Assorbenti come beni di lusso? Firenze ha votato una mozione per abolire l’Iva al 22% sui prodotti necessari per gestire le mestruazioni

Il Consiglio comunale di Firenze ha votato all’unanimità una mozione che chiede l’abolizione della tassazione al 22% sui prodotti di igiene intima e personale usati dalle donne nel periodo di mestruazioni. Un importante segnale di contrasto alla period poverty, la povertà mestruale.
Sara Del Dot 8 settembre 2020

Del grande paradosso del nostro tempo che vede assorbenti, coppette e tutti gli strumenti necessari a una donna per gestire il periodo di mestruazioni essere equiparati a beni di lusso come il tartufo, ne abbiamo già parlato. In Italia, infatti, questi oggetti indispensabili per la salute intima di milioni di donne, che come ben sappiamo non scelgono quando e come avere il ciclo, oltre a costare tanto, troppo per un bene irrinunciabile, presentano un’Iva al 22%, ovvero l’aliquota massima del nostro sistema fiscale.

In pratica, se compri assorbenti, tamponi o coppette è come se stessi acquistando una bottiglia di spumante per festeggiare una promozione al lavoro. Tante, tantissime bottiglie dal momento che in Italia ogni mese sono circa 21 milioni le donne che acquistano prodotti sanitari di questo genere, per un totale di 2,6 miliardi spesi per beni che dovrebbero rappresentare un mero diritti. Un bel controsenso, considerato il fatto che in molti Paesi il costo di questi prodotti si è azzerato proprio per combattere la cosiddetta “period poverty”, in italiano povertà mestruale, ovvero l’impossibilità di acquistare assorbenti e tamponi da parte di ragazze provenienti da situazioni economicamente svantaggiate che spesso si trovano obbligate a saltare la scuola nei giorni del ciclo compromettendo così il proprio percorso didattico.

Proprio per questo, per combattere quella che potrebbe essere vissuta a tutti gli effetti come una discriminazione di genere, il Consiglio comunale di Firenze ha lanciato una mozione, approvata all’unanimità, per eliminare la tassa sul ciclo femminile. La firmataria del documento, la consigliera del Pd Laura Sparavigna, ha affermato che si tratta di “una battaglia di civiltà”, dal momento che “non sta alla donna scegliere se e quando avere il ciclo ma sta a noi scegliere se e come tassarlo”.

Fonte | Comune di Firenze