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9 Gennaio 2020
14:30

Un muro della gentilezza anche a Milano: l’iniziativa solidale di un collettivo per aiutare i bisognosi

Davanti al Cimitero monumentale, in via Luigi Nono, qualche giorno fa è apparso qualcosa di nuovo. Scaffali e appendiabiti carichi di oggetti a disposizione della cittadinanza e in particolare delle persone bisognose. È il nuovo muro della gentilezza di Milano, un luogo che i promotori dell’iniziativa vogliono trasformare in un vero e proprio bene comune.

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Un muro della gentilezza anche a Milano: l’iniziativa solidale di un collettivo per aiutare i bisognosi
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C’è di tutto, nel nuovo muro della gentilezza di Milano in via Luigi Nono, all’ombra del Cimitero Monumentale. Cappotti, maglioni, sacchi a pelo ma anche prodotti per l’igiene personale come spazzolini da denti nuovi e oggetti culturali come libri. Qualunque cosa di cui una persona bisognosa potrebbe avere bisogno per affrontare l’inverno e, più in generale, le giornate milanesi. Ma anche oggetti che potrebbero essere utili ai cittadini e agli abitanti del quartiere, da raccogliere e lasciare in una prospettiva di scambio e solidarietà per rendere questo luogo “un bene comune” in cui non c’è posto per individualismo ed egoismo.

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L’iniziativa è stata inaugurata a inizio anno, il 7 gennaio, dal collettivo “Il Tempio del Futuro perduto”, lo stesso gruppo di giovani che qualche mese fa aveva iniziato a offrire da mangiare e da bere agli automobilisti bloccati nel traffico. Il muro, introdotto negli ultimi mesi anche in altre città come Trento, Bologna, Jesi e Pistoia, rappresenta un segnale concreto della voglia della cittadinanza di fare qualcosa per chi ha bisogno, senza voltarsi dall'altra parte come spesso accade.

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Foto di Sara Del Dot

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.