi sono gli indicatori che hanno portato la Finlandia in testa alla classifica stilata dall’Onu, mentre l’Italia arranca al 47esimo posto. E quest’anno c’è una novità: quanto è felice un Paese che accoglie i migranti?
Giulia Dallagiovanna 16 novembre 2018

Eudemonia. Conosci questa parola? Significa che il fine ultimo delle nostre azioni è quello di raggiungere la felicità. Le leggi, le manovre economiche, il Pil di uno stato. Concetti che ti interessano sul serio solo nel momento in cui sono in grado di determinare la qualità della tua vita. Dal 2012 l'Onu si occupa proprio di valutare quanto questi valori incidano in modo concreto sul tuo benessere. Come? Chiedendo a un campione rappresentativo della popolazione di 156 nazioni del mondo di definire, su una scala da 0 a 10, il loro livello di soddisfazione.

Vince la Finlandia: i suoi abitanti le assegnano un voto di 7,6 su 10

I dati sono raccolti dall'istituto di sondaggi Gallup World Poll e confluiscono nel World Happiness Report, il rapporto sulla felicità nel mondo. Stipendi, salute e aspettativa di vita, libertà, corruzione, generosità e welfare sono i parametri con i quali viene misurato un indicatore così astratto e così fondamentale. Quest'anno, però, c'è un'importante novità: il ruolo dei migranti. Lo studio ha voluto capire quanto un Paese che accoglie i migranti sia più o meno felice di uno con una percentuale di stranieri più bassa.

I risultati? Dominio assoluto del Nord Europa, ma anche una scoperta: gli stati più felici non sono per forza quelli più ricchi.

I Paesi più felici del mondo

Su Ohga ti abbiamo parlato dell'Hygge danese e del Lagom svedese. Due Paesi scandinavi, due termini, lo stesso risultato: trovare una via per la felicità. E sembra che in qualche modo ci siano riusciti. I due infatti si trovano fra i primi dieci Stati nella classifica stilata dall'Onu. Ma a svettare su tutti, è la Finlandia, che nel giro di un solo anno ha scalato cinque posizioni.  Non la nazione con il prodotto interno lordo più elevato, dunque non la più ricca, ma quella dove il welfare pubblico dà ai cittadini il sostegno maggiore e dove si percepisce un più basso livello di corruzione.

Un luogo insomma dove sembra che le istituzioni riescano a fare il proprio dovere, anche se la crisi economica si è fatta sentire anche qui. Seguono Norvegia e, appunto, Danimarca. Saranno le temperature polari che spingono a fare comunità per sentire meno i morsi del gelo, ma gli indicatori qui parlano chiaro: sostegno pubblico, amministrazione efficiente e un'ampia libertà di scelta sulla propria vita. L'esempio più concreto di come una macchina statale che funziona significhi, per i cittadini, un'esistenza più felice.

La classifica completa

Ecco le prime trenta posizioni nella classifica del World Happiness Report 2018, secondo un punteggio che va da 0 a 10 (qui puoi trovare la lista completa):

  1. Finlandia: 7,63 punti
  2. Norveglia: 7,59 punti
  3. Danimarca: 7,55 punti
  4. Islanda: 7,49 punti
  5.  Svizzera: 7,48 punti
  6. Olanda: 7,44 punti
  7. Canada: 7,328 punti
  8. Nuova Zelanda: 7,324 punti
  9. Svezia: 7,31 punti
  10. Australia: 7,27 punti
  11. Israele: 7,19 punti
  12. Austria: 7,13 punti
  13. Costa Rica: 7,07 punti
  14. Irlanda: 6,97 punti
  15. Germania: 6,96 punti
  16. Belgio: 6,92 punti
  17. Lussemburgo: 6,91 punti
  18. Stati Uniti: 6,88 punti
  19. Regno Unito: 6,81 punti
  20. Emirati Arabi: 6,77 punti
  21. Repubblica Ceca: 6,71 punti
  22. Malta: 6,62 punti
  23. Francia: 6,48 punti
  24. Messico: 6,48 punti
  25. Cile: 6,47 punti
  26. Taiwan: 6,44 punti
  27. Panama: 6,43 punti
  28. Brasile: 6,41 punti
  29. Argentina: 6,388 punti
  30. Guatemala: 6,382 punti

E l'Italia?

Il Belpaese non è poi tanto felice, dice l'Onu. In un anno, abbiamo risalito solo una posizione e siamo fermi ora al 47esimo posto, dopo la Thailandia, il Nicarague e Trinidad e Tobago. Le ragioni in realtà sono molto soggettive e ruotano attorno alle aspettative di vita. Perché è vero che siamo fra i Paesi più longevi d'Europa e del mondo, ma alla vecchiaia ci arriviamo male: un over 65 su tre non è autosufficiente, sottolinea il rapporto Osservasalute 2017.

Se lo Stato risulta carente negli aiuti, sembra che anche della generosità ci siano poche tracce nel nostro Paese. O almeno, la percezione è piuttosto bassa ed è uno degli indicatori che non ci permettono di risalire la classifica.

La felicità secondo l'America Latina

Anche l'America Latina ha il suo Hygge. Come ti dicevo prima, non c'è equazione fra ricchezza e felicità. Ne sono un esempio gli stati del Centro e del Sudamerica, che ottengono anche buone posizioni, superando nazioni con un Pil ben più altro come Italia o Stati Uniti. Nei giornali, leggerai di un tasso di criminalità molto alto, Paesi che imboccano a grande velocità la strada della dittatura o sull'orlo della bancarotta. Ma dove non arriva l'amministrazione pubblica, arriva la famiglia.

Questo risultato, infatti, è stato possibile grazie alla constatazione che il calore umano che regola i rapporti sociali è così forte da oscurare anche stipendi ridotti a minimi termini e povertà che aumenta. Non significa che per essere felice devi perdere tutto, ma che la più grande risorsa che abbiamo sono i legami che stringiamo con le altre persone.

Lo dimostrano per contrasto gli Stati Uniti, che emergono dallo studio per un record negativo: la constante e inarrestabile crescita delle tre maggiori minacce alla salute e a una buona vecchiaia, ovvero obesità, dipendenza da oppioidi e depressione. Ricchezza a basso tasso di felicità.

La felicità e i migranti

Accanto alla classifica ufficiale, ce n'è una seconda, che mette in relazione 117 Paesi e che vede la Finlandia sempre in testa: quella che prende in considerazione la felicità in rapporto all'immigrazione. Può trattarsi di immigrazione interna, come in Cina dove sempre più contadini sono costretti a trovarsi un lavoro in città e a rimetterci in serenità. Ma il focus è soprattutto sui flussi migratori che provengono da oltre confine.

E il risultato è qualcosa da tener presente: gli Stati dove la popolazione accoglie più di buon grado gli stranieri, sono quelli dove la felicità è più alta. Per cittadini e immigrati. Non chi è più in grado di garantire sussidi, dunque, ma chi si mostra più ben disposto verso l'altro.

Sembrava un dato impossibile da calcolare, eppure eccola qua, la felicità, nero su bianco in una lunga classifica. La base di una società civile, un risultato che dobbiamo ancora ottenere.