Cosa sono gli ANA-anticorpi e quando si dovrebbe fare il test

Quante volte ci capita che per alcuni sintomi il nostro medico ci prescriva degli esami del sangue per capire meglio cosa stia succedendo al nostro corpo? Quando abbiamo dolori ricorrenti, stanchezza ed affaticamento continui, sospetti di infiammazione e/o infezione, il nostro medico di medicina generale ci manda a fare gli esami del sangue.
Dott.ssa Chiara Speroni Dottoressa in Farmacia
19 agosto 2020 * ultima modifica il 19/08/2020

Quante volte ci capita che per alcuni sintomi il nostro medico ci prescriva degli esami del sangue per capire meglio cosa stia succedendo al nostro corpo? Il dosaggio degli ANA anticorpi è richiesto quando il medico curante sospetta una patologia autoimmune i cui sintomi possono presentarsi per un breve periodo, essere successivamente latenti e poi ripresentarsi anche in forma più grave. Alcuni sintomi possono essere:

  • lieve febbre
  • stanchezza, debolezza ed affaticamento
  • dolori alle articolazioni
  • eruzioni cutanee
  • dolori muscolari
  • formicolii diffusi ed intorpidimento
  • infiammazione diffusa es. reni, polmoni, cuore, sistema nervoso centrale e vasi sanguigni

Cosa sono

ANA è l’acronimo di antinuclear antibodies o anticorpi antinucleo. Sono anticorpi che hanno come bersaglio organuli intracellulari e proteine solubili presenti soprattutto nel fegato. Sono utilizzati come indicatori di patologie autoimmuni come:

Come si effettua il test

Il dosaggio degli ANA-anticorpi è effettuato mediante tecnica di immunofluorescenza indiretta.  Andiamo a vedere brevemente in cosa consiste questo test:

  • dal prelievo di sangue eseguito, si separa il siero il quale sarà incubato con l'antigene per favorire la reazione specifica degli anticorpi con i nuclei cellulari. In questo modo, se presenti ANA, si forma il complesso antigene-anticorpo
  • si effettua un lavaggio per lasciare sul campione solo gli anticorpi interessati
  • si fa reagire il campione con un altro anticorpo dotato di fluorescenza.
  • quando il risultato è positivo si forma un immunocomplesso dotato di fluorescenza e visualizzato al microscopio (i nuclei delle cellule mostreranno una colorazione verde)
  • quando il risultato è negativo non si ha la formazione dell'immunocomplesso

I risultati

Come puoi aver capito, si tratta di un test in cui o si ha la formazione dell'immunocomplesso oppure no. Il referto recherà la dicitura:

  • positivo
  • negativo o inferiore a 1:20

Esistono dei casi in cui questi valori possono essere influenzati:

  • in soggetti normali può esserci una minima concentrazione di ANA-anticorpi con l'aumentare dell'età
  • in soggetti anziani che presentano artrite reumatoide, artrite od artrosi

Inoltre, falsi positivi possono essere dati se si fa utilizzo di alcuni farmaci, come:

  • acido p-amino salicilico
  • carbamazepina
  • clorpormazina
  • etosuccimide
  • griseofulvina
  • isoniazide
  • fenitoina
  • idantoina
  • primidone
  • procainamide
  • primidone

Come fare il test

Abbiamo detto che il test viene fatto prelevando il sangue venoso e successivamente analizzandolo. Si consiglia il digiuno nelle 12 ore precedenti il test ed in caso di pazienti fumatori l'astenersi dal fumo per le 24 ore precedenti.

Qualora ti venga prescritto questo esame ricordati di riferire tutti i medicinali che assumi o che hai assunto recentemente, anche quelli senza obbligo di ricetta, o droghe assunte. Questi sono tutti parametri che possono influenzare l'esito dell'esame e fornire o un falso positivo o un falso negativo.

Una volta ottenuto il referto ricordarti di farlo visionare il prima possibile al tuo medico di medicina generale, il quale saprà consigliarti e indirizzarti al medico specialista in modo da ottenere la diagnosi completa ed eventualmente la terapia da intraprendere.

Fonti| Mariuzzi – Anatomia patologica; Fradà – Semeiotica medica

Laureata in Farmacia presso la facoltà di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Milano. Tesi svolta presso il laboratorio di altro…
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