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Bologna 2030, la ‘Città della Conoscenza’: progetti, cantieri e riqualificazione urbana della città

Quarta tappa di UrbaNew, il viaggio tra le più grandi città italiane questa volta si ferma a Bologna, la città con l’Università in funzione più antica del mondo. Progetti, cantieri riqualificazione, analizzeremo il futuro urbano del capoluogo Emiliano Romagnolo, senza dimenticare però i nostri tre fari di giudizio: clima, suolo e verde. Quali sono gli aspetti positivi e negativi del Comune di Bologna a oggi? Le due parole chiave per il futuro invece sono: Transizione digitale e Conoscenza.
Rubrica a cura di Mattia Giangaspero
12 Maggio 2023

Nove secoli e 12 anni. Era il 1088. E se ci dovesse essere bisogno di un ripasso di storia, di un ripasso delle antiche scritture non riusciresti a farlo in nessun'altra Università se non in quella di Bologna, la città con la più antica Università in funzione al mondo, la città della conoscenza. E nel lungo percorso che stiamo per intraprendere sentirai molto spesso questi termini: "Città e Conoscenza", al punto tale da ritrovarteli anche nel futuro, non remoto vero, ma prossimo. Abbiamo atteso quasi mille anni, possiamo attenderne altri 7 anni di anni. Quindi facendo due calcoli sarebbe il 2030. Ecco in questo articolo viaggeremo fino a quella data: 2030. L'anno in cui Bologna completerà la sua trasformazione storica, universitaria, cittadina, continuando però a insegnare al resto del mondo. Cosa? Come diventare net-zero per esempio, come diventare carbon neutral. Sì, perchè se l'obiettivo principale (come anno) che si è fissata l'Europa per diventare carbon neutral è il 2050. Bologna, però, sarà una delle 100 città che riuscirà a compiere questo passo con 20 anni d'anticipo. Ora torniamo nel presente, perchè se nel passato Bologna istruiva il mondo e nel futuro continuerà a farlo, resta che parlare del presente. Di oggi. Tra soli 28 giorni (a inizio giugno) Bologna diventerà la prima città 30 in Italia (considerando solo le metropoli). E quindi solo osservando Bologna le altre città potranno capire come fare per diventare anche loro città 30. Ben tornato a UrbaNew, come cambia la tua città, la rubrica in cui ti parlo della trasformazione urbana delle più grandi città italiane e questa è la quarta tappa.

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Bologna: clima, suolo e verde

Come già ti ho anticipato nel sommario, il nostro racconto di UrbaNew si compone anche di tre fari di giudizio. Iniziamo la nostra analisi parlandoti dei dati già in nostro possesso. Parlandoti del presente di Bologna, dal punto di vista della qualità dell'aria, del consumo di suolo e della densità di verde. L'abbiamo già fatto nei mesi passati per Torino, Milano e Genova Cominciamo con tutti gli aspetti, positivi e negativi che sono in mano al Comune e alla Regione.

Clima

Il rispetto dei limiti normativi sulla qualità dell’aria, all'interno delle città, è un presupposto necessario per poter parlare di risanamento dell’ambiente di una città. L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha indicato quali sono i limiti da non superare soprattutto per tutelare la salute delle persone e la recente Direttiva europea emessa in autunno del 2022, su quest'aspetto, indica quali sono gli obiettivi per le singole città da dover rispettare entro il 2030. Va ricordato infine, che le soglie indicate dall’UE per il 2030 sono significativamente più alte dei valori indicati dall’OMS, quindi per le città sarebbe anche più facile cercare di rientrare nei parametri.

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Tra le città che hanno riportato i valori medi annui più elevati di diossido d'azoto No2 e che superano ampiamente sia il futuro limite normativo indicato per il 2030, sia la soglia dettata dall’OMS (e che quindi dovranno lavorare di più nei prossimi anni per la diminuzione delle concentrazioni) figura proprio Bologna. Il capoluogo dell'Emilia Romagna ha una media annua di NO2 di 23 e dovrà ridurre le concentrazioni  del 12%. Questo secondo il rapporto di Mal'Aria di città 2023 redatto da Legambiente. Per quanto riguarda la concentrazione di Pm10 invece, rispetto alle città già citate Torino Milano e Genova, Bologna non si posiziona meglio. Il Pm10 è 25 (µg/mc) e la riduzione necessaria dovrebbe essere, sempre secondo Legambiente del 20%. Invece analizzando la riduzione che c'è stata nel periodo decennale precedente (2011-2021), Bologna è stata in grado di abbassare le concentrazioni del 2%. Infine, invece, la concentrazione di Pm 2.5 è 16 (µg/mc) e la riduzione necessaria deve essere del 35%.

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Suolo

Il consumo di suolo in Italia, secondo ISPRA, continua a trasformare il territorio nazionale con velocità elevate. Nell’ultimo anno, le nuove coperture artificiali hanno macinato Km2, precisamente sono cresciute di altri 69.1. Per farti un esempio, l'equivalente di circa 19 ettari al giorno. Si tratta del valore più alto degli ultimi 10 anni. Un incremento che mostra un’evidente accelerazione, visto che il nostro Paese perde 2,2 metri quadrati al secondo di suolo. Questo è quanto emerge dall'ultimo report redatto da ISPRA sul consumo di suolo nazionale. In questo report viene anche specificato come però, nell'ultimo anno, ci sia stata una crescita anche per il verde, con nuove aree naturali in più per 5,8 km2. Bologna in questo caso, si comporta molto meglio rispetto ad altri capoluoghi di regione. Nel censimento annuale di Ispra non figura tra i Comuni peggiori in regione per consumo di suolo.

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 Verde

Altra analisi fondamentale che comprende tutto il sistema urbano della città è quella legata al verde. E Bologna secondo un altro report di Legambiente, quello dell'Ecosistema Urbano 2022dispone di 38 alberi (pubblici) ogni 100 abitanti e in questo caso non si tratta di una città molto virtuosa dal punto di vista del verde. Conta che Milano dispone di 52 alberi ogni 100 abitanti e Torino 53 e Genova 21, quindi meno ancora di Bologna.  E infine Bologna risulta, nella classifica generale per la densità del verde, essere al 23esimo posto tra tutte le città italiane con la più alta quota di territorio ricoperto di alberi.

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Bologna, una mappa urbana dal futuro

Arriviamo al secondo capitolo del nostro approfondimento urbano su Bologna con un po' di suspense. Infatti, se sei diventato un appassionato della nostra rubrica UrbaNew, puoi aver già notato come nell'introduzione, questa volta non abbiamo voluto dare spazio al racconto, in breve, di quel che sarà il futuro della città, ma anzi abbiamo fatto l'esatto opposto. Siamo partiti dalla cultura della cittadina bolognese ed è proprio la cultura la base fondante che ha collegato il passato con il presente e collegherà il presente con il futuro.  E il futuro di Bologna si focalizzerà proprio su temi che sembrano agli antipodi, ma che mai come ora devono essere collegati: Transizione digitale e Conoscenza.

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Bologna e la transizione digitale

Come ti avevo anticipato sempre nel sommario, il Comune di Bologna punta per i prossimi anni alla transizione digitale. Infatti sono stati investiti 7 milioni di euro per sviluppare un modello digitale della città. Un vero e proprio modellino virtuale per raccogliere e analizzare grandi volumi di dati sulla città fisica, che la renderà pronta ad adattarsi a crisi e nuove esigenze, a cominciare dalle decisioni in ambito urbanistico, che potranno essere prese coinvolgendo anche i cittadini.

Si tratta di un grande progetto, il "Digital Twin" che il Comune di Bologna ha costruito insieme all’Università di Bologna e alla Fondazione Bruno Kessler e che si vede come apripista, in Italia, mentre all’estero è stato sviluppato in città come Zurigo o Singapore.

Il gemello digitale è la rappresentazione virtuale di un elemento fisico, già applicato in ambiti industriali come l’automotive, ma che in sistemi complessi come la città rappresenta una scommessa. L’obiettivo è migliorare i servizi urbani, anticipare eventuali crisi e fornire una grande e precisa banca dati sulle attività della città con il coinvolgimento costante dei cittadini.

“Come le note piattaforme commerciali sul web anche le città connettono utenti, fisicamente e progettualmente, e li abilitano a determinate operazioni (spiega l’assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna Raffaele Laudani), ma mentre Google usa la dimensione pubblica per estrarre valore privato, col gemello digitale noi usiamo l’interazione privata per estrarre valore pubblico, è un capovolgimento del capitalismo delle piattaforme del web a beneficio dei cittadini.

Il progetto si differenzia dalle smart cities perché quello era soprattutto un paradigma tecnologico – precisa Laudani – mentre questo è soprattutto un progetto civico, nel quale emerge l’anima civica e politica di una città che è sempre stata avanguardia su queste cose, a cominciare da ‘iperbole', che nel 1995 fu la prima rete civica comunale in Italia”.

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Bologna 2030, la Città della Conoscenza

La  “Città della Conoscenza” è una strategia di mandato del Comune di Bologna finanziata grazie alle risorse dei Piani Urbani Integrati (PUI), nell’ambito del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza e altre fonti di finanziamento locali ed europee.

La Città della Conoscenza è un progetto di rigenerazione del quadrante nord-ovest di Bologna e di azioni integrate, che puntano su scienza e sapere come leve strategiche per dare una nuova direzione all’insieme delle politiche cittadine di promozione della città, attrazione dei talenti e degli investimenti di qualità, sviluppo, innovazione, internazionalizzazione, rigenerazione urbana e ambientale, ma anche per favorire nuovi processi di inclusione sociale e per rafforzare il tessuto democratico cittadino.

Progetti e cantieri a Bologna

  • Scienza, ricerca e formazione avanzata e formazione avanzata
    Favorire la crescita e l’attrazione di nuovi centri di ricerca e di formazione avanzata, la loro connessione e relazione con i principali centri nazionali e internazionali.
  • Sviluppo economico, lavoro di qualità e attrattività internazionale
    Sostenere una nuova politica industriale, fondata su sostenibilità, transizione digitale e attrazione di talenti, per innescare la traduzione di scienze, saperi e ricerca avanzata in innovazione e impatto socio-economico.
  • Conoscenza e cultura diffuse
    Promuovere in modo diffuso conoscenza e capacità critica di comprendere le grandi trasformazioni globali, con un’attenzione particolare alle generazioni più giovani e alla formazione permanente degli adulti.

Questi sono i tre punti cardini su cui il Comune vuole puntare per costruire una base solida di rigenerazione urbana della città di Bologna. Nel concreto però quali saranno i progetti e i cantieri che cambieranno il volto del capoluogo dell'Emilia Romagna? Arriviamo, adesso, finalmente a parlarti dei progetti urbani, ambientali e sociali; prioritari che cambieranno la città di Bologna entro il 2030

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L’Ex-Scalo Ravone

L’Ex-Scalo Ravone sarà il centro del nuovo Distretto del Mutualismo, dell’innovazione sociale e culturale e dell’economia collaborativa di Bologna. Attraverso la rigenerazione eco-sostenibile di un area di circa 140.000 mq che sarà acquistata dal Comune di Bologna. Sì perchè tutto passa dall’acquisto di circa il 40% (circa 120 mila metri quadrati) dell’ex scalo tra via Zanardi, via Casarini e il Lazzaretto, quella che attualmente ospita già il distretto culturale Dumbo. l progetto prevede la riqualificazione energetica e sismica degli edifici esistenti, la realizzazione di nuovi spazi e servizi per l’abitare sociale, per il lavoro, per la cultura, lo svago e lo sport e un intervento complessivo di rigenerazione dello spazio pubblico in chiave sostenibile, con la previsione di realizzazione di una nuova piazza e di un nuovo parco urbano. L'investimento è di 50 milioni di euro e i lavori dovrebbero concludersi entro il 2026. 

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Il Polo della Memoria democratica

Il Polo della memoria democratica a Bologna nascerà all’interno della Stazione Centrale e punta a essere un centro dall’ambizione nazionale, che sappia guardare e interrogare la nostra contemporaneità attraverso il filtro di valori che a Bologna più che altrove fondano le loro radici storiche e che sono alla base della vita democratica del nostro Paese come l’antifascismo, l’antirazzismo, l’espansione e la lotta per i diritti civili e sociali, la lotta allo stragismo, il pensiero e la cultura critica. Il Polo della Memoria democratica sarà un centro in grado di far dialogare, interagire e contaminare con modalità inedite, ibride e innovative archivi, biblioteche, musei e aree espositive, luoghi di ricerca, discussione, approfondimento e produzione culturale, artistica, creativa e civica.

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Ex-Mercato ortofrutticolo alla Bolognina

Il progetto prevede un quadro integrato di interventi, finalizzati a implementare la trasformazione e la rigenerazione di una parte importante della Bolognina. All'interno del progetto si prevede la riqualificazione degli spazi dell’Ex-Mercato Ortofrutticolo, che faranno parte del Polo della Memoria democratica e saranno caratterizzati da funzioni laboratoriali, di coinvolgimento delle scuole e della cittadinanza. Gli spazi saranno inseriti nella rete diffusa dei percorsi del Polo. Oltre agli interventi di riqualificazione legati al Polo, sono previsti inoltre dal progetto interventi finalizzati a migliorare e completare la viabilità nel quartiere, e in partnership con ACER è prevista la realizzazione del Museo della Casa Popolare che raccoglierà il vasto patrimonio iconografico e progettuale dell'ex Istituto Autonomo Case Popolari (IACP) di Bologna in un archivio e un’esposizione permanente. Il costo della riqualificazione si aggira sui 16milioni di euro. Fine lavori entro e non oltre il 2026

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Il Parco del Dopolavoro Ferroviario (DLF)

Il Parco del Dopolavoro Ferroviario (DLF) sarà oggetto di diversi interventi di rigenerazione che interverranno sugli edifici e le aree verdi del Parco e diventerà un polo culturale e sportivo di nuova generazione, un rinnovato centro della vita notturna cittadina, gestito attraverso forme innovative di collaborazione e partnership pubblico-private. Sono 25 i milioni di euro investiti per questo progetto di riqualificazione 

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La Via della Conoscenza 

La Via della Conoscenza è l’infrastruttura principale della strategia Città della Conoscenza e connette i luoghi della ricerca, nuovi insediamenti urbani, spazi pubblici e verdi del quadrante nord-ovest della città, attraverso una rete dedicata alla mobilità lenta fatta da percorsi ciclabili e spazi pubblici pedonali. Oltre 6 milioni di euro verranno investiti per il progetto. Un percorso connotato, riconoscibile e attrezzato attraverso nuove e innovative tecnologie per l'infrastruttura digitale. Il percorso connette fisicamente luoghi importanti per la scienza e la ricerca ma anche luoghi della memoria e di importanza storica che verranno valorizzati attraverso la creazione dei nuovi “HUB della Conoscenza” che diverranno le principali “piazze” di questo grande percorso culturale diffuso.

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Museo dei bambini e delle bambine

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Al Pilastro, all’interno del parco Mauro Mitilini, Andrea Moneta, Otello Stefanini, in prossimità e in diretta relazione con la Biblioteca Spina e la Casa Gialla, nascerà il nuovo Museo dei bambini e delle bambine di Bologna: un nuovo polo culturale di rilevanza nazionale, dedicato all’educazione, alla conoscenza e allo svago, rivolto ai bambini da 0 a 12 anni. Il progetto è stato selezionato tramite un concorso di progettazione internazionale promosso dal Comune insieme all’Ordine degli Architetti che è rimasto aperto dall’1 novembre al 12 dicembre 2022. Ad aggiudicarsi il Concorso il raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Aut Aut Architettura. Da ottobre 2022 la Fondazione è impegnata nel coordinamento di un percorso di ascolto di accompagnamento alla progettazione con l’obiettivo di coinvolgere realtà interessate del territorio, comunità, cittadini e cittadine della zona, con una particolare attenzione ai più piccoli. Il costo complessivo è di 3,6 milioni di euro. 

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Bologna da città 30 a carbon neutral

La Commissione Europea ha dichiarato quali saranno le 100 città che parteciperanno alla cosiddetta Cities Mission delle città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030. Le 100 città, fra cui Bologna, appartengono ai 27 Stati membri, cui si aggiungono altre 12 città di paesi coinvolti da Horizon Europe, il programma di ricerca e innovazione della UE.

Le città italiane candidate sono state 40, insieme a Bologna sono state selezionate Bergamo, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino. Attualmente le aree urbane, globalmente, consumano oltre il 65% delle risorse energetiche mondiali, producendo oltre il 70% di emissioni di CO2. La neutralità carbonica è un obiettivo che l’Unione si è fissata di raggiungere entro il 2050. Queste cento città selezionate fungeranno quindi da apripista cercando di raggiungerlo in anticipo e aiutando tutte le altre.

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La Cities Mission è finanziata dal programma Horizon con 360 milioni di euro per il biennio 2022-23, a copertura delle spese iniziali per interventi di mobilità, risparmio energetico e pianificazione urbana sostenibile, con la possibilità di costruire iniziative congiunte con altri programmi dell'Ue. Saranno promossi gli scambi e la costituzione di reti tra le città selezionate, che riceveranno assistenza dedicata attraverso la piattaforma NetZeroCities, oltre a finanziamenti aggiuntivi e la possibilità di fare parte di progetti pilota innovativi. La Missione darà alle città selezionate un label che attirerà altri fondi pubblici (da UE, Governo, RER) ma anche potenziali investimenti privati.

Nei prossimi giorni la Commissione inviterà le 100 città selezionate a sviluppare il Climate City Contract, descrivendo le azioni previste per raggiungere la neutralità climatica e il piano di investimenti. Questo processo dovrà prevedere anche la partecipazione di cittadini, imprese e mondo della ricerca.

Questi alcuni dei progetti chiave che la città metterà in campo per raggiungere la neutralità:

  • Mobilità e trasporti: decarbonizzazione del Trasporto Pubblico Locale (rete tram, filobus, SFM), completamento Biciplan e incentivi per la mobilità attiva, realizzazione Area Verde
  • Efficientamento energetico: riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica, sviluppo di distretti a energia positiva, riqualificazione energetica degli edifici universitari e distretti a energia positiva
  • Illuminazione pubblica: completamento trasformazione illuminazione a LED, fornitura di energia a zero emissioni per illuminazione pubblica, smart city – illuminazione adattiva
  • Rifiuti: costruzione dell’impianto Power to Gas presso il depuratore Hera di Bologna, interconnessione di due sistemi energetici che alimenteranno Fiera e Università, installazione di un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno verde
  • Produzione di energie rinnovabili: sostituzione delle forniture di origine fossile con forniture da fonti rinnovabili, promozione di comunità energetiche, comunità energetiche nell’edilizia residenziale pubblica (ERP)
  • Progetti trasversali “bandiera”: Impronta verde, Gemello digitale, Città della conoscenza.

Bologna 2030, progetti per mobilità e trasporti

A partire dal 2024 il sindaco della città metropolitana di BolognaMatteo Lepore, ha annunciato che tutte le linee del Servizio Ferroviario Metropolitano saranno potenziate. "Finalmente funzioneranno come una vera metropolitana di superficie", ha scritto sui suoi social, postando una cartina di come dovrebbe diventare la metro di Bologna.

Bologna potrà quindi estendersi oltre i propri confini e i cittadini saranno in grado di raggiungere anche i Comuni circostanti. Il potenziamento dei trasporti pubblici serve ad alleggerire il traffico veicolare. Per farlo, segnalano alcuni utenti sotto al post del sindaco Lepore:

"bisognerebbe decuplicare le linee urbane e abbassare il costo dei biglietti. Le linee extra urbane devono diventare competitive in termini di tempi di percorrenza e di costo rispetto alle auto".

Secondo le stime del PUMS, il potenziamento della rete dei trasporti pubblici porterà al 46% in più di spostamenti con i mezzi entro il 2030. La rete del servizio ferroviario metropolitano ha uno sviluppo di 350 km, di cui 280 km nel territorio della Città metropolitana di Bologna.

Come emerge dal Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile la città avrà:

  • Un treno ogni 15 minuti circa nelle ore di punta
  • Il potenziamento del materiale rotabile
  • La realizzazione di interventi infrastrutturali propedeutici all'attuazione delle 3 linee passanti e la creazione del "Passante Urbano"la realizzazione di interventi infrastrutturali propedeutici all'intensificazione del traffico ferroviario
  • Il completamento delle stazioni di Borgo Panigale Scala, Prati di Caprara, Zanardi, S. Vitale-Rimesse, Bologna S. Ruffillo e Toscanella

Secondo i tecnici che hanno lavorato al PUMS della Città di Bologna, "la rete ferroviaria così riorganizzata renderà il servizio regolare in tutte le stazioni, affidabile, cadenzato e integrato con il trasporto pubblico su gomma e il tram. Ciò permetterà a coloro che devono spostarsi di organizzare il viaggio con certezza sui tempi e riduzione dei tempi di attesa".

A tal proposito, il sindaco Matteo Lepore ha affermato che "Da sempre uno degli obiettivi strategici della città metropolitana è il completamento del Servizio Ferroviario Metropolitano. Con questo accordo miglioriamo il servizio e lo trasformiamo in una metropolitana di superficie con cadenze puntuali e anche notturne".

Con questo accordo infatti, l'intesa tra RegioneCittà metropolitana e Comune di Bologna sarà valida per tre anni. Ciò permetterà un cronoprogramma secondo cui a partire da giugno 2024:

  • Da giugno 2023 saranno istituiti nei weekend servizi notturni con autobus sostitutivo, che da dicembre 2024 diventeranno servizi ferroviari su quattro linee (Bologna-Porretta, Bologna-San Benedetto, Bologna-Vignola e Bologna-Poggio Rusco)
  • Saranno intensificate le corse, ovvero i servizi passanti tra Casalecchio-Bologna-Pianoro con una frequenza di 1 corsa ogni 15 minuti
  • Da dicembre 2024 saranno potenziati i servizi della Modena-Bologna con 2 corse all’ora, con fermate ogni ora a Samoggia e Anzola, e 3 corse all’ora per Castelfranco
  • Entro la fine del 2025 si concluderanno i lavori per l’interramento della Bologna-Portomaggiore

Si parla inoltre di un impegno di risorse da parte della Regione, "per l’attuazione di questi servizi ammonta a circa 12 milioni di euro l’anno, più l’acquisizione di tre nuovi treni elettrici: uno per la linea Porretta-Pianoro e due per la Modena-Bologna per un impegno di circa 19,5 milioni di euro".

La linea rossa

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha, inoltre illustrato il progetto della Linea rossa e data di inizio lavori. La tratta del nuovo tram cittadino unirà Borgo Panigale alla Fiera Michelino e permetterà di attraversare la città in circa 40 minuti totali.

I cantieri sono partiti ad aprile dal Terminal Emilio Lepido di Borgo Panigale e da quello del capolinea Fiera Michelino (due cantieri che non interferiranno con la viabilità) e adesso si spostano nel primo tratto in linea in via Saffi, zona Ospedale Maggiore.

Il percorso della linea rossa è suddiviso in 7 macrocantieri: Terminal Emilio Lepido di Borgo Panigale; Borgo Panigale-Porta San Felice; Centro storico (Porta San Felice, via Riva Reno, via Indipendenza); Bolognina (ponte Matteotti, piazza dell'Unità); Bolognina-Fiera; San Donato-Pilastro (viale della Repubblica, Pilastro, Caab, Terminal Facoltà di Agraria); opere complementari (Borgo Panigale, area via Caduti d'Amola, via Bragaglia).

La nuova linea del tram cittadino consentirà di trasportare fino a 110mila passeggeri al giorno, e avrà dunque notevoli conseguenze anche dal punto di vista ambientale. In città circoleranno infatti migliaia di veicoli in meno e il saldo delle alberature vedrà aumentare il numero delle piante di 800 unità, con 120 nuovi parcheggi.

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Bologna, la città è dei cittadini

Arriviamo alla fine del nostro approfondimento sulla riqualificazione urbana della città di Bologna, sui suoi progetti e sui cantieri che nel complesso dovrebbero completarsi per il 2030. Le parole chiave dovremmo averle centrate. Alla fine transizione digitale e conoscenza sono i temi più importanti che si rispecchiano nella realizzazione dell'ex Scalo Ravone, del Polo della memoria democratica, del museo delle bambine e dei bambini, nel parco del Dopolavoro e sia della nuova linea rossa, sia del nuovo sistema metropolitano. Le due parole chiave però si ritrovano anche all'interno del logo della città. Il simbolo di un Comune che in questa rubrica inizia ad assumere significato dal punto di vista urbanistico. Nel logo di Bologna avviene una fusione tra due mondi che andando sempre più avanti nel corso della storia più che fusi anche nella vita concreta, si sono staccati. Ti sto parlando dei cittadini e del Comune. Della politica. Adesso però proprio il Comune, con la volontà di compiere un'azione politica più inclusiva verso i cittadini, vuole avvicinarsi nuovamente all'altro mondo, a chi vive tutti i giorni la città. Alle persone. L’emblema del Comune è costituito da uno scudo sorretto da una testa di leone e composto da quattro quarti, di cui il primo e il quarto hanno come emblema una croce rossa, il secondo e il terzo il motto ‘libertas', come più analiticamente specificato dal decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 6 novembre 1937. In terminologia araldica, lo stemma di Bologna si descrive anche come: "Scudo ovato inquartato: nel 1° e 4° d’argento alla croce di rosso, capo d’Angiò, nel 2° e 3° d’azzurro al motto ‘Libertas' in lettere d'oro ordinate in banda. Cimato da una testa di leone posta in fronte." Ecco, queste diciture un pò tecniche proviamo a trasformarle, dandole un significato più legato ai cittadini. Il logo del Comune è anche la rappresentazione dei 6 quartieri della città. Al logo del Comune di Bologna si associa la denominazione del quartiere, allineata orizzontalmente alla base della dicitura "Comune di Bologna" e separate da un linea doppia verticale. Una linea che però è una scritta ed è qui che viene raffigurata tutta la potenza della città: "Libertas". Una libertà che hanno i cittadini di esprimere i propri pensieri, i propri interessi. Libertà che ovviamente si ha in tutt'Italia, ma il clima a Bologna rende questo concetto ancora più forte, più marcato, più insito nei cuori di chi la vive. Si tratta della stessa libertà che avrà il "popolo" di Bologna di esprimere tutte le criticità urbane nel "digital twin" il progetto digitale della città voluto dal Comune per avvicinarsi sempre più a chi vive la città.

Questo articolo fa parte della rubrica
Il mio percorso di studi è iniziato a Milano nel 2016 dove, all’Università Cattolica, ho frequentato la triennale in Linguaggi dei altro…